Memos
liguori
21 giugno 2018
Memos di gio 21/06

Il fisco del cambiamento. Dual tax più condono fiscale. E’ il progetto del governo Lega-M5S. Memos ne ha parlato con l’economista Maria Cecilia Guerra, ex sottosegretaria e viceministra del lavoro nei governi Monti e Letta, già parlamentare nella scorsa legislatura con il gruppo di Mdp. Secondo la professoressa Guerra il nuovo sistema fiscale con due aliquote rappresenterà un gigantesco trasferimento di risorse a favore di chi guadagna di più. Inoltre, il condono – con la chiusura di tutte le cartelle esattoriali sotto i 100 mila euro, come ha annunciato ieri Salvini – sarà di fatto “generalizzato”, sostiene Maria Cecilia Guerra ricordando che le cartelle sotto i 100 mila euro rappresentano l’86-87% del totale. Di fronte a Salvini che dice “dobbiamo liberare milioni di italiani” la professoressa Guerra risponde: “Non possiamo usare le persone che sono in vera difficoltà economica come scudi umani per andare incontro, invece, a persone che sono dei veri evasori”.

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

da martedì a venerdì dalle 20.00 alle 20.30

Twitter Email
Conduttori

Raffaele Liguori

In onda

da martedì a venerdì dalle 20.00 alle 20.30

 
 
1
2
3
>
>>
GLI ULTIMI PODCAST
05 novembre 2014
 
Giustizia, storia di una magistrata.

Linda D’Ancona è in magistratura da 25 anni. E’ consigliera di Corte d’Appello a Napoli. Da 12 anni si occupa di lavoro. Sotto le sue mani passano decine di cause. La conversazione con D’Ancona parte da un commento sul caso Cucchi e sulle accuse di Renzi ai giudici: “lavorate troppo poco e se sbagliate non pagate”. D’Ancona poi racconta come è cambiata nel tempo l’attività di un magistrato che segue le cause di lavoro, le difficoltà dovute alle modifiche continue delle norme. Sull’articolo 18, e il progetto del governo Renzi, D’Ancona sostiene che “le norme contenute nel progetto di legge delega, per ciò che si conosce al momento, non sembrano più essere rispondenti ai principi di uguaglianza sostanziale e di solidararietà sociale affermati dagli articoli 2 e 3 della Costituzione”.

04 novembre 2014
 
Lo Stato innovatore è possibile. Intervista all’economista Mariana Mazzucato.

Mariana Mazzucato è una delle maggiori esperte a livello internazionale di economia dell’innovazione. La sua attività di ricerca si svolge allo Spru (Science policy research unit) dell’università del Sussex. Ha lavorato anche all’università di Denver, alla Bocconi, alla London School of Economics e alla Open University. Nel suo ultimo libro “Lo stato innovatore” (Laterza) cerca di smontare quel luogo comune per il quale lo stato è solo burocrazia oppressiva. Un altro mito da sfatare è quello della Silicon Valley intesa come esclusiva incubatrice di innovazione per il capitale privato. “In realtà – sostiene la professoressa Mazzucato a Memos – quello che ha creato Silicon Valley sono stati decenni di investimenti pubblici che hanno finanziato, ad esempio, l’algoritmo di Google, le tecnologie dell’Iphone, Internet, il Gps, il touchscreen, Siri. Sono stati finanziati tutti dallo stato americano”. E in Italia? “Renzi è tornato dalla Silicon Valley proponendo di modificare l’articolo 18, ma questo tipo di modifiche del mercato del lavoro non hanno avuto un grande ruolo nel successo di Silicon Valley”.

03 novembre 2014
 
Il Testimone, Napolitano al processo sulla trattativa stato-mafia

La testimonianza di Napolitano al processo sulla trattativa stato-mafia. Ci vorrà forse ancora del tempo per capire tutte le implicazioni di quelle 86 pagine di trascrizione delle risposte date dal Presidente della Repubblica a giudici, pubblici ministeri e avvocati del processo palermitano. I vertici dello stato in quel biennio 1992-93 (Napolitano era presidente della Camera) erano consapevoli di due cose: che la minaccia allo stato arrivava dai corleonesi di Cosa nostra e che quella minaccia conteneva un ricatto. E’ forse questa consapevolezza – certificata solennemente oggi in un processo da chi allora si trovava ai vertici dello stato – a dare alla testimonianza di Napolitano un significato importante. A Memos ne abbiamo parlato con lo storico Enzo Ciconte, dell’università di Roma Tre. Un contributo anche da Salvatore Lupo, storico della mafia dell’università di Palermo.

30 ottobre 2014
 
“La realtà non è come sembra, è una meraviglia”. Intervista con Carlo Rovelli.

Carlo Rovelli, è un fisico. Insegna all’università di Aix-Marsiglia, in Francia. E’ l’ispiratore di una delle principali linee di ricerca sulla gravità quantistica. Rovelli, e la sua equipe, sta lavorando ad una teoria che possa spiegare il funzionamento dell’universo oltre i fondamenti della relatività generale di Einstein e della meccanica quantistica. “Viviamo di ciò che non sappiamo, il nostro lavoro si basa sul futuro. Stiamo ripensando a come è fatto lo spazio, il tempo e la materia”. Rovelli, nell’intervista a Memos, parla anche del rapporto tra scienza e religione, scienza e potere. “Oggi i finanziamenti per la ricerca pura diminuiscono. Chi sta al governo in Europa, negli Stati Uniti, nel mondo, chiede agli scienziati di fare cose che sono utili immediatamente e di non occuparsi dello sviluppo della conoscenza”. Rovelli ha appena scritto due libri di divulgazione scientifica: “Sette brevi lezioni di fisica” (Adelphi) e “La realtà non è come ci appare” (Raffaello Cortina).

29 ottobre 2014
 
L’Italia ce la farà? Dialogo sul renzismo con lo storico della filosofia Michele Ciliberto

Michele Ciliberto è uno storico della filosofia. Insegna alla Scuola Normale di Pisa. E’ un intellettuale, ma non si riconosce in quella rappresentazione del ceto intellettuale dominante fatta da Renzi: un ceto – secondo il capo del governo – assimilabile a quei pensionati che guardando i lavori di un cantiere ripetono “non ce la faranno, non finiranno mai”. Ciliberto racconta quelle che per lui sono le luci e le ombre del pensiero renziano e lo fa attraverso alcune contrapposizioni: nuovo-vecchio, democrazia-populismo, politica-tecnocrazia, diritti-opportunità, sinistra-destra. Nella contrapposizione giovane-vecchio Ciliberto vede una delle modalità standard di presa del potere: “quella dell’autorità del capo che si libera della tradizione, guarda al futuro e che taglia i ponti con un passato che non può che essere negativo”.

28 ottobre 2014
 
Europa, ultimo appello

Da Bretton Woods a Maastricht e…ritorno, per fare uscire l’Europa dalla recessione e da quell’anemia democratica che la caratterizza da anni. Oltre 300 economisti hanno lanciato un appello al governo italiano perchè promuova una conferenza “costituente” europea (sul modello di quella del 1944 che a Bretton Woods, negli Stati Uniti, gettò le basi per la ripresa del commercio tra i paesi capitalistici ancora coinvolti nella seconda guerra mondiale). Paolo Pini – economista dell’Università di Ferrara e ospite di Memos – è uno dei promotori dell’appello che parte da una constatazione: “la politica post-crisi finanziaria dell’UE è fallita”. Nella trasmissione di oggi ci siamo occupati anche della proposta di introdurre una “moneta complementare all’euro”, proprio così. Stefano Sylos Labini e altri economisti l’hanno studiata. Ce ne ha parlato uno di loro, Marco Cattaneo.

27 ottobre 2014
 
Il mondo è cambiato, le politiche no.

Sei anni anni fa, tra il settembre e l’ottobre del 2008, iniziava la crisi del secolo. Con il crack di Lehman Brothers, una delle maggiori banche d’affari del mondo, si è arrivati ad un passo dal fallimento rovinoso della finanza americana, aiutata solo dal denaro pubblico dei contribuenti negli Stati Uniti. La crisi è stata poi esportata in Europa con la disoccupazione e la recessione. “In Italia ha voluto dire la perdita di oltre il 20% della produzione delle nostre industrie”, sostiene Gianfranco Viesti, economista dell’Università di Bari. “Il mondo è cambiato – dice Viesti – Oggi ci vuole un’industria più intelligente, a maggiore innovazione e capitale umano”. Noi, in Italia, ci stiamo attrezzando? “No, ma lo stanno facendo il governo tedesco, francese, americano e persino quello inglese che sembra così liberista. Ci vuole una capacità da parte degli imprenditori nell’innovazione, ma anche e soprattutto una intelligente politica pubblica”. La Legge di Stabilità del governo Renzi sta andando in questa direzione? “No, il nostro governo è convinto che l’Italia uscirà dalla crisi lasciando lavorare un po’ più le imprese e riducendo loro le tasse”. Il mondo è cambiato, le politiche no.

23 ottobre 2014
 
Lavori in piazza, la storia di Alessio Branciamore

Alessio Branciamore, 32 anni, è il segretario regionale toscano del Nidil, il sindacato della Cgil che si occupa dei lavoratori precari. A Firenze sta lavorando per la manifestazione della Cgil di sabato 25 a Roma contro il Jobs Act del governo Renzi. Branciamore, ex studente del Movimento anti-Gelmini del 2010, oggi è anche un iscritto al Partito Democratico. Chi ci sarà sabato in piazza San Giovanni? Quali lavoratori/trici? Tipici, atipici, precari? Quale risposta alla pretesa di Renzi “io tutelo chi non ha diritti, tu difendi i privilegi”?.

22 ottobre 2014
 
Europa, la Commissione di Berlino

L’impronta del governo tedesco sulla nuova Commissione europea. Oggi il sì del Parlamento di Strasburgo ai nuovi commissari. “Il presidente Juncker è un mediatore, è filoeuropeo, farà di sicuro meglio dell’uscente Barroso”, sostiene Piero Ignazi, politologo dell’Università di Bologna. Ma l’austerità resta il profilo prevalente della nuova Commissione. “Il governo di Berlino è forte della potenza economica della Germania – dice Ignazi – la cancelliera Merkel non ha dei meriti propri, anzi è un politico di basso profilo, capace solo di conservare lo status quo”. Le alternative? “Troppo labili – per Ignazi – le speranze legate alla Spd tedesca o alla Francia di Hollande, anche se da Parigi possono arrivare sorprese”. Renzi e Tsipras? “L’Italia resta un paese debole, la Grecia è irrilevante perchè economicamente sfasciato. Entrambi non possono essere perni di un’alternativa”, conclude Ignazi.

21 ottobre 2014
 
Conflitto di interessi: interessa ancora?

E’ un principio fondamentale di civiltà giuridica, ma l’Italia non riesce ancora ad avere una vera legge sul conflitto di interessi. Di giorni ne son passati più di tremila dall’approvazione della vecchia legge Frattini, foglia di fico per il mega conflitto berlusconiano. Renzi, due anni fa, aveva promesso: “se vado al governo cambio la legge in cento giorni”. Ma oggi in Parlamento non riesce a fare passi avanti una vera proposta di riforma della vecchia legge. Per Andrea Pertici, costituzionalista dell’Università di Pisa “il conflitto di interessi dovrebbe essere una norma costituzionale, entrare nel processo delle riforme”. In Italia, con Berlusconi, conflitto di interessi ha voluto dire soprattutto televisione. E oggi la Tv è sottoposta ad un vero e proprio terremoto, secondo Stefano Balassone, ex vicedirettore di Rai Tre, ex consigliere Rai e studioso del mercato televisivo: “tra Sky, Mediaset e Rai – dice – chi rischia di più oggi è proprio la tv di Berlusconi”.

20 ottobre 2014
 
Stabilità cercasi

La manovra del governo Renzi: con i tagli alle tasse (in particolare l’Irap) ci guadagneranno soprattutto le aziende con molti dipendenti. Parte del bonus da 80 euro rischia di essere “alleggerito” dagli effetti dei tagli ai bilanci delle regioni. Renzi parla di manovra espansiva. Entro due settimane ci sarà il giudizio dell’Europa. Nei prossimi mesi il verdetto dell’economia reale: ci sarà la ripresa? Aumenterà l’occupazione? Ospiti della trasmissione di oggi: Franco Mostacci, statistico e analista economico (blogger su francomostacci.it) e Alessandro Santoro, economista, già consulente del governo Prodi con il ministro Visco, oggi consulente di Palazzo Chigi: si è occupato del capitolo della legge di stabilità dedicato all’evasione fiscale.

16 ottobre 2014
 
Un brutto clima

Eventi estremi sempre più frequenti, ma le piogge che hanno allluvionato Genova sono state solo intense ma non eccezionali. Luca Lombroso è un meteorologo e parla di “nuova normalità” a cui andiamo incontro per colpa del cambiamento climatico. Maria Grazia Midulla, responsabile clima-energia del Wwf Italia: “Le emissioni non vanno tagliate, dobbiamo azzerarle se non vogliamo andare incontro ad eventi ingestibili per la specie umana”. Ospite della puntata di oggi anche Anna Donati (Green Italia) per la campagna “Difendi la tua terra” contro il decreto Sblocca Italia del governo Renzi.

podcast
Clicca sull’icona per sottoscrivere il servizio podcast Memos