Memos
liguori
10 maggio 2017
Macron e l’eresia greca di Tsipras e Varoufakis

La vittoria di Macron in Francia vista dalla Grecia di Tsipras. Memos ha ospitato oggi Dimitri Deliolanes, giornalista che è stato per anni corrispondente da Roma per la radiotelevisione pubblica greca. Tra i tanti auguri e congratulazioni per la vittoria, Macron ne ha ricevuto uno particolarmente caloroso da Alexis Tsipras, il capo del governo greco. “La vittoria di Macron – ha detto Tsipras – è un’ispirazione per la Francia e per l’Europa, sono sicuro che lavoreremo insieme in maniera stretta”…Macron, il neoliberista francese, e Tsipras, il capo della sinistra al governo in Grecia. «Già dopo il primo turno, Tsipras era stato uno dei primi leader europei a schierarsi apertamente in favore di Macron», racconta a Memos il giornalista Dimitri Deliolanes. «Tsipras – prosegue Deliolanes – lo ha fatto provocando anche un po’ di malumori nel suo partito e nell’opinione pubblica di sinistra greca. Il ragionamento di Tsipras è stato duplice. Primo: sicuramente il fatto che Le Pen sia schierata su posizioni xenofobe, estremiste di destra, non poteva interessare il premier greco. Secondo: Tsipras ha dimostrato di essere un europeista e Macron, pur essendo un neoliberista lontano dalla sinistra, potrebbe svolgere un ruolo positivo in Europa. Dovendo scegliere il male minore tra un’estremista di destra e un neoliberista europeista – conclude Deliolanes – Tsipras ha scelto Macron». Ma l’opzione pro-Macron di Tsipras non è l’unica, in Grecia. Un Macron neoliberista dal volto umano è quello che l’ex ministro greco Yanis Varoufakis ha appena descritto in un suo libro, uscito di recente in Inghilterra. Varoufakis parla del Macron ministro dell’economia francese, lo dipinge come una “colomba” rispetto ai “falchi” Merkel e Schäuble. Giugno 2015, sono i momenti più drammatici del negoziato tra l’Europa e il governo di Atene sul debito greco. Varoufakis è il ministro delle finanze di Tsipras e annota, durante i vertici a Bruxelles, alcuni comportamenti di Macron un po’ fuori dal coro dei difensori dell’austerità. Il ministro francese si spende, senza successo, per un accordo non punitivo della Grecia. «Recentemente – racconta a Memos il giornalista greco Deliolanes – ci sono stati dei contatti tra Varoufakis e Macron. Si parla della possibilità che Varoufakis entri in qualche modo, anche informalmente nello staff dei consiglieri del nuovo presidente francese. I rapporti sono molto cordiali ed effettivamente Varoufakis ha molta stima, malgrado le divergenze politiche tra i due». Ospite della puntata di oggi di Memos anche Lorenzo Marsili, giornalista, tra i fondatori insieme a Varoufakis del “Movimento per la Democrazia in Europa 2025”. Con lui non abbiamo parlato dell’ex ministro greco, ma solo del nuovo presidente francese. «Penso – dice Marsili – che sia una cosa positiva che Macron abbia rimesso l’Europa al centro, perché senza Europa saremmo degli stati alla deriva, in balia del potente di turno (i muscoli di Putin o i tweet di Trump). Questa Europa, però, non si salva continuando le politiche fallimentari degli ultimi anni, ma la si cambia solamente con un new deal, un nuovo patto economico e sociale, e soprattutto con una profonda democratizzazione. Il rischio – prosegue Lorenzo Marsili – è che Macron rappresenti solamente l’ultimo spasmo di un sistema liberale in crisi. Il rischio è che Macron non abbia la forza, e forse nemmeno la volontà, di fare quelle riforme radicali che sarebbero necessarie. Se sarà così andremo, purtroppo, verso una sempre più probabile disintegrazione dello spazio europeo. Se, invece, Macron riuscirà a mettere in campo politiche di rottura, a coinvolgere anche un establishment tedesco sempre restio ad ipotesi di trasformazione della zona euro, allora si aprirà senz’altro un’altra fase. Frenerei, comunque, l’entusiasmo – conclude Marsili – perché non è affatto scontato che Macron ci riesca, sia per il terreno politico e culturale da cui proviene, sia per il fatto che sarà un presidente relativamente debole. Macron non ha attorno a sé un partito forte e la sua maggioranza in parlamento sarà relativa».

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Raffaele Liguori

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GLI ULTIMI PODCAST
11 ottobre 2019
 
Memos di ven 11/10

Le alternative possibili alle disuguaglianze. La redistribuzione del reddito non basta, bisogna cambiare i meccanismi di produzione della ricchezza. A Memos il fondatore del Forum Disuguaglianza e Diversità, Fabrizio Barca, racconta le 15 proposte elaborate dal Forum in oltre un anno di ricerche e studi. Barca ha anche commentato un paio di passaggi di un’intervista che abbiamo fatto all’economista americano James Galbraith (Memos la proporrà integralmente il prossimo 15 ottobre). Chiude la puntata di oggi un doppio messaggio, eccezionalmente doppio visto che ieri Memos non è andata in onda. Le autrici dei due messaggi sono Giorgia Serughetti (sociologa dell’università Bicocca di Milano) e Anna Stefi (vicedirettrice di “Doppiozero”, rivista online di cultura, e insegnante di filosofia).

09 ottobre 2019
 
Memos di mer 09/10

La scuola dei diseguali. Aumenta l’abbandono tra gli studenti che appartengono a famiglie povere. Il reddito familiare conta e influenza in modo determinante i percorsi formativi di intere generazioni. A Memos Misha Maslennikov, di Oxfam Italia, racconta i dati contenuti in un loro recente rapporto. Il commento è della storica Vanessa Roghi autrice di “La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole” (Laterza, 2017).

08 ottobre 2019
 
Memos di mar 08/10

L’ultima strage di migranti, ieri a Lampedusa. Un naufragio a sei miglia dalla costa. Tredici donne morte, una decina di dispersi tra cui otto bambini, una ventina i superstiti. L’ignavia e la corresponsabilità dei governi europei, tra svolte promesse, annunciate e tradite. Memos ne ha parlato con la filosofa Donatella Di Cesare e il sociologo Stefano Allievi. Chiude la puntata di oggi il messaggio della politologa dell’università di Firenze Giorgia Bulli, dedicato allo studio della storia nella scuola.

04 ottobre 2019
 
Memos di ven 04/10

Candidato/a cercasi. Non un candidato/a qualunque, ma soltanto chi è disposto a battersi per la giustizia sociale. E’ il programma dell’associazione “ticandido.it” che sponsorizza, promuove, sostiene – anche economicamente attraverso il crowdfunding – quei candidati alle elezioni che si fanno portavoci di politiche fondate sulla giustizia sociale. Memos ha ospitato uno degli ideatori di “ticandido.it”: è Mattia Diletti, ricercatore in scienza politica all’Università “La Sapienza” di Roma. Ospite anche una candidata sostenuta dall’associazione: Marwa Mahmood, consigliera comunale a Reggio Emilia. Il messaggio conclusivo della puntata di oggi è a cura di Michela Bonserio, portavoce di Greenpeace a Milano.

03 ottobre 2019
 
Memos di gio 03/10

3 ottobre, giornata della memoria dei migranti morti nel tentativo di emigrare verso l’Italia. Sono state 19 mila le vittime nel Mediterraneo dal 2013 ad oggi. Memos ha ospitato in collegamento da Atene Tommaso Santo, capo missione Balcani per Medici Senza Frontiere, che ha raccontato la tragica situazione di Lesbo, dove oltre diecimila persone sono stipate in centri che ne possono ospitare al massimo 3 mila. Ennio Codini, giurista dell’università Cattolica di Milano, ha spiegato l’importanza dell’apertura di corridoi umanitari verso l’Europa. Oggi a Memos il messaggio conclusivo della puntata era a cura di Giovanna Procacci, sociologa che ha insegnato all’Università Statale di Milano, tra le fondatrici del Comitato 11 giugno a sostegno dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano.

02 ottobre 2019
 
Memos di mer 02/10

L’indagato Berlusconi. A Firenze il leader di Forza Italia, l’ex capo del governo, torna ad essere formalmente indagato come mandante esterno delle stragi di mafia del 1993-94. Capi d’accusa pesantissimi. Memos ha ospitato Marco Lillo, giornalista del Fatto Quotidiano, che ha ricostruito le ultime vicende giudiziarie; e Attilio Bolzoni, editorialista di Repubblica e grande esperto di mafia. Con oggi Memos riprende l’appuntamento con il “messaggio quotidiano”, il libero corsivo che chiude le puntate della trasmissione. L’autrice di oggi è Loredana Taddei, tra le fondatrici di “Se non ora quando”, ex responsabile nazionale delle politiche femminili della Cgil.

01 ottobre 2019
 
Memos di mar 01/10

Clima, cittadinanza, beni comuni: la nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza, merita di essere aggiornata su questi temi? Memos ne ha parlato oggi con tre ospiti: Maurizio Viroli, filosofo della politica; Luigi Ferrajoli, giurista; e Francesco Ferrante, ecologista e vice-presidente del Kyoto Club.

27 settembre 2019
 
Memos di ven 27/09

Salvare il pianeta o salvare prima l’umanità? E’ il dilemma che Sergio, studente universitario di fisica, 23 anni, pone a tutti noi. Per lui è l’umanità che va salvata per prima. Sergio è uno delle migliaia di studenti e studentesse che oggi sono scesi nelle piazze italiane per chiedere ai governi politiche concrete contro il riscaldamento del clima. Memos ne ha parlato con Carlo Bordoni, sociologo e saggista, e con Matteo Colleoni, docente di Politiche urbane all’Università Bicocca di Milano.

26 settembre 2019
 
Memos di gio 26/09

Suicidio assistito, un primissimo passo della Consulta verso l’allargamento dei diritti. La sentenza nega la punibilità dell’aiuto al suicidio, anche se i giudici costituzionali hanno posto una serie numerosa di vincoli. Ora tocca al parlamento fare una legge coerente con i principi affermati dalla Corte costituzionale. Memos ha ospitato oggi il costituzionalista dell’Università di Pisa Andrea Pertici e la segretaria generale dell’associazione “Luca Coscioni” Filomena Gallo.

25 settembre 2019
 
Memos di mer 25/09

Nazismo e comunismo, un’equiparazione improponibile. E’ il giudizio di molti storici sulla risoluzione del parlamento europeo che mette sullo stesso piano il nazismo hitleriano e lo stalinismo sovietico. Memos ha ospitato lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna. Ospite anche l’europarlamentare del Pd Massimiliano Smeriglio che non ha votato la contestata risoluzione.

24 settembre 2019
 
Memos di mar 24/09

Giuseppe Conte, da “avvocato degli italiani” a “filosofo del nuovo umanesimo”. La trasformazione (trasformista?) del capo del governo, dal Conte 1 al Conte 2. A Memos l’analisi di Ida Dominijanni, giornalista e saggista. Lo storico della filosofia Michele Ciliberto (Scuole Normale Superiore di Pisa) racconta il significato di “nuovo umanesimo”, l’uso politico che ne ha fatto Conte e la modernità di questa espressione nel linguaggio di papa Bergoglio. Infine Jacopo Scaramuzzi, giornalista e vaticanista, interpreta il messaggio di Conte come una dichiarazione politica con la quale il capo del governo ribadisce la sua appartenenza al mondo cattolico.

28 giugno 2019
 
Memos di ven 28/06

Memos, ultima puntata della quinta stagione. Oggi con il fisico Francesco Sylos Labini, tra migranti e cervelli in fuga; con l’economista Gianfranco Viesti sugli ultimi sviluppi, critici, sui progetti per l’autonomia regionale; e con lo storico David Bidussa con il “gioco del complotto”. Grazie a tutti/e i 163 ospiti di questa stagione e soprattutto un grazie speciale alle ascoltatrici e agli ascoltatori. A presto!

 
 
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