Clara Mattei è un’economista, insegna all'università di Tulsa in Oklahoma, negli Stati Uniti. Ha fondato ed è presidente del Forum for Real Economic Emancipation, il Forum per l’emancipazione economica reale (freefreeforum.org). «Fuga dal capitalismo» è il titolo del suo ultimo libro pubblicato da Fuoriscena. Mattei è stata ospite di Pubblica, oggi. Questa mattina pensavo al titolo del suo libro (Fuga dal capitalismo) e ai quattro giovani lavoratori uccisi ad Amendolara (nel cosentino) come conseguenza dello sfruttamento schiavistico del lavoro nei campi. In questa storia c’è una dimensione criminale che supera i limiti della disumanizzazione. Gli assassini dei quattro braccianti pakistani hanno dato fuoco al minivan con all’interno i giovani vivi, Waseem Khan e Amin Fazal Khogjani, entrambi 28 enni, Safi Iayjad, 27 anni e Ullah Ismat Qiemi, 19 anni. Loro fuggivano dalla povertà estrema, dalla violenza. Nelle campagne dell’Italia del sud hanno trovato altrettanta violenza, povertà e miseria morale. In questa storia oltre alla dimensione criminale, c’è anche una dimensione politica: ci si chiede dov’è la forza di norme che possano impedire lo sfruttamento delle persone, lavoratori e lavoratrici, per lo più migranti, per mano di altre persone, i cosiddetti caporali? Oppure quali sono le ragioni strutturali che portano un sistema economico a generare costitutivamente forme di sfruttamento schiavistico del lavoro? Da qui inizia l’intervista all’economista Clara Mattei.