La scuola non serve a nulla

Correzioni pasquali, temi in classe, Valditara e i congiuntivi

Una riflessione...

Correggendo temi sulla via di casa (cioè tornando da Milano in Salento, dai miei), my two cents su una questione, che ha a che fare con i tweet sgrammaticati del Ministro Valditara e l’insegnamento della lingua italiana in classi con pochi stranieri.

Tranquilli: niente di nuovo, niente di intelligente, tutto di banale.

Dunque: se i docenti italiani, come dice Antonio Albanese, sono dei gladiatori (ma resta da capire chi sono le belve), onestamente mi sono ritrovato di più nella definizione, sempre dell’attore, di “nuova classe operaia”, per il livello di considerazione e remunerazione.

Quindi, in quanto operaio del sapere, se dovessi parlare di me… ecco, non penso d’essere un esempio di prof “moderno” (sono circondato da persone che fanno tutto in modo molto più smart di me, e da cui provo, avidamente, a imparare); né un docente particolarmente stakanovista (anche qui, provo a imitare chi ho intorno); ma c’è una cosa che mi piace fare a bestia, che mi diverte e mi scialla proprio, e su cui i colleghi m’hanno a volte accusato di “perderci troppo tempo”, oppure di “scrivere più io di loro”: la correzione dei temi.

Ora, posto che la miglior risposta alla presunta ed eccessiva dedizione sarebbe già che, se uno ci si diverte, “dove c’è gusto non c’è perdenza”, mi chiedo: quando ciclicamente parte la ritrita sarabanda ragliante su “…gli alunni che oggi non sanno più scrivere, …che ai nostri tempi sì che si esprimevano pensieri complessi e con un lessico ricco, …che i nostri ggggiovani d’oggi non hanno padronanza linguistica… bla bla bla”, – cosa secondo me non vera, se non nella forma deleteria d’una superficiale semplificazione – ecco, mi domando, nei rari casi in cui possa essere invece davvero così, e tale diagnosi veritiera, se questo non dipenda anche da una non più attenta e certosina correzione degli elaborati scritti a scuola, quella forse sì, “non più come si faceva una volta” (insieme a una mancata promozione del momento complementare e parallelo a quello volto alla costruzione delle competenze della lingua scritta, quello della lettura, ma che qui tralascerò per brevità).

Dicevano: siamo sicuri che si corregga ancora come una volta?

Nei vari corsi di formazione tenuti negli anni, ho incontrato troppi docenti di Lettere pronti a confessarmi che “ormai fanno talmente tanti errori, che non posso mettermi a correggere tutto… ci impiegherei una vita…”. Vado dritto al punto: ecco, questo, francamente, mi pare un mezzo crimine. Se noi docenti di Lettere non lo facciamo, direi di considerare rubato persino il nostro misero stipendio, perché non credo ci sia aspetto più importante cui possiamo dedicarci (e una percentuale non trascurabile di docenti, drammaticamente anche nei licei, mi dicono che i temi neanche li fanno più…).

Nel senso, voglio dire: io mi incazzavo molto già quando, da alunno alle medie – in tempi di correzioni generalmente più attente – la mia prof qualche volta mi scriveva, nella mezza colonna vuota a destra, cose tipo “errori ortografici”, “periodo troppo macchinoso. Più semplice!”, “non metti le virgole”, o “devi andare a capo più spesso”… E io, titubante, mi chiedevo “Ok, ma dove vanno le virgole? Che errori ortografici ci sono? Quand’è che si andava a capo? Qual è la versione ‘non macchinosa’ della stessa roba che volevo dire io?”.

Un po’ di voglia di imparare ce l’avevo, ma di una correzione così generica non me ne facevo nulla.

La questione è ri-saltata fuori in un podcast di qualche giorno fa: immagino la maggior parte dei docenti di Lettere faccia questo, dedicandosi a puntuali correzioni, e pure di più, ma non è secondario, secondo me, chiederci se nei casi in cui notiamo un certo lassismo linguistico nelle nuove generazioni, be’, dietro non ci sia a volte una ormai stanca e disillusa superficialità di qualche docente che non corregge più, se si sia perso il senso della scrittura come faticosa conquista, come sudato processo, come doloroso labor limae, viaggio periglioso in cui il discente dovrebbe essere per questo, sempre accompagnato (quasi fosse, la lingua, materia da imparare a trattare artigianalmente, come in una bottega d’arte nel Rinascimento).

Per cui: certo, guai a non aprirsi a Google Moduli, Canva, Kahoot, Padlet, Quizlet, Evernote, ThingLink… e poi Writing and Reading Workshop, Grammatica Valenziale, scrittura creativa, scrittura con l’AI… ma su questa particolare competenza credo che “la moda de li maestri antichi” debba prevalere in quanto, semplicemente, più efficace. Anche perché, su questo: il Writing and Reading Workshop non dico non abbia inventato nulla, ma non capisco perché lo stesso viaggio che ha portato queste pratiche dai corsi di scrittura creativa americani alle scuole di grado inferiore americane (e, da qui, alle scuole italiane) non possa arrivare nelle nostre scuole attraverso un viaggio tutto nostrano, attingendo cioè, per dire, direttamente alla nostra millenaria tradizione retorica, di “bottega d’arte rinascimentale”.

Tutto questo ho provato a unirlo a un articolo di Giulio Mozzi, che lessi vari anni fa, e che mi fulminò. Risultato del mix? Ecco, da quel giorno io provo a far così: correzione dettagliata di ciò che l’alunno intendeva scrivere (provando a non aggiungere alcuna sfumatura espressiva; della serie: “caro/a studente, la roba che volevi scrivere, in italiano, non si dice così come l’hai scritta tu, ma bensì così; per quanto, in certi casi potrebbe essere ammesso dire anche così, cosà e colà“), feedback dettagliato con consigli, e infine compito di ricopiatura con riflessione ponderata sul confronto tra le due forme: e SOLO ALLORA, dare un voto (che tenga conto anche del lavoro di riscrittura: così, “se anche a loro interessasse solo quello, il voto…”, insomma, ci siam capiti).

Negli anni, ho notato, qualche risultato lo si ottiene: tutto molto lungo, faticoso e divertente… ma anche gratificante.

Ora, cosa c’entra con la Pasqua? Be’, se “Pasqua” è essenzialmente sinonimo di “rinascita”, questa, su un piano linguistico, non può che partire da una “correzione”.

Nel caso invece con la Pasqua non c’entrasse nulla, coerentemente col post e come avete fatto col Ministro Valditara, mi CORRIGGERETE.

 

Che ne pensate? Per qualunque cosa vogliate dirmi riguardo ai miei articoli su questo Blog, dagli apprezzamenti, ai consigli, alle critiche fino agli insulti (questi ultimi però purché formulati rigorosamente in lingue antiche), scrivete a: antonellotaurino1@gmail.com .

  • Antonello Taurino

    Docente, attore, comico, formatore: in confronto a lui, Don Chisciotte è uno pratico. Nato a Lecce, laurea in Lettere e diploma in Conservatorio, nel 2005 si trasferisce a Milano. Consegue il Diploma di attore nel Master triennale SAT 2005-2008 del M° J. Alschitz e partecipa a Zelig dal 2003 al 2019. Si esibisce anche inglese all’estero con il suo spettacolo di Stand-up, Comedian. Attualmente è in tournèe con i suoi spettacoli (non tutti la stessa sera): Miles Gloriosus (2011), Trovata una Sega! (2014), La Scuola non serve a nulla (2016) e Sono bravo con la lingua (2020). La mattina si diverte ancora tanto ad insegnare alle Medie. Non prende mai gli ascensori.

ALTRO DAL BLOGVedi tutti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio venerdì 09/01 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 09-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve venerdì 09/01 10:29

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 09-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di venerdì 09/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 09-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di venerdì 09/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 09-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Anna Kuliscioff: socialista e femminista. Il ricordo di Milano nel centenario della morte

    Si è chiuso venerdì mattina al cimitero Monumentale il ciclo di eventi dedicati a Anna Kuliscioff, nel centenario della morte, avvenuta il 29 dicembre del 2025 a Milano. Una serie di iniziative che hanno puntellato l’anno appena terminato, e che si è concluso simbolicamente nel giorno del suo compleanno, il 9 gennaio. Medica, giornalista, rivoluzionaria socialista, femminista ante-litteram, la figura di Anna Kuliscioff ha lasciato un segno fortissimo nella cultura progressista italiana. Spinta da idee rivoluzionarie fin dalla giovinezza, Kuliscioff nella sua vita ha attraversato diverse correnti del rivoluzionarismo di quel tempo, dall’anarchismo bakuniano fino ad avvicinarsi, e portare avanti quelle idee per tutto il resto della sua vita, alla corrente cosiddetta del “riformismo socialista”, insieme al marito Filippo Turati. Una delle sua grandi battaglie fu quella per il voto alle donne. Fu fondamentale per il socialismo italiano e per il progresso della città di Milano. Walter Galbusera, presidente della Fondazione Kuliscioff, la ricorda così al microfono di Alessandro Braga.

    Clip - 09-01-2026

  • PlayStop

    Cult di venerdì 09/01/2026

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 09-01-2026

  • PlayStop

    37e2 di venerdì 09/01/2026

    Se non è febbre, quasi. 37 e 2 è la trasmissione dedicata ai temi della sanità, dell’invalidità e della non autosufficienza. Dalle storie di vita reale ai suggerimenti su come sopravvivere nei meandri della burocrazia. Conducono Vittorio Agnoletto e Elena Mordiglia.

    37 e 2 - 09-01-2026

  • PlayStop

    MALE-DETTE - STEFANIA DOGLIOLI ed ELENA MIGLIETTI

    MALE-DETTE - STEFANIA DOGLIOLI ed ELENA MIGLIETTI - presentato da Elena Mordiglia

    Note dell’autore - 09-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di venerdì 09/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 09-01-2026

  • PlayStop

    Il giorno delle locuste di venerdì 09/01/2026

    Le locuste arrivano come orde, mangiano tutto quello che trovano sul loro cammino e lasciano solo desertificazione e povertà. Gianmarco Bachi e Andrea Di Stefano si addentrano nei meandri della finanza cercando di svelare paradisi fiscali, truffe e giochi borsistici in Italia e all’estero. Una cronaca diversa dell’economia e della finanza nell’era della globalizzazione e del mercato come icona assoluta.

    Il giorno delle locuste - 09-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di venerdì 09/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 09-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di venerdì 09/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 09-01-2026

Adesso in diretta