Da qualche giorno ha riaperto il Cinemino, un luogo di cultura a Milano, che si trova in via Seneca. Aperto dal 2018, il Cinemino è un’associazione culturale che ospita film d’essai e di prima visione, promuovendo anche l’incontro con registi e artisti. Nella sala di 74 posti si accede solo con una tessera associativa. A inizio 2026 Cinemino è stato chiuso per motivi legati alla sicurezza, ma che non corrispondevano al reale problema denunciato. In questo periodo Cinemino ha tenuto aperto solo il bistrot, perdendo la possibilità di aprire la sala al pubblico. Barbara Sorrentini ne ha parlato con Agata de Laurentiis, tra le fondatrici del Cinemino.
Heated Rivalry è una nuova serie tv canadese che sta facendo parlare molto di sé. "È stato un fenomeno cresciuto principalmente con il passaparola”, racconta Alice Cucchetti a Volume, “è una piccola serie di 6 episodi distribuita da una piattaforma streaming canadese di nome Crave ma da noi arrivata su HBO Max”. La storia è quella di due giocatori di hockey rivali sul ghiaccio che lontano dalle telecamere scoprono una potente attrazione reciproca, e sta conquistando il pubblico grazie alla chimica tra i protagonisti e alla capacità di raccontare un amore gay autentico in un ambiente tradizionalmente maschile. Se si parla molto delle scene più esplicite della serie è perchè siamo ancora poco abituati alla rappresentazione dell’amore gay sul piccolo schermo: "Non c’è nulla di diverso, semplicemente le scene di amore a cui ci ha abituati la tv sono quelle etero”.
Heated Rivalry sta attirando l’attenzione per il modo con cui affronta temi contemporanei come l’identità, la pressione sociale nello sport e la rappresentazione LGBTQ+, il tutto con una narrazione avvincente che ha già spinto alla conferma della seconda stagione. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.
Al Teatro Fontana di Milano, un musical contemporaneo con la pluripremiata attrice Claudia Marsicano. Audrey, giovane donna immersa in una vita virtuale, compie un gesto estremo: si finge sopravvissuta alla strage del Bataclan, il famoso attentato terroristico islamico su Parigi del 2015, per ottenere attenzioni e riconoscimento. In un mondo dominato dai social media, dove ogni trauma diventa spettacolo e ogni ferita può generare fama, la figura della falsa vittima emerge come simbolo inquietante della nostra epoca. La regia e la drammaturgia sono di Gabriele Paolocà. Claudia Marsicano ne ha parlato a Cult con Ira Rubini.
Un conflitto tra poteri dello Stato. Tra magistratura e politica. Ottant’anni di scontri, dalla nascita della Repubblica al ventennio berlusconiano, ad oggi. Raffaele Liguori ha intervistato a Pubblica lo storico Marcello Flores, autore con Mimmo Franzinelli di "Conflitto tra poteri. Magistratura, politica e processi nell'Italia repubblicana" (Il Saggiatore 2024). Per diversi decenni lo scontro è stato tra pezzi della magistratura e pezzi della politica, precisa il professor Flores. «Ma a partire dagli anni ‘90 è prevalsa l’aggressione politica alla magistratura». L’obiettivo della ricerca è stato «mettere in evidenza che questa aggressione alla magistratura nell’epoca di Silvio Berlusconi – sostiene lo storico – fu fatta prevalentemente per motivi personali di difesa che Berlusconi aveva nei confronti dell’accusa di cui era stato fatto oggetto». Flores conclude ricordando che «più che un conflitto della politica nei confronti della magistratura, fu un conflitto del governo Berlusconi per motivi quasi personali del suo capo.
Dopo l’ondata di violenza che ha colpito lo stato messicano di Jalisco dopo l’uccisione del narcotrafficante “El Mencho”, nel Paese sta tornando pian piano la normalità. A differenza di quanto affermato dalla presidente messicana, però, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo nel raid che ha portato alla sua uccisione. Questo ora pone diversi interrogativi su cosa succederà.
Sentiamo l’analisi di Emanuela Borzachiello, ricercatrice all’università di Città del Messico.
Domani a Como il processo a carico di Cecco Bellosi. L’accusa per lui è di danneggiamento a “beni esposti per necessità alla pubblica fede”. Il bene danneggiato è la teca contenente le fotografie di Benito Mussolini e Claretta Petacci posizionata a Giulino di Mezzegra, nel posto esatto dove furono fucilati. I fatti risalgono al 28 aprile del 2023, quando Bellosi in realtà, come ha sempre dichiarato, non danneggiò nulla ma semplicemente tolse i fiori messi lì nella notte da militanti neofascisti che volevano commemorare il duce. “Un gesto di antifascismo” dice Cecco Bellosi, rivendicando la rimozione dei fiori. A denunciarlo è stato Primo Turchetti, il presidente dell’associazione culturale “Mario Nicollini”, un personaggio famoso nel comasco per la sua vicinanza all’estrema destra neofascista. In contemporanea con l’inizio del processo Anpi e Arci comasche hanno convocato un presidio di solidarietà. Sentiamo Cecco Bellosi, intervistato da Luigi Ambrosio e Alessandro Braga nella trasmissione L'orizzonte.
A neanche un anno dall'ultimo album 'Isla Diferente', Populous è passato a trovarci a Volume per raccontarci le due tracce pubblicate nel nuovo Ep “Chill Out Zone”. Il titolo trae ispirazione dal programma notturno della vecchia Mtv, racconta l’artista pugliese ai microfoni di Radio Popolare: “Chill Out Zone è stato per me un nido di scoperte. Da indie kid qual ero mi ha fatto conoscere Aphex Twin, Björk, Orbital, Autechre, per non parlare di quelle grafiche totalmente 2000… è stata una grandissima scuola per me”. Un programma televisivo e un concept che omaggia allo stesso tempo le chillout room: “Quei posti che nei rave ti permettevano di riprendere fiato, con musica molto distesa, ambient e chillout”, continua il musicista, spiegandoci come le due nuove tracce siano anche un manifesto di Latinambient, ossia la label da lui fondata: “Un tentativo di mischiare due cose apparentemente lontane ma che in qualche modo possono coesistere”. Tra un brano e l’altro, Populous ci ha raccontato anche il suo pensiero sull’AI nella musica e la difficoltà di tenere a bada quella costante fame di nuove sfide. Ascolta l’intervista di Dario Grande a Populous.
A Milano è stata da poco inaugurata la Biblioteca dello Sport, al civico 3 di via Confalonieri, nel quartiere Isola, intitolata a Gianni Mura, giornalista e scrittore scomparso il 21 marzo 2020. Uno spazio pensato per raccontare lo sport come linguaggio culturale, sociale e civile, con 2.173 i volumi già catalogati e disponibili. La Biblioteca dello Sport Gianni Mura è realizzata in uno degli spazi di proprietà del Comune assegnati attraverso i bandi “Sefémm”, attivati dal 2022 e dedicati ad associazioni ed enti no profit. La sua creazione si inserisce nel percorso di Altropallone, associazione che, anche attraverso l’omonimo Premio, promuove lo sport e il gioco come strumenti di inclusione, crescita sociale e contrasto al razzismo e alle discriminazioni. Entrerà a far parte del sistema bibliotecario milanese e sarà aperta ogni martedì e giovedì dalle 14 alle 18 e ogni sabato dalle 9 alle 13. Claudio Agostoni è andato all'inaugurazione, ce l'ha raccontata e ha intervistato Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9.
Il 26 febbraio di tre anni fa in piena notte, verso le 4 del mattino, la Summer Love si schiantava sulla spiaggia di Steccato di Cutro con più di 200 migranti a bordo. Almeno 94 le vittime, fra cui 34 bambini; 50 i sopravvissuti, un numero imprecisato di dispersi in mare. Ieri notte la cerimonia del ricordo sulla spiaggia dove c'era Alba Bonetti, Presidente Amnesty Italia, che ci racconta l'emozione dei parenti delle vittime e dei cittadini di Cutro e ci ricorda: “Con i soldi pagati ai trafficanti, quanti aerei avrebbero potuto prendere se ci fossero stati corridoi umanitari, rotte sicure per chi fugge dalle guerra e avrebbe diritto ad essere accolto”.
Ieri alcuni dei parenti sono arrivati anche per l’udienza del processo in cui sei militari (Guardia di Finanza e Guardia Costiera) sono accusati di naufragio e omicidio colposo plurimo. Il processo è seguito in ogni sua fase da Giuseppe Pipita, direttore de Il Crotonese e membro della Rete 26 febbraio, che ricostruisce tutta l'indagine dei carabinieri dove emergono 3 ore di ritardo nei soccorsi: “La Capitaneria ormai interviene solo quando si dichiara un intervento SAR di soccorso, peccato che il diritto internazionale dice che le barche di migrarti vanno soccorse subito, e poi si fanno le operazioni di polizia; in Italia la priorità è stata rovesciata, dal cosiddetto livello politico”. Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.