
Pubblica | 23/04/2026
Pubblica di giovedì 23/04/2026Il prossimo 25 aprile sarà il primo dell’era fascista? Detto così è un po’ esagerato. Non va bene. Ma il prossimo 25 aprile si porta con sé qualcosa di inedito. E’ come se la prossima Festa della Liberazione dal nazi-fascismo, la Festa dell’antifascismo, si svolgesse con il fascismo, o forme di fascismo, “in corso”. Qualcosa di inedito, appunto. Non siamo nel contesto in cui i 25 aprile venivano festeggiati con il fascismo-lontano-ricordo-del-passato (vedi, e ascolta, i racconti delle madri e dei padri). Non siamo nemmeno nel contesto in cui i 25 aprile, le feste dell’antifascismo, venivano celebrate avendo davanti a sé lo spettro di un ritorno del fascismo. Penso al 25 aprile del 1994, ai timori per ciò che rappresentava l’arrivo a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi, il tycoon delle tv e della pubblicità. Berlusconi, l’imprenditore con un patrimonio miliardario dall’origine molto discussa, è stato colui che ha sdoganato politicamente «i fascisti», così aveva definito i suoi alleati del MSI-AN in un comizio al Teatro Manzoni di Milano, il 29 settembre 2019. Dunque, per riassumere: questo 25 aprile (Festa della Liberazione dal nazifascismo e, per estensione, “festa dell’antifascismo”) cade per la prima volta in un contesto in cui il fascismo è presente. Ad esempio, è presente perché ci sono leader che si ispirano a forme di governo che sono o che tendono al fascismo. Pensiamo al programma dell’AFD (estrema destra neonazista tedesca) appena pubblicato oppure al manifesto in 22 punti di Palantir, la società diretta da Alex Karp e fondata da Peter Thiel, socio d'affari di Elon Musk. Palantir è una Big Tech che siede al cospetto di Donald Trump. Al capo della Casa Bianca fornisce l’infrastruttura per una governance del controllo e una marea di dati. Il manifesto di Palantir è stato definito dalla rivista di stampo liberal-democratico europeo (Le Grand Continent) che l’ha pubblicato integralmente, come un «piano per il dominio, per forgiare un Occidente techno-fascista». Di tutto questo si è parlato oggi (23 aprile) a Pubblica con due storici e un filosofo. Raffaele Liguori ha ospitato Isabella Insolvibile, storica, studiosa della Resistenza italiana, docente all'università telematica Mercatorum; Giovanni De Luna, storico dell’Università di Torino. Editorialista de La stampa. Generoso commentatore sulle frequenze di Radio Popolare da oltre trent’anni; infine Paolo Vignola, assegnista di ricerca in filosofia morale all’Università degli Studi di Bergamo, studioso di microfascismo, fascismo molecolare.
