Approfondimenti

I Tune-Yards, con il nuovo album Sketchy, sono gli artisti della settimana

Tune-Yards (sito ufficiale) è il nome del progetto artistico guidato dalla musicista e cantante Merrill Garbus, in compagnia del suo collaboratore e bassista Nate Brenner. Il primo disco di Tune-Yards, Whokill, uscito nel 2011, aveva da subito raccolto l’interesse della critica specializzata (il Village Voice l’aveva scelto come disco dell’anno, ad esempio): a colpire era l’estrema creatività della musica contenuta in quell’album, un’originalità basata soprattutto sull’uso particolare, molto personale, dei loop e dei campionamenti, usati spesso per costruire la struttura stessa dei brani.

Da pochi giorni i Tune-Yards hanno presentato le loro nuove canzoni, raccolte nel disco Sketchy. Un album melodico, dinamico, coinvolgente. A suo modo pop.

C’è sempre stato molto pop in realtà, nell’approccio di Tune-Yards alla musica: ma contemporaneamente non è mai stato un pop facile, immediato. Art-Pop, potrebbe definirlo qualcuno: un’etichetta che nel tempo affibbiata a diversi musicisti, uno su tutti David Byrne: non è forse un caso che proprio Byrne abbia scelto i Tune-Yards come gruppo di apertura di diverse sue esibizioni e abbia condiviso sovente il palco con loro.

L’altro elemento che caratterizza fortemente le canzoni di Tune-Yards è l’impegno politico e sociale, che da sempre innerva i testi scritti da Garbus: in un brano come “Hold yourself”, si riflette sul ruolo che le attuali generazioni hanno nel compromettere il futuro del pianeta, ma anche su come queste stesse generazioni siano state tradite dai loro genitori. Il primo singolo che ha annunciato l’album, “Nowhere, man”, è invece nato dalla legge che aboliva il diritto all’aborto promulgata nel 2019 dal governo dell’Alabama.

E’ possibile essere pop e impegnati al tempo stesso? I Tune-Yards ci dimostrano in modo lampante che non solo è possibile, ma è anche necessario.

Ascolteremo le canzoni di Merrill Garbus e Nate Brenner per tutta la settimana nelle nostre trasmissioni; venerdì 9 aprile, dalle 16 alle 16.30, all’interno di Jack, ascolterete un’intervista con Merrill Garbus, con cui racconteremo il making of di questo disco; infine domenica 11 aprile, dalle 16 alle 16.30, dedicheremo lo speciale conclusivo della settimana all’album Sketchy.

Qui di seguito potete invece ascoltare l’ultimo singolo pubblicato dal duo: “Hypnotized”.

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  • Autore articolo
    Niccolò Vecchia
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    «Aspiranti fascisti. Vademecum per contrastare la più grave minaccia alla democrazia». E’ il titolo dell’ultimo libro (Donzelli 2025) dello storico argentino Federico Finchelstein, docente alla New School for Social Research di New York, luogo di riferimento del pensiero critico e progressista negli Stati Uniti. «Con le sue ricerche – ha scritto lo studioso delle destre Guido Caldiron - Federico Finchelstein sta compilando una sorta di mappa delle culture politiche antidemocratiche e reazionarie che ci sono state tra XX e XXI secolo». Lo storico argentino presenta una griglia interpretativa dei populismi e dei fascismi, da cui emerge anche la categoria dell’aspirante fascista. Da un lato Finchelstein utilizza «i quattro pilastri del fascismo: la violenza e la militarizzazione della politica; le bugie e la propaganda; la politica della xenofobia; la dittatura». Dall’altro lo storio incrocia quei pilastri con tre epoche storiche differenti: la prima e la seconda metà del ‘900 e il XXI secolo. Finchelstein è stato oggi ospite di Pubblica.

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