Memos
liguori
24 aprile 2017
La vandea lepenista e l’argine centrista di Macron

Memos ha ospitato oggi il politologo francese Yves Meny per commentare i risultati del primo turno delle presidenziali francesi. ..«La cosa più importante da notare – dice Meny – è che i principali partiti di governo sono stati cacciati via». Meny si riferisce alla sconfitta sonora del candidato del partito socialista Benoit Hamon, che ha raccolto il 6,3% dei voti, e al candidato repubblicano, erede della tradizione gollista, Francois Fillon, rimasto fuori dal ballottaggio con il 19,9% dei voti. Il politologo francese è ottimista sull’esito del ballottaggio, si dice convinto che a vincerlo sarà Macron «per un incrocio di talento e di fortuna». Meny affida a Macron il ruolo di «rinnovatore a fondo del sistema politico e partitico francese ingessato da anni. E’ un giovane leader – racconta il politologo – capace di portare aria fresca. Speriamo bene, penso che tra quindici giorni sarà eletto nuovo presidente». Una speranza che sembra fondata sulla tenuta, come nel 2002, del “fronte repubblicano”. Ma quel fronte oggi appare più liquido rispetto a quindici anni fa, quando Chirac fece il pieno dei voti (82,21%) nello scontro con Jean-Marie Le Pen. Ma per Meny la vittoria al ballottaggio resta altamente probabile. «Il movimento di Marine Le Pen – sostiene Meny – si è in un certo senso banalizzato, fa parte del paesaggio. Secondo me la vittoria di Macron è quasi certa, anche se non con i margini che Chirac ottenne nel 2002. Penso che tutti abbiamo tratto la lezione di allora. Chirac allora non fu capace di integrare quella grande maggioranza di francesi che avevano rifiutato il Front National. Macron, invece, ha capito la lezione e tutto il suo movimento è basato sull’idea di tenere insieme sia la destra che la sinistra». Ma il “rinnovatore” Macron non sembra in grado di rispondere a quelle richieste di cambiamento nelle politiche economiche e sociali (leggi austerità) che arrivano da buona parte dell’elettorato di sinistra e del partito socialista. Meny non è convinto e lo spiega in questo modo. «Macron – dice il politologo francese – è un tipico socialdemocratico, intelligente, brillante. Per la prima volta abbiamo un presidente che si affida ad un doppio liberalismo. E’ senz’altro più liberista nel campo economico e sociale rispetto ad Hollande o al partito socialista. Macron, però, ha anche un lato socialdemocratico. Per esempio: ha proposto di estendere la protezione dei sussidi di disoccupazione anche agli agricoltori e agli artigiani». A Memos è stato ospite oggi anche il politologo Maurizio Viroli. Viroli ha ragionato su alcune parole chiave pronunciate nei discorsi di ieri di Macron e Le Pen. Entrambi ieri hanno parlato di protezione, sicurezza. Macron di patria e patriottismo. Anche Le Pen ha usato il riferimento alla patria, ma coniugandola – dice Viroli – ad un’idea di nazionalismo.

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Raffaele Liguori

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GLI ULTIMI PODCAST
28 giugno 2018
 
Memos di gio 28/06

“Il Pd accetti di sciogliersi e dia vita ad una costituente di sinistra”. E’ un passaggio dell’intervista a Rosy Bindi, ospite oggi a Memos. Rosy Bindi è stata la presidente della Commissione antimafia nella scorsa legislatura. Con lei oltre che del Pd, che resta ancora il suo partito nonostante la decisione di non ricandidarsi, abbiamo parlato del nuovo governo M5S-Lega: “le scelte di questo esecutivo sull’immigrazione sono contro la Costituzione”. Nel corso dell’intervista Bindi ha raccontato del suo impegno attuale a favore della sanità pubblica, a 40 anni dalla legge che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale. La parte conclusiva è dedicata invece ad alcune sue considerazioni sulla mafia in Italia, i suoi intrecci con la politica e la necessità di conoscerla e studiarla per combatterla. Con la puntata di oggi si chiude questa quarta stagione di Memos. Grazie a tutti i quasi centonovanta ospiti che hanno lasciato una loro traccia in questa trasmissione e soprattutto grazie a tutti voi per esserci stati ascoltandola. Buona estate!!

27 giugno 2018
 
Memos di mer 27/06

“Provare un sentimento di vergogna per la sconfitta della sinistra. Da qui dobbiamo ripartire”, racconta a Memos Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, ex sindaca di Molfetta a capo di una giunta di centrosinistra. “Bisogna ripartire dai lati del territorio”, non dal centro. Casi emblematici, anche se diversissimi tra loro sono la Napoli di De Magistris e la Milano, prima di Pisapia e oggi di Sala.

26 giugno 2018
 
Memos di mar 26/06

Rischio “brexit” in Germania? La leader della Spd Andrea Nahles ha lanciato l’allarme. Nahles si è scagliata contro la destra bavarese del ministro dell’interno Horst Seehofer (suo alleato di governo della Csu) e del presidente della Baviera Markus Soeder (anche lui dell’ala conservatrice della Dc di Angela Merkel). “Stanno portando il paese verso una brexit tedesca”, ha detto la leader socialdemocratica due giorni fa ad una convention di partito a Bochum. Andrea Nahles accusa i democristiani bavaresi di forzare la mano del governo di Berlino con la richiesta di politiche ancora più restrittive sull’immigrazione. E’ un rischio reale? Perchè la leader Spd ha lanciato il suo allarme? Che cosa tiene insieme la destra conservatrice tedesca con la Lega di Salvini? A Memos il giornalista Michael Braun, corrispondente da Roma di TagesZeitung, quotidiano tedesco; e la politologa Nadia Urbinati della Columbia University di New York e dell’università Bocconi di Milano.

25 giugno 2018
 
Memos di lun 25/06

Dipende da noi. E’ stato il titolo di un incontro che si è svolto giovedì scorso, 21 giugno, alla Camera del Lavoro di Milano. “Dipende da noi e dalla politica la lotta alle organizzazioni mafiose”, ha detto il magistrato Nino Di Matteo, membro della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e fino a due mesi fa uno dei pubblici ministeri al processo di Palermo sulla trattativa stato-mafia. Di Matteo è stato ospite dell’incontro alla Camera del Lavoro insieme al suo collega della Dna e della procura di Palermo Francesco Del Bene. Nel ruolo di intervistatore dei due magistrati il professor Nando dalla Chiesa, sociologo e scrittore. L’incontro è stato organizzato da Wikimafia (la libera enciclopedia online contro le mafie) in collaborazione con la Cgil. A Memos ne abbiamo trasmesso una sintesi. La versione integrale è disponibile sul canale YouTube di Wikimafia (https://www.youtube.com/channel/UCcxTwB0g07ycsFwD4aTcJ0w).

21 giugno 2018
 
Memos di gio 21/06

Il fisco del cambiamento. Dual tax più condono fiscale. E’ il progetto del governo Lega-M5S. Memos ne ha parlato con l’economista Maria Cecilia Guerra, ex sottosegretaria e viceministra del lavoro nei governi Monti e Letta, già parlamentare nella scorsa legislatura con il gruppo di Mdp. Secondo la professoressa Guerra il nuovo sistema fiscale con due aliquote rappresenterà un gigantesco trasferimento di risorse a favore di chi guadagna di più. Inoltre, il condono – con la chiusura di tutte le cartelle esattoriali sotto i 100 mila euro, come ha annunciato ieri Salvini – sarà di fatto “generalizzato”, sostiene Maria Cecilia Guerra ricordando che le cartelle sotto i 100 mila euro rappresentano l’86-87% del totale. Di fronte a Salvini che dice “dobbiamo liberare milioni di italiani” la professoressa Guerra risponde: “Non possiamo usare le persone che sono in vera difficoltà economica come scudi umani per andare incontro, invece, a persone che sono dei veri evasori”.

20 giugno 2018
 
Memos di mer 20/06

Uguaglianza e discriminazioni. Dai temi della maturità di quest’anno (l’articolo 3 della Costituzione e una citazione da Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini) alle parole di Salvini contro migranti e romanì. A Memos il sociologo Mauro Magatti parla della nuova destra (“che nasce dal crollo dell’ordine liberale sorto nell’89”) e della sinistra riformista di oggi “orfana di una dimensione sociale”. Magatti è autore di “Cambio di paradigma. Uscire dalla crisi pensando al futuro”(Feltrinelli, 2017).

19 giugno 2018
 
Memos di mar 19/06

L’escalation razzista di Salvini e la maggioranza della società italiana che sembra disposta a sostenerla, insieme al governo Lega-M5S. Perchè? Memos ne ha parlato con la sociologa Chiara Saraceno e con Samuele Mazzolini, ricercatore in Teoria politica all’università inglese dell’Essex. Gli ultimi sondaggi (SWG, http://sondaggipoliticoelettorali.it/GestioneDomande.aspx) danno la Lega in forte crescita (29,2%) e una maggioranza del 57% favorevole alla decisione di Salvini e Di Maio di chiudere i porti italiani alle Ong con a bordo i migranti salvati nel Mediterraneo. L’escalation di dichiarazioni xenofobe e razziste di Salvini è iniziata con quel “la pacchia è finita” riferito a migranti e profughi in Italia ed è arrivata fino all’annuncio di ieri del censimento di rom e sinti. Perchè una maggioranza della società italiana ritiene accettabile questo messaggio xenofobo e razzista? Nel podcast le risposte di Saraceno e Mazzolini.

18 giugno 2018
 
Memos di lun 18/06

Il sistema Parnasi-Lanzalone rivelato dall’inchiesta della procura di Roma, l’urbanistica contrattata e il welfare urbano. Conversazione a tutto campo oggi a Memos con l’urbanista Paolo Berdini. Berdini è stato assessore all’urbanistica nella giunta di Virginia Raggi dall’estate del 2016 fino al febbraio 2017, quando si dimette in polemica con l’avvocato Luca Lanzalone diventato nel frattempo – su ordine dei vertici del M5S – consulente del Campidoglio sul progetto del nuovo stadio della capitale. La presenza di Lanzalone finisce di fatto per esautorare dal progetto l’assessore Berdini. Una settimana fa gli sviluppi dell’inchiesta sul nuovo stadio di Tor di Valle vedono Lanzalone come uno dei principali indagati per corruzione, insieme al costruttore Luca Parnasi.

14 giugno 2018
 
Memos di gio 14/06

Fine di un’epoca. Draghi ha chiuso i rubinetti del QE. Il programma di acquisti dei titoli pubblici dei paesi dell’eurozona è stata un’ancora di salvataggio per i più indebitati. E ora, cosa succederà? Chi favorirà la mossa del presidente della Bce? Frenerà l’uscita dalle politiche di austerità? Quanto costerà ai paesi più indebitati come l’Italia? Con la fine del QE (Quantitative Easing) si apre la lunga stagione della successione a Mario Draghi, il cui mandato ai vertici della Bce scade tra un anno. Memos ne ha parlato con l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

13 giugno 2018
 
Memos di mer 13/06

L’Europa a pezzi e il tifo per le patrie politiche nazionali. Lo scontro tra centristi ortodossi alla Macron contro i sovranisti di destra di Salvini; le alleanze pericolose tra le diverse anime del partito popolare europeo (da Merkel a Orbàn a Berlusconi) e lo scontro domestico tra i dc tedeschi sull’immigrazione: da un lato la cancelliera Merkel, dall’altro il ministro dell’interno Seehofer che loda Salvini e spera in un alleanza con l’austriaco Kurz. Un quadro in movimento in attesa del test politico alle prossime elezioni europee della primavera del 2019. Memos ne ha parlato con Piervirgilio Dastoli, storico, presidente del Consiglio italiano del Movimento Europeo; e con Andrea Mammone che insegna storia dell’Europa alla Royal Holloway dell’università di Londra.

12 giugno 2018
 
Memos di mar 12/06

Umanità, dignità, protezione, accoglienza, integrazione. E poi lotta al degrado, allo sfruttamento sul lavoro, alla discriminazione. Ritorniamo ai fondamentali di un discorso sulle migrazioni, dopo il rifiuto del governo Salvini-Di Maio di far attraccare in un porto italiano la nave Aquarius con a bordo 629 migranti. Memos ne ha parlato con Donatella Di Cesare, docente di filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma (“Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione”, Bollati Boringhieri 2017); e con Adriano Prosperi, professore emerito di storia moderna all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore (“Identità. L’altra faccia della storia”, Laterza 2016).

11 giugno 2018
 
Memos di lun 11/06

Stati Uniti, Europa: lo sfarinamento dell’Occidente dopo l’ultimo vertice G7 in Canada e nel pieno della prova muscolare nel Mediterraneo contro i diritti dei migranti. Memos ne ha parlato con Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all’università Cattolica di Milano; e con Fabrizio Onida, professore emerito di economia internazionale alla Bocconi di Milano. Ospite, per un focus sulle strategie della Cina di Xi Jinping, anche Diego Angelo Bertozzi, esperto di politica cinese e autore di “La belt and road initiative. La nuova via della Seta e la Cina globale” (Imprimatur, 2018).

 
 
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