La notte del 27 luglio 1993 un'autobomba esplode in via Palestro, davanti al Padiglione di Arte contemporanea. Muoiono un agente della polizia locale, tre vigili del fuoco e Moussafir Driss, che allora dormiva su una panchina e a cui Radio Popolare dedicò l'Ambrogino d'oro. È una strage rimasta "praticamente oscura nelle modalità di esecuzione e in parte negli autori" dirà una storica sentenza della Corte d'Assise di Firenze nel 2011, ma che fece parte di un più ampio progetto di destabilizzazione del Paese tra il '92 e il '94 con la partecipazione di soggetti esterni a Cosa Nostra. Su quanto ci dice oggi quell’attentato, ascoltiamo Enrico Deaglio, giornalista che raccontò quei fatti.
Nei territori occupati continua la rappresaglia di esercito e coloni contro i palestinesi: nel fine settimana si sono registrate oltre 30 aggressioni. A scatenare l’ondata di attacchi è stata, venerdì scorso, la morte di due soldati israeliani, in uno scontro a fuoco vicino a Nablus. In Cisgiordania abbiamo raggiunto una volontaria italiana di Faza, associazione che assiste i palestinesi nei territori occupati; per ragioni di sicurezza ci ha chiesto di restare anonima. Ascolta la sua testimonianza.
Il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, commenta le parole del procuratore capo di Palermo De Lucia, che ieri aveva detto che le "carceri sono fuori dal controllo dello Stato", facendo infuriare il Guardasigilli Nordio e ricevendo poi la solidarietà dell'Associazione Nazionale Magistrati. Patrizio Gonnella denuncia le storture del ddl che porta l'imputabilità minorile a 14 anni. L'intervista di Angelo Miotto, nel corso di Itaca.
Il ddl approvato dal consiglio dei ministri per rendere più severo il trattamento processuale nei confronti di minorenni accusati di reati ha profili di incostituzionalità perché non tiene conto delle differenze oggettive nello sviluppo tra minori e adulti, spiega in questa intervista, a cura di Luigi Ambrosio, l'avvocato e segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane Rinaldo Romanelli.
L’Ospedale San Raffaele di Milano ha licenziato la coordinatrice della rappresentanza sindacale Margherita Napoletano. Questa mattina la direzione del personale le ha consegnato una lettera di licenziamento con effetto immediato. Il licenziamento fa seguito a una lettera di richiamo arrivata nelle scorse settimane legata a questioni di sicurezza: l’ospedale aveva considerato a rischio la presenza nell’aula sindacale di una studentessa del programma alternanza scuola-lavoro. Ma il sindacato CUB ha una convenzione con il liceo di Scienze umane Besta per l’alternanza scuola-lavoro e Margherita Napoletano è la coordinatrice del progetto.
L'ospedale aveva detto di considerare i fatti contestati "di particolare gravita".
Il licenziamento sarà impugnato davanti a un giudice del lavoro, intanto per lunedì sono previste iniziative sindacali nell’ospedale.
Margherita Napoletano è un ingegnere biomedico e rappresentante sindacale da 25 anni. Recentemente aveva denunciato anche in televisione le carenze di personale e il ricorso all’uso di cooperative esterne, sfociate nel weekend di Sant’Ambrogio del 2025 nei gravi problemi avvenuti in un reparto con il personale impreparato a gestire quelle prestazioni e finiti pochi giorni fa anche in un dossier del Ministero della Salute.
Ascolta l'intervista di Roberto Maggioni a Margherita Napoletano.
Cristiano De André racconta cosa significa, dopo tanti anni, salire nuovamente sul palco dell'Isola in Collina, storica manifestazione musicale in ricordo di Luigi Tenco che si svolge ogni anno a Ricaldone, in provincia di Alessandria. "Sono cresciuto in mezzo alla cultura", dice Cristiano, parlando dei ricordi di infanzia su Luigi Tenco, della poetica del padre e dell'influenza della sua arte "senza tempo". Ascolta l'intervista di Claudio Agostoni.
Il Consiglio dei ministri ha approvato una norma che rende imputabili i minori tra i 14 e i 18 anni, che si inserisce nell’ossessione securitaria del governo Meloni. Il ministro della Giustizia Nordio l’ha definita “il tassello finale di una serie di provvedimenti, a cominciare dal dl Caivano”, il cui significato politico è quello di “facilitare le indagini partendo dal presupposto che una persone di quell’età che commette il reato sia presumibilmente cosciente di ciò che sta facendo”. Giorgia Meloni, in un video sui social, l’ha sintetizzata così: “Chi sbaglia paga”. Stessa linea di Salvini, che ha rivendicato la paternità della legge “anti-maranza”, ribattezzata così dalla Lega. Ma che cosa cambia nel concreto e che effetti può avere una norma simile sui minorenni? Lo abbiamo chiesto all’avvocata Anna Lucchelli, che fa parte della segreteria dell'Unione nazionale camere minorili. “Non è vero che i minorenni oggi non pagano”, ha spiegato ai nostri microfoni. “Il processo minorile è molto responsabilizzante, molto più di quello degli adulti. Così si va a cancellare un processo di maturazione”. L'intervista di Chiara Manetti
In Italia la percezione pubblica e il dibattito politico dipingono un quadro di costante emergenza, con la destra che sta usando il tema della sicurezza come vero e proprio campo di battaglia per le prossime elezioni. E lo sta facendo a suon di slogan, allarmismo, inni alla legittima difesa e militarizzazione della polizia, anche di quella locale. Ma qual è la reale situazione della criminalità in Italia? Lo abbiamo chiesto a Gian Guido Nobili, coordinatore del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana.
"Gli ultimi pacchetti sicurezza hanno insistito molto sull’intensificazione dell’attività di polizia, sull’adozione di strumenti di tipo più tipicamente repressivo”, ha detto Nobili ai nostri microfoni, “Tuttavia, soprattutto nella dimensione locale, la complessità della sicurezza negli ultimi 30 anni dimostra che le solite pratiche di controllo amministrativo non sono produttive di particolari risultati. È importante affiancare le misure di presidio con strategie di prevenzione che provino ad agire sulle cause”.
Lorenzo Pacini, assessore del Pd al Municipio 1 di Milano e candidato alle primarie del centrosinistra milanese, replica a Radio Popolare alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che in un post aveva chiesto agli esponenti della sinistra di prendere le distanze da chi “arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici”. Una frase attribuita a Lorenzo Pacini dopo un suo intervento radiofonico qualche giorno fa, frase che l'esponente Pd chiarisce di non avere mai pronunciato, annunciando querele verso chi l’ha diffusa.