Politica leggera

Diciamocelo: la pandemia ha esaltato la nostra ipocrisia e il nostro cinismo

Il Premier britannico Boris Johnson ha dichiarato che ci saranno nuove aperture in Gran Bretagna ma, ha aggiunto, i cittadini devono sapere che aumenteranno i malati, i ricoveri e i morti.

Ce lo immaginiamo, in Italia, un politico che affermasse una cosa del genere? Verrebbe immediatamente crocefisso in sala mensa. Additato da tutti come un mostro, si trasformerebbe nel perfetto parafulmine per tutte le tensioni che attraversano il paese.

Eppure Johnson si è semplicemente comportato in maniera razionale e ha detto la verità: si chiedono le riaperture, le riaperture hanno un prezzo e il prezzo è in vite umane.

Noi invece ci rifiutiamo di affrontare la nostra ipocrisia, preferendo bollare come cinismo la fredda logica di oltremanica.

I britannici riaprono, certo, ma dopo 40milioni di vaccinazioni e le curve in netta flessione. E soprattutto i britannici riaprono consapevoli delle conseguenze che si dovranno sopportare. Gli italiani vorrebbero sempre più riaprire, senza che però si trovi nessuno disposto ad assumersene la responsabilità.

E questo non è solo un problema etico, o di stile, ma è un concretissimo problema politico. Perché se nessuno si assume la responsabilità delle proprie azioni, chiunque potrà serenamente continuare a fare propaganda, senza timori.

Salvini bombarda tutti i giorni, la destra è per il liberi tutti e anche nel Partito Democratico si rinforzano le posizioni, per fare un esempio, dei presidenti di regione che sono allineati ai colleghi leghisti e di Forza Italia.

I medici ospedalieri hanno lanciato l’ennesimo allarme perché le terapie intensive sono troppo piene e il numero di contagiati ancora troppo alto ma tanto, è il messaggio che arriva dai politici italiani, chi se ne frega, quello che conta è l’umore delle persone, quello che conta sono i consensi.

Si dirà che è così ovunque. Falso. In Germania, la cancelliera Angela Merkel sottrae ai Lander potere decisionale e annuncia nuove strette a causa della gravità della situazione. Nei Paesi Bassi il premier Mark Rutte annuncia che le riaperture andranno rinviate perché i numeri non lo consentono.

Merkel e Rutte sono due leader conservatori. Da noi, ce lo immaginiamo? Che domanda stupida: certo, che non ce lo immaginiamo. Da noi, la cancelliera tedesca e il premier olandese sarebbero stati considerati due poveri fessi, e non avrebbero mai fatto carriera politica

  • Luigi Ambrosio

    Vorrei scrivere di mille cose e un giorno lo farò. Per ora scrivo di politica. Cercare di renderla una cosa umana è difficile, ma ci provo. Caposervizio a Radio Popolare, la frequento da un po' ma la passione non diminuisce mai

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    Sarà interrogato domani mattina nel carcere di Monza, Sergio Laganà, l’uomo di 43 anni che nel tardo pomeriggio di ieri ha accoltellato la moglie nel loro appartamento a Muggiò, in provincia di Monza e Brianza. L'aggressione, per cui ora Laganà è accusato di tentato femminicidio, è avvenuta sotto gli occhi del figlio di due anni. La trentunenne è ora ricoverata in terapia intensiva all'Ospedale di Monza e secondo i medici sarebbe stabile. Secondo le prime ricostruzioni Laganà, che nella serata di ieri si è costituito nella caserma dei carabinieri di Monza, l’avrebbe accoltellata più volte al petto perché non accettava che i due si stessero separando. L'intervista di Chiara Manetti a Marilena Arena, la presidente del Cadom di Monza, Centro Aiuto Donne Maltrattate, che opera nella zona.

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