JAZZ /ANNIVERSARI

1917: Eubie Blake, un pianoforte per il secolo

martedì 07 febbraio 2017 ore 17:49

Quando a novant’anni suonati – è proprio il caso di dirlo – continuava a lavorare, a chi gli chiedeva se insistesse anche a fumare tanto, lui, tabagista incallito, ebbe occasione di rispondere: “Certo, se avessi saputo che sarei campato così a lungo mi sarei riguardato di più”. Battuta rimasta celebre, in cui c’è sintetizzato molto della personalità di Eubie Blake: uno humour e un ironico senso di sfida che affondano le loro radici nelle origini certo non nella bambagia di Blake, fin dall’inizio però assistito da una buona stella.

Blake nasce a Baltimora da una coppia di ex schiavi. Nella vita può capitarti di meglio. Ma può capitarti anche di peggio: di otto fratelli, Eubie fu l’unico a superare l’infanzia: insomma da subito il destino sembra avere per lui un occhio di riguardo. Ancora molto piccolo, verso i quattro-cinque anni, Eubie mostra una precoce inclinazione per la musica. Un organo, visto in un negozio dove è entrato con la mamma, suscita il suo entusiasmo, tanto che i genitori, certo non facoltosi, finiscono per comprargliene uno pagandolo a rate settimanali di 25 centesimi di dollaro.

Verso i sette anni poi Eubie comincia a prendere lezioni di musica da una vicina di casa, organista della chiesa metodista. La madre di Blake disapprova tutta la musica di carattere non religioso, ma Eubie è irresistibilmente attratto dal ragtime. Secondo quanto dichiarato da Blake stesso, Eubie compone la melodia di Sounds of Africa, più tardi ribattezzato Charleston Rag, nel 1899 (lo stesso anno in cui fu pubblicato Maple Leaf Rag, uno dei pezzi più popolari della figura prominente nel campo del rag, Scott Joplin). Ma Blake mise nero su bianco la musica di Charleston Rag solo nel 1915, una volta imparato a padroneggiare la notazione musicale.

Verso i quindici anni, di nascosto dai genitori, Eubie comincia ogni sera ad andare a suonare il piano in un bordello nel quartiere a luci rosse di Baltimora. Passati decenni da quell’epoca, Blake si rammaricava dell’associazione del ragtime con case di tolleranza e locali di dubbia virtù, associazione che era valsa al ragtime un’immagine di musica-spazzatura, e si esprimeva polemicamente nei confronti del pregiudizio bianco verso questa musica, considerata allora non arte ma intrattenimento di basso livello. Con questa musica di scarsa reputazione Blake ancora ragazzo comincia però a guadagnare ogni notte più di quanto il padre guadagna in una settimana lavorando come stivatore nei dock di Baltimora. Alla fine Eubie mette al corrente i genitori dei suoi guadagni, e loro si rassegnano a non insistere più che Eubie si dedichi solo alla musica di chiesa.

Ormai a New York, nel 1912 Blake è già in contatto con James Reese Europe, altra straordinaria figura di pioniere della musica afroamericana. Nel 1913-14 James Reese registra, per la Victor, dei brani di musica da ballo eseguiti da una formazione interamente neroamericana; Reese crea e dirige diverse ambiziose formazioni, alcune delle quali giganti: nel 1910 dà vita alla Europe’s Society Orchestra. In quei primi anni del secondo decennio del Novecento, quando Blake collabora con lui, Reese continua a proporre del ragtime, una musica che allora non ha ancora esaurito la sua popolarità.

Ma Blake è anche una delle figure di spicco di una corrente pianistica che a Manhattan e a Newark sta superando in avanti il ragtime, in una direzione convergente con il jazz. Il primo esponente di questo filone a fissare il proprio pianismo su rullo di pianola è, nella primavera del ’17, James P. Johnson. Il secondo, verso la fine del ’17, è Blake, che realizza il suo primo rullo di pianola fissando Charleston Rag: si tratta del primo caso documentato di utilizzo della soluzione del walking bass che poi caratterizzerà il boogie woogie che emergerà negli anni Venti.

L’articolazione melodica e ritmica del brano è impressionante. L’esecuzione di musica di questo genere richiedeva una straordinaria destrezza tecnica. In questo Blake era aiutato dalla natura, che lo aveva dotato di dita molto lunghe; tanto che da ragazzo la madre, timorosa che le lunghe dita del figlio potessero offrire il destro all’associazione con l’inclinazione al furto, lo invitava, quando andava in giro, a tenere le mani bene in tasca.

La corrente pianistica di cui Blake e Johnson erano due dei principali esponenti esercitò una influenza di tutto rilievo su pianisti come Duke Ellington e Fats Waller, e fu cruciale per la definizione di stili pianistici come lo stride e il boogie woogie.

Ma nel ’17 oltre a realizzare i suoi primi rulli Blake effettua anche, nell’agosto, le sue prime registrazioni: si tratta di alcuni brani in trio, duo di piano più batteria.

Nel frattempo Reese si è arruolato volontario per la guerra, e nel 1918 è in Europa alla guida di una banda militare, ma anche in prima linea, assieme con i reparti neroamericani che si fanno onore combattendo contro i tedeschi; e nel febbraio del 1919 Reese è alla testa dei suoi uomini nella trionfale sfilata dei reduci afroamericani delle battaglie in Europa, che percorre la Quinta Avenue a New York.

Nel ’19 Blake gira per gli Stati Uniti con la band del 369simo fanteria guidata da Reese. Ma Reese viene tragicamente assassinato. Della band di Reese fa parte anche il cantante Noble Sissle, che dopo la morte del leader assume la direzione della formazione per gli impegni che ancora rimangono da onorare. Poi lui e Blake proseguono per conto loro nel circuito del vaudeville. Cominciano a presentarsi come Dixie Duo, Sissle canta e Blake suona il piano: è solo l’inizio di un rapporto di collaborazione fortunato e longevo. Eubie Blake ebbe occasione di ricordare che Sissle e lui evitarono di confondersi con gli spettacoli in cui i neri facevano gli zio Tom parlando un inglese approssimativo e vestendosi in maniera che induceva al riso: loro tenevano all’eleganza e a presentarsi con stile e così avrebbero continuato a fare per tutta la loro carriera.

Il sodalizio tra Eubie Blake e Noble Sissle prosegue all’inizio degli anni Venti con una certa fortuna. Sono dei professionisti che oltre ad esibirsi in duo vengono anche richiesti per partecipare a spettacoli di maggior rilievo. Nel 1921 Sissle e Blake vengono ingaggiati per contribuire a Shuffle Along, che nell’arco di un decennio è il primo show di Broadway scritto da neri e con un cast interamente nero, il primo grande successo nero di Braodway. Fra le showgirl c’è una avvenente giovane che lascerà una traccia profonda nel costume del ventesimo secolo: Josephine Baker. Per lo spettacolo, che prosegue con centinaia di repliche, e che va in tournée negli States presentato da ben tre compagnie diverse, Blake mette a disposizione una ventina di brani, il più famoso dei quali rimane I’m just wild about Harry.

Noble Sissle e Eubie Blake, la cui ultima apparizione in un film sarebbe stata nel ’76 nella pellicola dedicata a Scott Joplin, furono tra l’altro i primi artisti neri ad apparire in un film parlato. Nel 1923, quindi in anticipo sul famoso The Jazz Singer di Al Jolson, Blake realizza tre film sonori, due assieme con Noble Sissle.

Nel 1930, in un altro show di Broadway, compare un brano scritto da Blake, con parole di Andy Razaf, Memories of You, che sarà il suo più grande successo.

Inciso da Armstrong (con Lionel Hanpton al vibrafono) già nel ’30, ampiamente adottato in ambito jazzistico nel corso del decennio, Memories of You diventò uno standard del jazz.

Nel corso degli anni Trenta Blake continua a lavorare con Sissle per diversi show a New York e a Londra. Blake lavora poi nell’ambito delle attività di intrattenimento promosse durante la seconda guerra mondiale. Dopo la guerra gira come artista di ragtime e tiene lezioni universitarie. Negli anni Sessanta poi ricomincia ad incidere. Nel ’70 riceve la Medal of Freedom concessa dal presidente degli Stati Uniti. Negli anni Settanta incide ancora.

Negli anni Settanta e Ottanta, fino alla morte nell’83, Blake viene ormai acclamato come merita una autentica leggenda vivente: acclamato anche in Europa, perché Blake, in età ormai avanzata, supera finalmente la paura dell’aeroplano che non aveva mai preso in vita sua e viene ad esibirsi anche nel vecchio continente.

Nel ’78 Blake fu celebrato da Broadway con un musical di grande successo, Eubie!. Lo scorso anno un altro musical di Broadway ha ricreato la produzione di Shuffle Along!

Blake negli ultimi anni della sua vita era circondato di un’aura di mito: era una presenza paragonabile a quella di un dinosauro sopravvissuto a varie ere di evoluzione del pianeta e ancora in piena forma, vivo e vegeto. Blake non avrebbe avuto nessun bisogno di aumentarsi l’età: con tutto quello che aveva fumato era già un miracolo vivente. Ma Blake ebbe questo vezzo, di dire che era nato nel 1883 e non nel 1887, come è invece comprovato da diversi documenti. Ma ci cascarono in tanti, anche addetti ai lavori: il suo capolavoro finale fu di riuscire a farsi festeggiare per i suoi cent’anni, nel 1983 – in occasione di quello che era in realtà un pur ragguardevole novantaseiesimo compleanno – e di morire solo pochi giorni dopo avere tagliato questo – falso – traguardo del secolo. Ci cascò anche il New York Times, che titolò: “Eubie Blake, compositore ragtime, muore 5 giorni dopo il suo centesimo compleanno”:

E’ divertente che, a oltre un quarto di secolo dalla morte, la trovata di Blake funzioni ancora: non solo in molti siti internet (mentre scriviamo, alla vigilia del 130esimo anniversario della nascita, Wikipedia in italiano porta ancora come data 7 febbraio 1883: Wikipedia in inglese riporta la data corretta), ma anche in tanti autorevoli libri pubblicati dopo la sua morte, la data di nascita del pianista è rimasta ferma al 1883: uno scherzo di durata proporzionale alla lunga vita di Eubie Blake.

Ecco Blake presentato nell’81 alla Carnegie Hall di New York come novantottenne: la nota a corredo della pubblicazione del clip fornisce le date corrette di nascita e morte, ma il titolo trae in inganno:

Aggiornato martedì 21 febbraio 2017 ore 16:22
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