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Zamboni, Ferretti e le strade che riportano in Mongolia
Zamboni, Ferretti e le strade che riportano in Mongolia
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Zamboni, Ferretti e le strade che riportano in Mongolia
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Redazione

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Due dischi personali usciti lo stesso giorno, due percorsi che continuano a incrociarsi. Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, ex CCCP e CSI, sono stati a Volume per raccontarci “La macchia mongolica” e “Percuotendo, in cadenza”, tra memoria, coincidenze e il recente ritorno in Mongolia a trent'anni dal viaggio che ispirò ‘Tabula Rasa Elettrificata’. Per Zamboni, la nuova edizione de ‘La macchia mongolica’ è anche un racconto familiare: sua figlia, concepita durante quel primo viaggio e nata con una macchia mongolica sulla pelle, è diventata protagonista del libro. “Mi piace l'idea che le cose non terminino, che si trasformino e che soltanto alla fine capiamo perché abbiamo preso certi percorsi”. Ferretti ripercorre invece la propria esistenza in un doppio album tratto dallo spettacolo teatrale nato per il Teatro Olimpico di Vicenza, dal ritorno dei CCCP a un'esperienza in cui ha rischiato di morire: ”Da lì ho tessuto le parole e il racconto della mia vita dalla fonte battesimale alla pietra tombale”. Intanto, dopo la reunion estiva, per il 2027 si prepara un nuovo viaggio in Mongolia con la formazione completa dei CSI. Un altro cerchio che potrebbe chiudersi, o forse trasformarsi ancora. Ascolta l’intervista di Dario Grande a Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti su radiopopolare.it
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