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La Russa accusa la storica Ponzani: la destra vuole far dimenticare la sua storia violenta
La Russa accusa la storica Ponzani: la destra vuole far dimenticare la sua storia violenta
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La Russa accusa la storica Ponzani: la destra vuole far dimenticare la sua storia violenta
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Redazione

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La storica Michela Ponzani ricorda nella trasmissione "Otto e mezzo" su LA7 i fatti del “giovedì nero” di Milano, il 12 aprile 1973, quando una manifestazione missina non autorizzata finì con devastazioni e l’agente di polizia Marino venne ucciso da una bomba mano scagliata dal corteo dei neofascisti. Cosa sarebbe successo se ci fossero state in vigore le norme appena introdotte dal governo Meloni? Ogni riferimento alla presenza nel corteo e ai vertici del Fronte della Gioventù milanese di Ignazio La Russa è esplicito e voluto. Lui si è risentito, ha minacciato querele, chiesto scuse “dalla signora”. Ma la storica ribadisce ai nostri microfoni: “Mi sono domandata semplicemente cosa sarebbe successo oggi, con il reato di manifestazione violenta, agli organizzatori e partecipanti di quel corteo e se La Russa sarebbe diventato presidente del Senato, certamente no, nonostante sia stato assolto da ogni procedimento giudiziario. Gli storici non raccontano la storia a secondo del comodo e non possono prestare il fianco a banalizzazioni o propaganda. L’Italia è un Paese molto smarrito ma perché smemorato e ci sono classi dirigenti che tentano di riscrivere la storia a proprio comodo e di utilizzarla a proprio vantaggio”. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
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