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Pubblica di martedì 14/04/2026
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Pubblica di martedì 14/04/2026
A CURA DI:

Raffaele Liguori

pubblica@radiopopolare.it

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Fermo preventivo fino a dodici ore, perquisizioni immediate, zone rosse, daspo estesi, stretta sul possesso di armi e coltelli, estensione della flagranza differita e nuove norme restrittive su immigrazione. Sono i provvedimenti contenuti nel cosiddetto decreto sicurezza. Approvato dal consiglio dei ministri il 5 febbraio scorso e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dopo ben venti giorni di scrupoloso setaccio del Quirinale, il decreto sta per scadere tra una decina di giorni. Per scoprire quale sarà l’iter del decreto, se ci saranno modifiche rispetto alla versione originaria, Pubblica ha ospitato Elisa Pirro, senatrice del M5S. Ospite anche l’ex magistrato Nello Rossi che ha definito il decreto Piantedosi un pezzo del diritto penale della destra. In cosa consiste? «È un diritto penale del nemico – ha scritto Rossi sulla rivista che dirige, Questione Giustizia - che sceglie come bersagli della repressione penale quanti vivono nel disagio sociale, gli irregolari, i dissenzienti, i protestatari, gli alternativi e, naturalmente, i migranti. Assumendo una posizione di rigore estremo nei confronti della marginalità sociale, dei reati di strada e di tutte le forme di azione politica e sociale che fuoriescono dai binari della più stretta legalità formale. È un diritto penale dell’amico, declinato, come sottolinea la costituzionalista Alessandra Algostino in senso classista e autoritario, che attua la depenalizzazione dei reati dei colletti bianchi e introduce tutele privilegiate per le forze di polizia, così veicolando «l’immagine dello Stato come autorità». A Pubblica oggi ha partecipato anche il segretario generale del SILP Cgil, il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia.
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