Leggi elettorali e procedure come scorciatoie per risolvere problemi politici all’interno di partiti e/o coalizioni. E’ la tesi della storica Marzia Maccaferri che si è interrogata sul perché in Italia le leggi elettorali siano cambiate così frequentemente nel corso dell’ultimo trentennio (dal Mattarellum al Rosatellum). «C’è la convinzione – sostiene la storica - che sia il meccanismo del voto, e non la cultura o il programma politico – a produrre la soluzione alla governabilità e alla costruzione del consenso». Maccaferri osserva il caso della destra e dell’ultimo progetto di legge elettorale presentato dalla maggioranza in parlamento. Il sistema elettorale serve per tenere insieme la coalizione dopo le frizioni della sconfitta al referendum. Serve anche per affermare la sua visione egemonica di controllo sulle istituzioni. Maccaferri - che insegna storia contemporanea e pensiero politico al Queen Mary, Università di Londra - è stato ospite oggi di Pubblica. Ospite anche la storica Valentine Lomellini, dell’università di Padova, per parlare del suo «Carlos, lo sciacallo» (Laterza 2026).