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La vita rubata a Beniamino Zuncheddu per un errore giudiziario
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Redazione
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Beniamino Zuncheddu, fu prelevato da casa mentre era seduto a tavola con la famiglia guardando il Festival di Sanremo. I Tazenda cantavano “Spunta la luna dal monte”, quando i Poliziotti bussarono alla sua porta e lo arrestarono con l’accusa di strage efferata sui monti di Sinnai. Era il 1991 e Zuncheddu fu dichiarato innocente solo nel 2024, dopo che l’avvocato Mauro Trogu riaprì l’inchiesta nel 2021. Alla base del film c’è il libro “Io sono innocente” di Mauro Trogu e Beniamono Zincheddu, in cui viene raccontata l’odissea giudiziaria durata più di trent’anni e i due autori al centro di questa vicenda sono Michele Riondino (l’avvocato Trogu) e Fabrizio Ferracane (Zuncheddu). “Dopo tutto questo tempo – dice Piras - c’è stata finalmente giustizia, con un lieto fine pieno di amarezza, perché una vita non si può restituire. Oggi lo Stato dovrà prendersi le sue responsabilità e risarcire quest'uomo, ma non si può restituire una vita”. Ascolta l’intervista di Barbara Sorrentini a Francesco Piras, regista del film "Zustìssia".
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