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14 giugno 2018
Memos di gio 14/06

Fine di un’epoca. Draghi ha chiuso i rubinetti del QE. Il programma di acquisti dei titoli pubblici dei paesi dell’eurozona è stata un’ancora di salvataggio per i più indebitati. E ora, cosa succederà? Chi favorirà la mossa del presidente della Bce? Frenerà l’uscita dalle politiche di austerità? Quanto costerà ai paesi più indebitati come l’Italia? Con la fine del QE (Quantitative Easing) si apre la lunga stagione della successione a Mario Draghi, il cui mandato ai vertici della Bce scade tra un anno. Memos ne ha parlato con l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

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GLI ULTIMI PODCAST
28 ottobre 2014
 
Europa, ultimo appello

Da Bretton Woods a Maastricht e…ritorno, per fare uscire l’Europa dalla recessione e da quell’anemia democratica che la caratterizza da anni. Oltre 300 economisti hanno lanciato un appello al governo italiano perchè promuova una conferenza “costituente” europea (sul modello di quella del 1944 che a Bretton Woods, negli Stati Uniti, gettò le basi per la ripresa del commercio tra i paesi capitalistici ancora coinvolti nella seconda guerra mondiale). Paolo Pini – economista dell’Università di Ferrara e ospite di Memos – è uno dei promotori dell’appello che parte da una constatazione: “la politica post-crisi finanziaria dell’UE è fallita”. Nella trasmissione di oggi ci siamo occupati anche della proposta di introdurre una “moneta complementare all’euro”, proprio così. Stefano Sylos Labini e altri economisti l’hanno studiata. Ce ne ha parlato uno di loro, Marco Cattaneo.

27 ottobre 2014
 
Il mondo è cambiato, le politiche no.

Sei anni anni fa, tra il settembre e l’ottobre del 2008, iniziava la crisi del secolo. Con il crack di Lehman Brothers, una delle maggiori banche d’affari del mondo, si è arrivati ad un passo dal fallimento rovinoso della finanza americana, aiutata solo dal denaro pubblico dei contribuenti negli Stati Uniti. La crisi è stata poi esportata in Europa con la disoccupazione e la recessione. “In Italia ha voluto dire la perdita di oltre il 20% della produzione delle nostre industrie”, sostiene Gianfranco Viesti, economista dell’Università di Bari. “Il mondo è cambiato – dice Viesti – Oggi ci vuole un’industria più intelligente, a maggiore innovazione e capitale umano”. Noi, in Italia, ci stiamo attrezzando? “No, ma lo stanno facendo il governo tedesco, francese, americano e persino quello inglese che sembra così liberista. Ci vuole una capacità da parte degli imprenditori nell’innovazione, ma anche e soprattutto una intelligente politica pubblica”. La Legge di Stabilità del governo Renzi sta andando in questa direzione? “No, il nostro governo è convinto che l’Italia uscirà dalla crisi lasciando lavorare un po’ più le imprese e riducendo loro le tasse”. Il mondo è cambiato, le politiche no.

23 ottobre 2014
 
Lavori in piazza, la storia di Alessio Branciamore

Alessio Branciamore, 32 anni, è il segretario regionale toscano del Nidil, il sindacato della Cgil che si occupa dei lavoratori precari. A Firenze sta lavorando per la manifestazione della Cgil di sabato 25 a Roma contro il Jobs Act del governo Renzi. Branciamore, ex studente del Movimento anti-Gelmini del 2010, oggi è anche un iscritto al Partito Democratico. Chi ci sarà sabato in piazza San Giovanni? Quali lavoratori/trici? Tipici, atipici, precari? Quale risposta alla pretesa di Renzi “io tutelo chi non ha diritti, tu difendi i privilegi”?.

22 ottobre 2014
 
Europa, la Commissione di Berlino

L’impronta del governo tedesco sulla nuova Commissione europea. Oggi il sì del Parlamento di Strasburgo ai nuovi commissari. “Il presidente Juncker è un mediatore, è filoeuropeo, farà di sicuro meglio dell’uscente Barroso”, sostiene Piero Ignazi, politologo dell’Università di Bologna. Ma l’austerità resta il profilo prevalente della nuova Commissione. “Il governo di Berlino è forte della potenza economica della Germania – dice Ignazi – la cancelliera Merkel non ha dei meriti propri, anzi è un politico di basso profilo, capace solo di conservare lo status quo”. Le alternative? “Troppo labili – per Ignazi – le speranze legate alla Spd tedesca o alla Francia di Hollande, anche se da Parigi possono arrivare sorprese”. Renzi e Tsipras? “L’Italia resta un paese debole, la Grecia è irrilevante perchè economicamente sfasciato. Entrambi non possono essere perni di un’alternativa”, conclude Ignazi.

21 ottobre 2014
 
Conflitto di interessi: interessa ancora?

E’ un principio fondamentale di civiltà giuridica, ma l’Italia non riesce ancora ad avere una vera legge sul conflitto di interessi. Di giorni ne son passati più di tremila dall’approvazione della vecchia legge Frattini, foglia di fico per il mega conflitto berlusconiano. Renzi, due anni fa, aveva promesso: “se vado al governo cambio la legge in cento giorni”. Ma oggi in Parlamento non riesce a fare passi avanti una vera proposta di riforma della vecchia legge. Per Andrea Pertici, costituzionalista dell’Università di Pisa “il conflitto di interessi dovrebbe essere una norma costituzionale, entrare nel processo delle riforme”. In Italia, con Berlusconi, conflitto di interessi ha voluto dire soprattutto televisione. E oggi la Tv è sottoposta ad un vero e proprio terremoto, secondo Stefano Balassone, ex vicedirettore di Rai Tre, ex consigliere Rai e studioso del mercato televisivo: “tra Sky, Mediaset e Rai – dice – chi rischia di più oggi è proprio la tv di Berlusconi”.

20 ottobre 2014
 
Stabilità cercasi

La manovra del governo Renzi: con i tagli alle tasse (in particolare l’Irap) ci guadagneranno soprattutto le aziende con molti dipendenti. Parte del bonus da 80 euro rischia di essere “alleggerito” dagli effetti dei tagli ai bilanci delle regioni. Renzi parla di manovra espansiva. Entro due settimane ci sarà il giudizio dell’Europa. Nei prossimi mesi il verdetto dell’economia reale: ci sarà la ripresa? Aumenterà l’occupazione? Ospiti della trasmissione di oggi: Franco Mostacci, statistico e analista economico (blogger su francomostacci.it) e Alessandro Santoro, economista, già consulente del governo Prodi con il ministro Visco, oggi consulente di Palazzo Chigi: si è occupato del capitolo della legge di stabilità dedicato all’evasione fiscale.

16 ottobre 2014
 
Un brutto clima

Eventi estremi sempre più frequenti, ma le piogge che hanno allluvionato Genova sono state solo intense ma non eccezionali. Luca Lombroso è un meteorologo e parla di “nuova normalità” a cui andiamo incontro per colpa del cambiamento climatico. Maria Grazia Midulla, responsabile clima-energia del Wwf Italia: “Le emissioni non vanno tagliate, dobbiamo azzerarle se non vogliamo andare incontro ad eventi ingestibili per la specie umana”. Ospite della puntata di oggi anche Anna Donati (Green Italia) per la campagna “Difendi la tua terra” contro il decreto Sblocca Italia del governo Renzi.

15 ottobre 2014
 
Commercio libero, ma senza diritti

C’è chi lo chiama all’italiana T-TIP o chi all’inglese T-T-AI-P, ma la sostanza non cambia: il trattato in discussione tra Stati Uniti e Unione Europea rischia di colpire diritti fondamentali dei cittadini: alimentazione, salute, lavoro, privacy. Ospite della trasmissione di oggi Gianluca Clementi, economista della New York University. Marta Gatti ci racconta come funzionerà il “tribunale privato” che deciderà delle controversie tra stati e imprese.

14 ottobre 2014
 
“Mafie raffinatissime”

Le minacce al procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato sono un copione già visto. Falcone parlava di “menti raffinatissime”. “Ogni volta che i magistrati di Palermo indagano sulle complicità delle aristocrazie mafiose – dice Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica – entrano in azione i soliti personaggi rimasti nell’ombra (complici dei mafiosi) che lasciano la loro firma provando ad intimidire i magistrati”. Dietro le stragi del ’92-’93 non c’è solo Cosa Nostra. Lo storico Nicola Tranfaglia commenta le parole di Ciampi, pronunciate qualche anno fa: “in quei giorni del luglio ’93 – diceva l’ex presidente – pensavo fossimo ad un passo da un colpo di stato”.

13 ottobre 2014
 
Thomas Piketty, alla ricerca dell’uguaglianza. Intervista all’autore del Capitale nel XXI secolo.

Il libro di Piketty è stato un best-seller internazionale, nel suo genere. “Il capitale nel XXI secolo”, e il suo autore, è stato accolto come una star nelle università europee e americane. Lodato negli Stati Uniti da due Nobel dell’economia come Krugman e Stiglitz, l’economista francese Piketty denuncia – dati alla mano – le disuguaglianze crescenti soprattutto nelle società occidentali. Il rischio concreto è quello di un ritorno alle società patrimoniali di fine ‘800 dove contavano solo le ricchezze accumulate ed ereditate e non il lavoro. Il Capitale nel XXI secolo è uscito recentemente in Italia da Bompiani. Ne abbiamo discusso oggi con l’economista Maurizio Franzini dell’ Università La Sapienza di Roma. Per chi fosse interessato ad una recensione più affrofondita, vi rimando alla sezione speciali del nostro sito: ecco il link http://www.radiopopolare.it/ascoltaci/trasmissioni-on-demand/intro/gli-speciali-di-radiopop/

09 ottobre 2014
 
Renzi, l’eccezione e la regola. Intervista con Elisabetta Gualmini e Giuseppe Berta.

Guida un governo di larghe intese come se così non fosse; non è un parlamentare ma è il leader del primo partito in Italia. Renzi prosegue nello stato di eccezione a cui è costretta la politica italiana. Quanto può durare? “Dura finchè fa delle cose”, sostiene Elisabetta Gualmini, politologa e presidente della Fondazione Istituto Cattaneo. Stato di eccezione in politica e recessione economica. Per Giuseppe Berta, storico all’Università Bocconi “purtroppo – dice – non si vedono segnali del cambiamento radicale di politica economica e fiscale che sarebbero necessari oggi in Europa”.

08 ottobre 2014
 
Vedere l’invisibile, ultime dal Cern. Intervista con Marco Delmastro.

Ginevra, Svizzera. Da un sotterraneo del laboratorio più grande del mondo, il Cern, Marco Delmastro – fisico delle particelle – ci ha raccontato il suo lavoro: la ricerca dell’invisibile, dell’infinitesimamente piccolo. “Particelle familiari” è invece il titolo del suo ultimo libro in cui Delmastro racconta la fisica delle particelle, da Einstein ai bosoni, attraverso le curiosità di una bambina di cinque anni, sua figlia.

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