Mia cara Olympe

In morte di Carol Maltesi, i titoli che non dimenticheremo

Cosa ricorderemo della vicenda che ha atrocemente messo fine alla breve vita di Carol Maltesi, uccisa e fatta a pezzi da un uomo, Davide Fontana, suo amico, ex partner, vicino di casa?

Ricorderemo che aveva 26 anni appena, che era una giovane donna che lavorava e si manteneva, che aveva avuto un bambino a soli 20 anni che ora vive con il padre e al quale era molto legata, che aveva, come tutti, sogni, desideri e convinzioni? Da affidare ai social, per esempio, come la passione per i viaggi o il messaggio sulla violenza contro le donne, ‘un tema che mi sta molto a cuore, non solo perché nel mio piccolo l’ho vissuto personalmente’.

Ricorderemo che il suo è uno dei tanti femminicidi commessi nel nostro Paese, uno ogni tre giorni, strage che non accenna a fermarsi e che, nella quasi totalità dei casi, rimanda alla responsabilità di un uomo che la vittima conosceva, di cui si fidava, che aveva, addirittura, amato.

Ricorderemo che l’autore confesso del suo omicidio – naturalmente insospettabile, cos’altro dire di lui ? – l’ha colpita,  uccisa, fatta a pezzi, ha comprato su Amazon un congelatore per nasconderli, ha cercato di cancellare i tatuaggi dal suo corpo, ha tentato di darle fuoco e ha poi buttato via quei poveri resti in sacchi dalle parti di Borno, nel bresciano? E che mentre questo faceva, nei due mesi  trascorsi dal femminicidio al ritrovamento del cadavere, ha risposto ai messaggi che giungevano sul telefono di Carol, spacciandosi per lei con enorme freddezza e cercando di depistare chi la cercava?

Oppure di questa storia ci resteranno in testa solo le parole che hanno fatto titoli su titoli di giornali, trasmissioni tv e siti: pornostar, attrice hard, diva del porno, ballerina di lap dance e via insistendo e aggiungendo particolari: in un articolo sul sito di un grande quotidiano il cronista si è spinto a scrivere di curve che i frequentatori di un locale milanese non hanno potuto ammirare – peccato, era già stata ammazzata –  e di curve adornate da tatuaggi, che sono poi stati fondamentali per il riconoscimento del suo corpo. Senza dire dell’ignobile, disgustoso tweet di un sedicente comico, tale Pietro Diomede, che per fortuna Zelig ha cancellato dalla sua programmazione. Ancora una volta al centro della scena non c’è la responsabilità maschile, non c’è la contabilità dei femminicidi che si allunga, non c’è il contesto della violenza di genere, ma c’è il corpo, c’è la sessualità femminile. A maggior ragione, e più facilmente, se la biografia di quella giovane donna può essere usata per le morbosità che valgono click.

Immagino già i commenti: allora dovremmo non scrivere, non dare le notizie, tacere questo e rimuovere quello? No, e proprio perché non sfugge neanche come, con il passare dei giorni, il racconto su diverse testate si sia riequilibrato, è ancora una volta questione di linguaggio, di tono, di misura, di rispetto delle libere scelte delle donne. E del giusto peso che, nell’economia della storia che si racconta, si dà alle ‘notizie’, in questo caso all’attività che la vittima svolgeva, senza dimenticare la forza dello stigma.
Le giornaliste –  è soprattutto loro il merito – e i giornalisti italiani si sono dati codici deontologici, hanno organizzato e frequentato corsi di formazione, hanno promosso mai finiti dibattiti sul linguaggio, sugli stereotipi da evitare, sulle narrazioni tossiche. Piacerebbe, leggendo giornali e siti nostrani,  poter dire più spesso che non sono rimasti lettera morta o buone intenzioni per il prossimo convegno sul tema.

  • Assunta Sarlo

    Calabromilanese, femminista, da decenni giornalista, scrivo e faccio giornali (finché ci sono). In curriculum Ansa, il manifesto, Diario, il mensile E, oggi Prima Comunicazione, Io Donna e il magazine culturale cultweek.com. Un paio di libri: ‘Dove batte il cuore delle donne? Voto e partecipazione politica in Italia’ con Francesca Zajczyk, e ‘Ciao amore ciao. Storie di ragazzi con la valigia e di genitori a distanza’. Di questioni di genere mi occupo per lavoro e per attivismo. Sono grata e affezionata a molte donne, Olympe de Gouges cui è dedicato questo blog è una di loro.

ALTRO DAL BLOGVedi tutti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli

Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di giovedì 08/12/2022

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra…

    Rassegna Stampa - 12/08/2022

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 07/12/2022 delle 19:49

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione…

    Rassegna Stampa - 12/07/2022

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Gli speciali di giovedì 08/12/2022 - ore 12:30

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare…

    Gli speciali - 12/08/2022

  • PlayStop

    Microfono aperto di giovedì 08/12/2022

    Vita, politica, storie, dibattito, confronto, scontro. La formula: un tema, un conduttore, degli ospiti e voi. Dalla notizia del momento…

    Microfono aperto - 12/08/2022

  • PlayStop

    Apertura musicale classica di giovedì 08/12/2022

    La musica classica e le sue riverberazioni con Carlo Lanfossi per augurare un buon risveglio a “tutte le mattine del…

    Apertura musicale classica - 12/08/2022

  • PlayStop

    Mono di giovedì 08/12/2022

    Tutti i mercoledì, da mezzanotte all'una, un'ora di musica scelta di volta in volta seguendo un tema, un percorso, un'idea...un…

    Mono - 12/08/2022

  • PlayStop

    Jazz Ahead di mercoledì 07/12/2022

    Dischi nuovi, progetti attivi, concerti imminenti, ospiti appassionati, connessi al più che ampio e molto vivo mondo del Jazz e…

    Jazz Ahead - 12/07/2022

  • PlayStop

    News della notte di mercoledì 07/12/2022

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 12/07/2022

  • PlayStop

    Gli speciali di mercoledì 07/12/2022 - ore 21:32

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare…

    Gli speciali - 12/07/2022

  • PlayStop

    Quel che resta del giorno di mercoledì 07/12/2022

    I fatti più importanti della giornata sottoposti al dibattito degli ascoltatori e delle ascoltatrici.

    Quel che resta del giorno - 12/07/2022

  • PlayStop

    Muoviti Muoviti di mercoledì 07/12/2022

    (55 - 246) Dove si assiste ad un'edizione speciale di Muoviti Muoviti per la prima della Scala con collegamenti dentro…

    Muoviti muoviti - 12/07/2022

  • PlayStop

    Di tutto un boh di mercoledì 07/12/2022

    l’Italia è una repubblica fondata sul sentito dire. Tra cliché e cose spiegate male, è un attimo perdersi un pezzo…

    Di tutto un boh - 12/07/2022

  • PlayStop

    Sounds and the City di mercoledì 07/12/2022

    Musica, suoni e gli artisti più interessanti e innovativi della scena musicale indie insieme ai grandi classici che li hanno…

    Sounds and the City - 12/07/2022

  • PlayStop

    Jack di mercoledì 07/12/2022

    Il magazine musicale di Radio Popolare si prende cura del vostro primo pomeriggio e della vostra passione per la musica,…

    Jack - 12/07/2022

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di mercoledì 07/12/2022

    Oggi ospite Max Nicolosi per raccontarci il compleanno e la vita di Fattoria Capre e Cavoli di Mesero, di Marte…

    Considera l’armadillo - 12/07/2022

  • PlayStop

    Pini marittimi

    Quando sogniamo a occhi aperti, ci rallegriamo della diminuzione temporanea delle bollette e torniamo indietro di 30 anni in quella…

    Poveri ma belli - 12/07/2022

  • PlayStop

    Cult di mercoledì 07/12/2022

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica,…

    Cult - 12/07/2022

  • PlayStop

    Pubblica di mercoledì 07/12/2022

    Dalla culla alla tomba del welfare state? Ottant’anni fa la presentazione del rapporto Beveridge in Gran Bretagna poneva le basi…

    Pubblica - 12/07/2022

  • PlayStop

    Tutto scorre di mercoledì 07/12/2022

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi ai microfoni di Radio Popolare.

    Tutto scorre - 12/07/2022

  • PlayStop

    Note dell’autore di mercoledì 07/12/2022

    Un appuntamento quasi quotidiano, sintetico e significativo con un autore, al microfono delle voci di Radio Popolare. Note dell’autore è…

    Note dell’autore - 12/07/2022

Adesso in diretta