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Estratti delle trasmissioni di Radio Pop
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Redazione
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Clip | 17/06/2026
Più doppiette, meno regole. In aula al Senato inizia l'esame del ddl "sparatutto"La legge sulla caccia all’esame del Senato. La maggioranza, dopo diversi tentativi andati a vuoto negli anni passati, insiste per allentare vincoli e regole all’attività venatoria. L’esame del provvedimento è iniziato questo pomeriggio in aula, con l’esame degli oltre 900 emendamenti presentati in gran parte dall’opposizione. La legge prevede stagioni venatorie più lunghe, un ventaglio più ampio di specie considerate cacciabili anche in prossimità del periodo riproduttivo. E poi sanzioni più leggere per chi viola le regole e, addirittura, la possibilità di cacciare nei parchi naturali, sulle spiagge e sulla neve. Una legge “sparatutto”, l’hanno ribattezzata le associazioni, che oggi hanno organizzato un presidio di protesta davanti palazzo Madama. Tra queste il WWF: Domenico Aiello è il responsabile legale dell’organizzazione, intervistato da Alessandro Principe.

Clip | 17/06/2026
I Giardini di Mirò: "Quasi Casa", l'ultimo concerto di una delle più importanti band del rock indipendente italianoUn doppio vinile che non è soltanto un album dal vivo. È il racconto di una storia che si chiude, il documento di un momento che, al momento della registrazione, nessuno immaginava sarebbe diventato l'ultimo capitolo dei Giardini di Mirò. Registrato durante il concerto del 19 marzo 2023 a Cavriago, il disco assume oggi un significato ancora più profondo: quello di testimonianza finale di una delle esperienze più importanti del rock indipendente italiano.
"Quasi Casa è una storia piuttosto particolare, perché tecnicamente è l'ultimo concerto che è stato fatto da Giardini di Miro ed è stato fatto nel luogo dove abbiamo incominciato a suonare, che corrisponde anche al paese vicino a Reggio Emilia, si chiama appunto Cavriago, dove Jukka è nato e cresciuto, io, Corrado, ci sono cresciuto e mi ci sono trasferito quando ero bimbo e ragazzo. Tutto si è svolto al circolo Kessel, ex Calamita, dove siamo cresciuti come band, abbiamo fatto le prove, ma non avevamo mai voluto suonare. Quella sera lì, avevamo deciso che avremmo fatto questo concerto, ed è coinciso anche con la nostra ultima esibizione dal vivo. L'altra cosa bella di questo live, probabilmente, è che è una registrazione fatta da un fan, che è venuto più volte ai nostri concerti a vederci, ha registrato più concerti e anche questa è una cosa bella". Nel corso della loro carriera i Giardini di Mirò hanno costruito un linguaggio musicale personale, capace di unire post-rock, shoegaze ed elettronica in una forma espressiva riconoscibile e intensa. La band ha dichiarato lo scioglimento pochi mesi fa, ma sul loro futuro ci dicono: "I Giardini di Mirò in questo momento sono un gruppo non in attività, e non abbiamo progetti. Su questo non dobbiamo decidere ora neanche tra sei mesi, neanche nel prossimo anno, però, è un gruppo che non si è sciolto come i Beatles, non c'era una Yoko Ono, non c'erano problemi di diritti editoriali, non c'erano contratti, non c'erano soldi che ci hanno diviso, ma anche perché, comunque, per noi il gruppo è sempre stato un dispositivo sociale, anche relazionale, e amicale”. L'intervista a Jukka Reverberi e Corrado Nuccini a cura di Elisa Graci per la trasmissione Volume.

Clip | 17/06/2026
David Bidussa ricorda Carlo Ginzburg: "Un intellettuale che ha coniato parole con cui oggi parliamo"Nato a Torino nel 1939, figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, Carlo Ginzburg, storico e saggista italiano fra i più conosciuti anche all'estero, è morto a Bologna a 87 anni. Celebri i suoi studi sulla storia delle persecuzioni, dell’eresia e della cultura popolare del Medioevo e dell’Età moderna e il suo importante apporto alla creazione di una metodologia storiografica moderna. Il suo primo libro, "I benandanti", era ispirato alla sua scoperta di un culto sciamanico diffuso in Friuli nel Cinquecento e Seicento e dichiarato eretico dall'Inquisizione. Anche nelle opere successive, Ginzburg mostrò interesse per lo studio dei rapporti fra le culture dominanti e quelle popolari. In questo senso si inserisce anche la collana di Einaudi "Microstorie", che prendeva il nome dalla corrente di studi storici che lo stesso Ginzburg aveva contribuito a creare. La sua capacità di analizzare la contemporaneità fu espressa anche in altri testi, come "Il giudice e lo storico", in cui Ginzburg analizzava i documenti e l'indagine per il processo sull'omicidio Calabresi. Nell'ultima parte della carriera, si era concentrato sul ruolo dello storico, sulla difficoltà che incontra nel mantenere la distanza dal proprio oggetto di studio e sulla differenza fra vero e falso, anche alla luce della comunicazione contemporanea. David Bidussa, scrittore, giornalista e storico, ha condiviso con Ira Rubini le sue riflessioni sul alcuni degli aspetti del pensiero e dell'opera di Carlo Ginzburg, soffermandosi sul suo rifiuto di assumere un ruolo da "maestro", la sua capacità di mettersi in ascolto e in discussione di fronte a chi è diverso o altro da noi, le sue considerazioni su verità e menzogna e sulla difficile conciliazione della propria storia individuale con la contemporaneità più ampia.

Clip | 17/06/2026
Celle fatiscenti, insetti, sovraffollamento. A Firenze sequestrato il carcereCelle fatiscenti, pulci, insetti, caldo torrido d’estate e acqua che filtra dal soffitto quando piove. Queste le condizioni in cui erano costretti a vivere i detenuti di sette sezioni del carcere di Sollicciano, a Firenze. La magistratura, con un atto senza precedenti, ha sequestrato i reparti per mancanza delle condizioni igieniche e di sicurezza. Oltre 200 detenuti saranno trasferiti in altri penitenziari. “Mai visto niente di simile”, dice ai microfoni di Mattia Guastafierro il garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che aggiunge: “Quel carcere ora va smantellato”.

Clip | 17/06/2026
La ricerca di libertà di due sorelle siamesi. “Indivisibili” dieci anni dopoIl film “Indivisibili” di Edoardo De Angelis compie 10 anni e il Pesaro Film Festival gli ha dedicato un omaggio. Girato nel 2016 il film segue la vita di due gemelle siamesi (le attrici Angela e Marianna Fontana), che cantano benissimo e vengono sfruttate dal padre per il loro talento. Sono indivisibili, ma entrambe vorrebbero conoscere la libertà. Il film è ambientato a Castel Volturno, un luogo “sempre in trasformazione” - come ha detto il regista originario di quelle parti. Prima di realizzare “Comandante”, con “Indivisibili” De Angelis ha ricevuto moltissimi premi, in Italia e all’estero.

Clip | 16/06/2026
Rosario Pellecchia: "Nel mio romanzo oggetti e persone hanno una seconda chance per essere felici"Rosario Pellecchia, in arte Ross, scrittore e conduttore radiofonico ben noto al pubblico italiano, descrive così il protagonista del suo ultimo romanzo "Così doveva andare" (Feltrinelli): "Gaetano Mosca è un uomo che ha conosciuto una esistenza felice, perché faceva il lavoro dei suoi sogni. Nato a Sorrento, era un Ulisse, come tanti sorrentini con l'attitudine al viaggio, al mare, e lavorava sulle navi da crociera, dove aveva fatto carriera. Aveva conosciuto anche la donna dei suoi sogni, che era riuscito a sposare, una turista che arrivava dalla Svezia, quindi fino a un certo punto tutto aveva funzionato nella sua vita. Poi, come sempre succede, la vita ha altri piani e Gaetano dal mare e dalle avventure sulle navi da crociera, finisce in una ricicleria nella periferia sud di Milano a guardare le persone che vanno a liberarsi di cose di cui non hanno più bisogno. Il turning point del romanzo, quello che cambia tutto, è l'incontro tra Gaetano, che è una persona semplice, innamorata dei libri, ma non un accademico, e un vero intellettuale milanese, un docente di filologia, che viene a liberarsi di un tavolino e in questo tavolino c'è qualcosa che cambia le vite di questi entrambi, c'è una lettera...". Ira Rubini ha intervistato Rosario Pellecchia a Cult.

Clip | 16/06/2026
La Gente e il nuovo album per “remare contro la velocità del mondo di oggi”“È il disco di noi che diventiamo adulti”. È così che Elia Guglielmi, cantante e chitarrista del progetto La Gente, oggi ospite di Volume, introduce il nuovo disco appena uscito intitolato 'Distante'. La Gente è un trio originario della provincia di Vicenza che con questo secondo lavoro, dal sapore malinconico e tardo adolescenziale, parla del diventare adulti e del vivere in provincia, tra la voglia di fuggire via e quella di restare. Una raccolta di brani interamente registrata al Baito, lo casa-studio di registrazione della band, che parla di luoghi, vicini e lontani, e dell'influenza che questi hanno sulla vita delle persone. “Una volta che ho raccolto i brani mi sono accorto che c’era questa costante dei luoghi… da sempre l’essere umano è nomade e la sua esistenza è legata al luogo dove vive”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive di La Gente.

Clip | 16/06/2026
Flotilla, la sorella di un attivista fermato in Libia risponde alle critiche alla missioneA tre settimane dall’arresto di 10 membri della Flotilla impegnati nella missione di terra in Libia, la sorella di una delle due persone di nazionalità italiana – Domenico Centrone, fermato insieme a Leonarda Alberizia – ha diffuso un lungo appello per la liberazione di tutto il gruppo e in difesa dell’iniziativa umanitaria. “Ho letto tanti commenti sui social in cui si dice che mio fratello è uno scappato di casa, che ha fatto qualcosa di stupido, di inutile – dice Maria Rosaria Centrone. – Io e lui abbiamo litigato prima che partisse: non volevo che lo facesse, ero preoccupata. Gli ho chiesto: ma perché? Perché non fare altre manifestazioni qui, dei sit-in, dei cortei, tante altre cose che abbiamo fatto anche insieme per alzare l’attenzione sul genocidio. Lui mi ha risposto con molta lucidità” racconta la sorella dell’attivista, che poi riporta le parole del fratello: “Sono due anni che facciamo queste cose e hai visto qualcosa cambiare? Ci passano davanti le stesse immagini, le stesse bombe, gli stessi droni, gli stessi ospedali in macerie… se non mettiamo il nostro corpo al servizio di una causa non ci ascolterà nessuno”.

Clip | 15/06/2026
Cantare la morte per trovare speranza, futuro e vita: Lamante e il nuovo album "Non dico addio""Possono i vivi salvare i morti ma soprattutto possono i morti salvare i vivi?” è questa domanda di Han Kang, premio Nobel alla letteratura del 2024 e autrice del libro “Non dico addio”, a costituire il cuore pulsante del nuovo album di Lamante, oggi ospite di Volume.
“Ho cercato di rispondere a quella domanda dentro di me e sono entrata nel grande calderone che rappresenta la morte: ci ho visto tantissima vita, futuro e speranza.”
Il secondo album di Lamante si intitola proprio “Non dico addio” ed è stato registrato nella Chiesa consacrata di San Francesco, a Schio, luogo della provincia vicentina dove l’artista ha mosso i primi passi. “Ho subito un lutto dopo il quale non riuscivo più a trovare le parole: nel nuovo disco ho dovuto ricominciare da capo con un approccio completamente diverso, sono arrivate prima le immagini e poi i testi.” Un album tanto intimo e privato quanto potente e universale, costruito su un immaginario simbolico e sacrale derivato dai sogni della stessa Lamante: “ho sognato una collina piena di croci: ho scoperto che esisteva davvero in Lituania e che non era un cimitero ma una collina di ex voto, pensata per celebrare la vita”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive di Lamante.