Jazz Anthology
27 novembre 2017
Jazz Anthology di lun 27/11

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Marcello Lorrai

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Lunedì dalle 23.00 alle 00.00

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GLI ULTIMI PODCAST
11 giugno 2018
 
Attualità discografica

Hobby Horse, Trevi (autoproduzione, 2010)..Hobby Horse, Helm (Auand, 2018)..Simone Graziano, Snailspace (Auand, 2017)..(a cura di Nina Terruzzi e Marcello Lorrai)

04 giugno 2018
 
Louis Moholo: Uplift the People

..Pubblicato dalla Ogun, storica etichetta nata dalla diaspora jazzistica sudafricana in Europa, il nuovo album del batterista sudafricano (a cui nel 2017 abbiamo dedicato tutto un ciclo di Jazz Anthology), alla testa dei suoi Five Blokes: con Jason Yarde e Shabaka Hutchings ai sassofoni, Alexander Hawkins al piano e John Edwards al contrabbasso, Moholo guida una musica piena di slancio, pathos, lirismo, spontaneità, fra splendidi temi e libertà improvvisativa.

28 maggio 2018
 
50 anni fa: Machine Gun

Jazz Anthology celebra il ’68 con una puntata dedicata a Machine Gun di Peter Brotzmann, registrato proprio nel fatidico maggio di cinquant’anni fa: album di culto, pietra miliare dell’improvvisazione europea, un disco veramente all’altezza di quell’anno e di quel mese eccezionali. Machine Gun: un titolo tutto un programma di attacco musicale nel ’68 iniziato, il 30 gennaio, con i vietcong che scatenano l’offensiva del Tet…

21 maggio 2018
 
Novara Jazz 2018

Presentazione del cartellone del festival con ospite il direttore artistico Corrado Beldì (a cura di Nina Terruzzi e Marcello Lorrai)

14 maggio 2018
 
Mal Waldron (12)

Steve Lacy rientra negli Stati Uniti nel 2002, due anni prima di morire, e il 2002 è anche l’anno della morte di Waldron: dagli anni sessanta in cui rinnovano il loro sodalizio in Europa, per i decenni successivi Waldron è il partner più importante di Lacy al di fuori dei gruppi del sassofonista, e Waldron e Lacy si esibiscono e incidono spesso in duo. In Europa in quasi quarant’anni di permanenza Waldron è estremamente prodigo di sé, con una quantità di collaborazioni, incontri, esperienze. Spicca, dell’ultima fase della sua carriera, il sodalizio con la più importante vocalist espressa dal jazz d’avanguardia, Jeanne Lee, che ci ripropone, in una chiave nuova e con una interlocutrice legata al jazz più avanzato, il Mal Waldron che aveva mostrato accanto a Billie Holiday la sua arte di accompagnatore e di partner attento. Morto delle complicazioni derivanti da un tumore a Bruxelles nel dicembre del 2002, Waldron ha portato avanti in maniera eccellente la sua attività praticamente fino alla fine. Nel febbraio del 2002 incide in duo con Archie Shepp l’album Left Alone Revisited, in cui riprende Left Alone, il brano di cui Billie Holiday aveva scritto le parole e Waldron la musica.

07 maggio 2018
 
Hugh Masekela: Masekela ’66 -’76

Una puntata dedicate ad una antologia in tre Cd (Wrasse Records) che ripercorre gli anni del successo americano di Masekela e della fortunata collaborazione del trombettista sudafricano con il produttore e amico Stewart Levine: una auto-antologia, curata assieme a Levine dallo stesso Masekela, poco prima della morte nel gennaio scorso.

30 aprile 2018
 
Mal Waldron (11)

Dal suo arrivo in Europa la discografia di Mal Waldron si arricchisce di una gran quantità di nuovi album. Dopo aver inaugurato nel ’69 il catalogo della Ecm, un paio d’anni dopo con un suo disco Waldron inaugura anche il catalogo di un’altra importante etichetta europea, anche questa di Monaco di Baviera, la Enja. In Europa il pianista ritrova Steve Lacy, nel frattempo anche lui diventato un illustre esponente della diaspora jazzistica americana in Europa, dove è approdato più o meno nello stesso periodo di Waldron. Dagli anni settanta Waldron torna con una certa frequenza negli Stati Uniti, ed è spesso in Giappone dove ha molto successo.

23 aprile 2018
 
Attualità discografica

Aparticle, Bulbs (UR Records)..Franco D’Andrea Octet, Intervals I (Parco della Musica Records)..(a cura di Nina Terruzzi e Marcello Lorrai)

16 aprile 2018
 
Mal Waldron (10)

Nell’agosto del ’61 Waldron partecipa all’incisione di Percussion Bitter Sweet di Max Roach, ed è ancora in studio con il batterista nel ’62. Ma una sera del ’63, mentre sta iniziando un set, improvvisamente Waldron non ricorda più come si fa a suonare: è l’effetto di una overdose di eroina, che quasi lo uccide. Quando esce dal coma Waldron non ricorda più chi è. Piano piano gli torna la memoria, ma deve rimettersi a imparare a suonare, anche riascoltando i propri dischi. Nel ’64 c’è un’unica seduta di incisione. Per liberarsi dalla droga Waldron sceglie di trasferirsi in Europa: prima Parigi, poi Bologna, ed è con un album in solo registrato nel ’66 a Bologna, All Alone, che effettivamente riprende la sua carriera discografica. Waldron si trasferisce poi ad Amburgo, quindi a Monaco di Baviera: nel ’69 un suo disco, Free at Last, inaugura il catalogo di una nuova etichetta appunto di Monaco destinata a grande fortuna, la Ecm.

09 aprile 2018
 
Libri: Grande Musica Nera

Ospite della trasmissione Claudio Sessa, curatore di Grande Musica Nera, edizione italiana del libro di Paul Steimbeck sull’Art Ensemble of Chicago, dagli anni sessanta gruppo emblematico dell’avanguardia. Il volume inaugura la collana Chorus delle edizioni Quodlibet, che sarà fondamentalmente dedicata a testi riguardanti il jazz.

02 aprile 2018
 
Mal Waldron (9)

Nel luglio del ’61 un quintetto guidato da Eric Dolphy e Booker Little, con Waldron al pianoforte, si esibisce per due settimane al Five Spot: il materiale registrato nella serata del 16 luglio viene documentato dai due album At the Five Spot, intestati a Dolphy, e da altri album. Tra i motivi di fascino dei lunghi brani, la dialettica fra le audaci improvvisazioni di Dolphy e Little e la coerenza complessiva dei brani, che devono molto alla presenza stabilizzatrice di Waldron.

26 marzo 2018
 
Mal Waldron (8)

Dal 20 al 26 aprile del ’59 Waldron accompagna Billie Holiday in alcune serate allo Storyville di Boston: alcuni brani registrati nel corso di queste esibizioni saranno l’estrema testimonianza dell’arte della grande cantante, che verrà a mancare meno di tre mesi più tardi. Dopo la morte di Billie Holiday, Waldron continua a lavorare con i musicisti di cui si circonda al Five Spot, fra cui il clarinettista e sassofonista Eric Dolphy e il trombettista Booker Little: che come Waldron nel febbraio del ’61 partecipano all’incisione di Straight Ahead di Abbey Lincoln. Nel giugno del ’61 Dolphy partecipa poi alla registrazione di The Quest, l’album più impegnativo e significativo realizzato fino a quel momento da Waldron.

 
 
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