Approfondimenti

Che fine hanno fatto i rifugiati sgomberati?

Una specie di gazebo per aumentare l’ombra che già i pini concedono dietro piazza Venezia. “Meglio stare qui, nel cuore di Roma, così la gente non dimentica che ci siamo anche noi”, spiegano nel presidio nato il giorno dopo lo sgombero dei rifugiati di piazza Indipendenza. Gli eritrei ed etiopi sgomberati dal palazzo si sono ritrovati qui, il caldo è feroce, per fortuna sia le comunità di origine che i comitati per la casa si sono attivati per rifornirli di cibo e acqua, con bottiglie ghiacciate.

Nella notte alcune decine di persone sono rimaste a dormire a pochi metri dai Fori imperiali, per difendere il presidio che intendono proseguire finché non arriveranno risposte concrete. Mercoledì è previsto un incontro in Prefettura, lo hanno chiesto i rifugiati e fino ad allora intendono rimanere al presidio, dove ieri sono arrivate tanti altri migranti per un’assemblea.

IMG_3099

La situazione per chi ha subito lo sgombero settimana scorsa dal palazzo in piazza Indipendenza non è cambiata, si sono alternati tra parcheggi e piazze per dormire. Alcune famiglie hanno accettato il trasferimento nelle case offerte dalla proprietà del palazzo sgomberato, in un comune in provincia di Rieti, ma lo stesso comune ha fatto sapere di non voler accogliere questi rifugiati.

Per altre 400 persone circa c’è ancora la ricerca di un tetto stabile, molte di queste erano al presidio a piazza Venezia, tra cui anche alcune donne ferite dal lancio di idranti avvenuto giovedì scorso. Una donna anziana ha mostrato i lividi sul corpo, un’altra più giovane aveva un braccio ingessato. Hanno raccontato le loro storie, alcune avevano accanto anche i loro bambini piccoli, quasi tutti si trovano in Italia da tanti anni, anche dieci, sempre in situazioni di grande precarietà. Sentiamo i loro racconti:

voci dal presidio

La Procura attende dalla Polizia che è intervenuta in via Curtatone un’informativa sul sospetto racket degli affitti in nero a danno degli stessi rifugiati costretti a pagare. Al presidio una donna spiega che in realtà si tratterebbe di un pagamento, per chi ne aveva la possibilità e quindi un lavoro, di dieci euro al mese per le pulizie dell’intero palazzo, per pagare chi le svolgeva e i prodotti necessari alla pulizia.

Ma ora, cacciati anche con violenza da quelle abitazioni, c’è la ricerca di una casa. Le soluzioni per poche persone in alcuni centri di accoglienza proposti dal comune di Roma sono stati respinte, si sarebbe trattato di alloggi Sprar, quelli destinati ai richiedenti asilo appena approdati in Italia, una trafila già percorsa da loro tanti anni fa. Ad accoglierli in questi giorni anche il centro Baobab, nei pressi della stazione Tiburtina. Valerio era al presidio :

valerio, baobab

IMG_3098

La vicenda di piazza Indipendenza ha riportato al centro dell’attenzione il problema delle occupazioni e di chi a Roma è senza casa, un problema che coinvolge migliaia di persone. Anni fa il commissario Tronca aveva stabilito insieme alla Prefettura una road map per affrontare il tema delle occupazioni, un centinaio quelle abusive, con sgomberi che si sarebbero dovuti effettuare però di pari passo con la ricerca di soluzioni abitative alternative, per non lasciare, seconda una stima, circa quattromila persone in strada. Poco è stato fatto.

Il Campidoglio fa sapere di aver presentato a fine luglio il suo piano, con l’obiettivo di offrire un alloggio a circa seimila famiglie in tre anni, costituito da buoni casa, lo scorrimento delle graduatorie delle case popolari, il contributo all’affitto, l’autorecupero e l’uso dei beni e immobili sequestrati e confiscati alle mafie.

Quest’ultimo punto ora è una delle ipotesi fatte dal ministro dell’Interno a livello nazionale, contrastata però dalla destra e che per diventare applicabile avrebbe bisogno di vari passaggi, anche legislativi. I beni confiscati alla mafia e non ancora concessi per l’uso sono migliaia, l’ultimo calcolo che risale al 2015 ne contava circa 17 mila.

La Regione Lazio da parte sua ricorda di aver stanziato 40 milioni per il piano casa, non ancora spesi. Una specie di rimpallo di responsabilità a vari livelli, esploso ora in questa coda di agosto rovente con la vicenda dei rifugiati politici cacciati da un palazzo occupato da quattro anni.

  • Autore articolo
    Anna Bredice
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 13/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 13-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 13/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 13-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 13/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 13-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di martedì 13/01/2026 delle 19:48

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 13-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    News della notte di martedì 13/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 13-01-2026

  • PlayStop

    Soulshine di martedì 13/01/2026

    Soulshine è un mix eclettico di ultime uscite e classici immortali fra soul, world music, jazz, funk, hip hop, afro beat, latin, r&b, ma anche, perchè no?, un po’ di sano rock’n’roll. L’obiettivo di Soulshine è ispirarvi ad ascoltare nuova musica, di qualsiasi decennio: scrivetemi i vostri suggerimenti e le vostre scoperte all’indirizzo e-mail cecilia.paesante@gmail.com oppure su Instagram (cecilia_paesante) o Facebook (Cecilia Paesante).

    Soulshine - 13-01-2026

  • PlayStop

    Fuori registro di martedì 13/01/2026

    Voci tra i banchi di scuola. A cura di Lara Pipitone e Chiara Pappalardo

    Fuori registro - 13-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di martedì 13/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 13-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di martedì 13/01/2026

    1) “Continuate a manifestare, l’aiuto sta arrivando”. Donald Trump si rivolge ai civili iraniani e promette un intervento, mentre il numero dei morti continua a salire. (Roberto Festa) 2) Dal Myanmar a Gaza. Il processo per il genocidio dei Rohyinga aperto ieri potrebbe rappresentare un precedente importante per il caso presentato dal Sudafrica contro Israele. (Chiara Ragni - Unimi) 3) Sorveglianza di massa. Come l’ICE traccia in tempo reale la posizione di migliaia di smartphone. (Marco Schiaffino) 4) Francia, al via il secondo grado del processo a Marine Le Pen. Un caso che potrebbe decidere il futuro delle elezioni presidenziali. (Veronica Gennari) 5) Il ritorno di Zapatero. Il ruolo dell’ex premier spagnolo nell’accordo per la liberazione dei prigionieri politici venezuelani. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Rubrica sportiva. Quando la storia arriva sugli spalti. La storia del tifoso congolese che alla coppa d’Africa ha onorato Patrice Lumumba. (Luca Parena)

    Esteri - 13-01-2026

  • PlayStop

    Privati in corsia: il caso San Raffaele

    Cosa succede in un ospedale quando la sanità privata entra in corsia? Vediamo quanto è accaduto al San Raffaele a partire dalla testimonianza di una nostra ascoltatrice e con il commento di Margherita Napolitano, Coordinatrice RSU del San Raffaele.

    37 e 2 - 13-01-2026

  • PlayStop

    Intervista al Presidente dell'Ordine dei Medici di Milano sui Cpr

    Nella prima puntata del 2026 siamo tornati a parlare di Cpr e deontologia del personale sanitario, ripercorrendo le tappe di una vicenda che vi abbiamo raccontato: un cittadino palestinese che pur avendo commesso atti di auto lesionismo gravi è stato ritenuto idoneo alla detenzione in Cpr. Di questo tema abbiamo parlato con il Dottor Roberto Carlo Rossi, Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Milano.

    37 e 2 - 13-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di martedì 13/01 18:34

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 13-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di martedì 13/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 13-01-2026

  • PlayStop

    Neil Young e l'appello ai giovani americani: "Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni."

    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di martedì 13/01/2026

    Vieni con me è una grande panchina sociale. Ci si siedono coloro che amano il rammendo creativo o chi si rilassa facendo giardinaggio. Quelli che ballano lo swing, i giocatori di burraco e chi va a funghi. Poi i concerti, i talk impegnati e quelli più garruli. Uno spazio radiofonico per incontrarsi nella vita. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedi al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 13-01-2026

  • PlayStop

    Volume di martedì 13/01/2026

    La scomparsa di Matt Kwasniewski dei Black Midi e la scena britannica del Windmill e di Dan Carey, Bad Bunny che omaggia Victor Jara in Cile e Neil Young che si espone nuovamente contro Trump. La speciale pizza ideata dalla catena Berberè insieme agli Sleaford Mods e il nuovo album di beneficenza a cui sta lavorando War Child insieme a tanti artisti.

    Volume - 13-01-2026

Adesso in diretta