Dopo l'escalation delle ultime ore, sembra che stia prevalendo la volontà da parte di Iran e Stati Uniti di tenere comunque aperto un canale di dialogo e far tacere per il momento le armi. Tutto, però, è molto in bilico. E Israele sembra essere il fattore più destabilizzante. L'intervista di Luigi Ambrosio a Nima Baheli, analista geopolitico esperto di Medio Oriente, per la trasmissione L'Orizzonte.
“Volevamo far uscire dalla dimensione dell’archivio e della museificazione l’enorme patrimonio culturale e musicale siciliano”. E’ così che i Nuhara, oggi ospiti di Volume, raccontano la nascita del loro progetto. Per il disco di debutto, intitolato “Rama”, il trio siciliano ha attinto dall'archivio sonoro siciliano con l'intenzione di dare nuova vita a “documenti che raccontano un passato che non esiste più, come i canti di lavoro dell’aia, dei salinai, delle solfatare…”. Il lavoro, edito da Trovarobato, è un concept album che affonda le radici in canti e musiche popolari siciliane, costruendo così un ponte tra un universo arcaico e il mondo dell'elettronica contemporanea. Ascolta l’intervista e MiniLive dei Nuhara.
Quando la tua vita va a rotoli hai diverse opzioni: Elisa Marinoni ha scelto la meditazione, i tarocchi e il kickboxing. "Spiritual Bitch" è uno spettacolo comico che racconta di come ci si riprende dalle relazioni tossiche, dagli uomini sbagliati, dal lavoro estenuante e da se stesse, con gli strumenti che si hanno a disposizione. Abbracciando gli alberi, ma anche abbracciando la stronza che abbiamo dentro. Uno stand up comedy show sull’accettarsi per quello che si è e su cosa succede quando si smette di scusarsi per come si è fatte.
Elisa Marinoni, attrice, content creator e conduttrice, cresciuta artisticamente con Stefano Benni, autrice di libri e docente di public speaking, ne ha parlato con Ira Rubini a Cult.
Si chiamano “Albania files” e sono i documenti che il governo ha nascosto per un anno sul Cpr a Gjadër. Li ha scovati Luca Rondi per AltrEconomia, che gli dedica la copertina di questo numero di giugno in edicola: “Si chiamano registro eventi critici e registrano la vita quotidiana nel centro tra risse, autolesionismo, proteste, più di un caso al giorno annotati. Un inferno chiamato detenzione amministrativa, persone chiuse in un carcere per non avere un documento. L’essenza dei Cpr è sempre la stessa ovunque siano”. Ma c’è di più. Queste politiche non servono, visto che i rimpatri diminuiscono: “Il 25% di chi è transitato in un Cpr è stato effettivamente rimpatriato, la percentuale più bassa degli ultimi anni, anche se i Cpr sono aumentati e sono aumentate le presenze”. Una cosa che il governo non dice è che i rimpatri non hanno bisogno del Cpr, si possono fare anche senza. Eppure continuano a aumentare i costi: altri 2 miliardi nei prossimi anni per nuovi Cpr, magistrati e gratuito patrocinio. Uno spreco. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia
Tommaso Cohen, regista del documentario “Milano Infetta”, ricostruisce gli anni del Virus, lo storico centro sociale punk milanese attivo negli anni ‘80, con immagini d’epoca e con gli audio della Rubrica Giovani di Radio Popolare. Il cortometraggio viene proiettato al Milano Film Fest, domenica 7 giugno alle 15, all'Anteo. L'intervista di Barbara Sorrentini per la trasmissione Chassis.
Questa settimana in Albania migliaia di persone sono scese in piazza nella capitale Tirana per protestare contro un progetto immobiliare legato alla società di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per costruire un resort di lusso in un’area protetta del Paese. Le manifestazioni sono cresciute giorno dopo giorno, e promettono di continuare a crescere, fino a - dicono i manifestanti - le dimissioni del primo ministro Edi Rama. Per la trasmissione Terzo tempo Martina Stefanoni ne ha parlato con Christian Elia, giornalista esperto di Balcani, da poco tornato dall’Albania.
E' stato un parto difficile, ma ora la Fondazione Triennale ha il nuovo presidente, Il nuovo Consiglio d'Amministrazione lo ha nominato ufficialmente: Vincenzo Trione. DdA e Presidente resteranno in carica per quattro anni. Trione indicato dal Ministro Giuli dopo mesi di stallo ha trovato il consenso del sindaco Sala e sembrava che l'accordo fosse stato raggiunto pensando di affiancare al nuovo presidente l'architetto De Lucchi, due volte Compasso d'Oro e molto stimato a livello internazionale, ma questo si vedrà più avanti. Intanto Trione vanta un ricco curriculum: docente di Arte e Media allo IULM, curatore della bella mostra "Metafisica /Metafisiche" a Palazzo Reale di Milano, progetto che evidenzia la sua visione e competenza che spaziano dall'arte, all'architettura, al design, alla fotografia e al cinema. Trione ha coperto vari incarichi nel ministero di Franceschini e la direzione del Padiglione Italiano alla Biennale del 2015. Insomma una personalità notevole che ha già dichiarato di voler gestire con continuità la Triennale che Boeri ha portato ad essere punto di riferimento internazionale. Per quanto riguarda il nuovo Cda è composto da: Vincenzo Trione, presidente; Stefano Zecchi, filosofo; Alberto Toffoletto, avvocato; Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico; Davide Rampello, già presidente di Triennale; Regina De Albertis, imprenditrice; Antonio Calabrò , presidente di Musei Impresa; Maria Porro, presidente Salone del Mobile.
Ascolta ora la prima intervista rilasciata da Vincenzo Trione. Testo e intervista di Tiziana Ricci.
La storia di questi ottant'anni di "Repubblica democratica fondata sul lavoro" non è stata soltanto quella dell’affermazione di diritti fondamentali, alcuni dei quali aspettano ancora una realizzazione concreta. Questi ottant’anni che ci separano da quel giugno 1946 sono stati anche gli anni bui delle minacce e della violenza che hanno ferito e oltraggiato la Repubblica. "C’è stato un filo che lega mafia, violenza politica e zone grigie dello stato", hanno scritto due studiosi della criminalità organizzata, Alessandra Dino e Francesco Petruzzella (Micromega n. 3/2026). "Dalla strage di Portella della Ginestra (1947) a quelle di Capaci e via D’Amelio (1992), c’è un filo rosso che attraversa la storia repubblicana – sostengono Dino e Petruzzella - È quello che intreccia mafia, terrorismo e settori delle istituzioni in una rete di interessi e complicità". Pubblica ha ospitato mercoledì 3 giugno Alessandra Dino, sociologa giuridica e della devianza all’Università di Palermo.
Sono tornati a trovarci i Queen Of Saba, duo che abbiamo conosciuto per la loro musica militante e fluida, ma in questo nuovo album, uscito proprio oggi 5 giugno, abbandonano l'elettronica per arrangiamenti ukulele e voce. Un disco di canzoni essenziali, che nasce da una paternità, ma che presto è diventato un motivo di crescita anche per il duo, che ha trovato un modo nuovo per raccontare anche le proprie idee, come l'antimilitarismo in un brano come "Qui la guerra non può entrar" o l'antispecismo in "Il rifugio degli animali". Oggi a Volume con Niccolò Vecchia ci hanno presentato tre delle loro nuove canzoni e ci hanno raccontato la genesi di "Bricioline (Canzoni per crescere)". Ascolta l'intervista e il MiniLive dei Queen Of Saba.
Nella primavera del 1980, all’uscita di scuola, Ilaria trova suo padre ad attenderla. Con un tono spazientito, le porge la mano sudata e le dice che la porta da Léon, il ristorante in cui lui e la mamma si vedono una volta al mese da quando si sono separati. È una bambina di otto anni e apre subito il finestrino per fare entrare un po’ d’aria ed evitare che il sedile di pelle le bruci le gambe. Suo padre ha il corpo rigido, le mani agitate, la voce perentoria. Mette in moto, passa per il paese di Hermance, poi il traforo del Monte Bianco, il confine franco-italiano, i tornanti della Valle d’Aosta. Sotto un cielo coperto da una coltre grigia, Ilaria viene rapita da suo padre.
Comincia così una peregrinazione che dura due lunghi anni, in giro in auto per l’Italia, di albergo in albergo, senza una vera meta, percorrendo strade e autostrade di un Paese segnato da violenti conflitti politici e sociali. In "Ilaria o la scoperta della disobbedienza" (Gramma Feltrinelli), Gabriella Zalapì racconta l'infanzia strappata al suo incanto per misurarsi con l’oscura brutalità della vita adulta. Quando, dopo un altro estenuante tragitto, si ritrova sola in una terra e una casa sconosciute, a Ilaria non resta che la strada della disobbedienza. Gabriella Zalapì ne ha parlato a Cult con Ira Rubini