La destra italiana e le sue relazioni pericolose. Con l’ideologia fascista. E con le mafie. La relazione della destra con il fascismo, così come l’ha studiata Tomaso Montanari nel suo «La continuità del male. Perchè la destra italiana è ancora fascista» (Feltrinelli 2025), è un continuo dal 1945. Il fascismo non se n’è mai andato per davvero dall’Italia. Idee guida, vocabolario, perfino la morale è la stessa. Non è il «fascismo eterno» di Umberto Eco. Forse è qualcosa che assomiglia all’«autobiografia di una nazione» di Piero Gobetti. L’altra relazione pericolosa della destra italiana è con le mafie. E ce la racconta Nello Trocchia, giornalista investigativo del Domani. Tutto sembra ruotare attorno al nome di un clan camorristico molto influente a Napoli, i Moccia. Un clan che ha in Michele Senese un suo potente rappresentante a Roma. La catena del potere criminale prevede altri anelli successivi: per il caso Delmastro quello di Mauro Carroccia, prestanome dei Senese; per il caso delle infiltrazioni di Fratelli d’Italia, quello di Gioacchino Amico, oggi collaboratore di giustizia, presunto referente dei Senese in Lombardia. Pubblica ha ospitato oggi Nello Trocchia, giornalista investigativo, ha scritto inchieste su mafie e malaffare politico, giornalista investigativo, collabora con il Domani. E' autore di: «Invincibili. La mafia albanese da Roma alla conquista del mondo» (Rizzoli 2025).