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28 febbraio 2017
psicoradio di mar 28/02

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GLI ULTIMI PODCAST
15 novembre 2017
 
psicoradio di mer 15/11

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08 novembre 2017
 
Pisichiatri, psicologi, educatori hanno un cuore?

Ma chi mi cura, ci tiene davvero a me? Fare il terapeuta è solo un lavoro, che si conclude quando è finito il tempo del colloquio o della prescrizione di farmaci, o invece possiamo incontrare persone che provano empatia, trasmettono calore, diventano punti di riferimento nei momenti di difficoltà?..Questo interrogativo ha animato una discussione tra redattori/redattrici, e da qui è nata una nostra inchiesta…La cura del disagio psichico passa attraverso la relazione che si instaura con il proprio terapeuta, con gli psichiatri, gli psicologi e gli operatori che si incontrano durante il proprio percorso…Quali sono gli atteggiamenti di chi ci cura che rendono più difficile il rapporto, o le cose che danno proprio fastidio? Quali sono invece i comportamenti che ci avvicinano alle persone ai quali ci affidiamo?..Cominciamo con le risposte dei redattori di Psicoradio, che raccontano incontri e scontri con psichiatri e operatori della salute mentale, del pubblico o del privato che prendono a cuore le singole situazioni, che danno sensazione di sicurezza o che spaventano per la loro freddezza…Ne emerge una situazione variegata. Qualche redattore frequenta gli psichiatri da quando ha 6 o 7 anni e ha conosciuto decine di medici; c’è chi ha sviluppato un rapporto di fiducia con la stessa psicoterapeuta che va avanti da più di dieci anni…In molti casi le difficoltà non nascono dall’atteggiamento del terapeuta, ma dal fatto che è difficile avere il tempo e la tranquillità di potersi raccontare, perché ogni psichiatra ha un alto numero di pazienti…“La psichiatra che ho adesso secondo me è molto brava e mi fido molto di lei, ma ha una massa di pazienti, e per questo si attiva solo in caso di emergenza” – sostiene V…In questi casi C. preferisce “chiamare un amico”, sfogarsi e attendere il primo momento utile per parlare con il proprio psichiatra. Altri si affidano sia a uno psichiatra che a uno psicologo, per avere meno paura di trovarsi soli in caso di emergenza…A volte nascono corto circuiti difficili da superare. Racconta V., “mi è stato proposto uno psicologo che era del 1987 e io non sono riuscito a fidarmi. Sapere che era solamente un anno più grande di me non faceva che scatenare la mia invidia per la sua situazione rispetto alla mia; pensavo a tutto tranne che alla psicoterapia”…In ogni caso, come racconta L., che ha un ottimo rapporto con la sua terapeuta, “dopo tanti anni, continuo a raccontarmi e adesso riesco a prendere anche i farmaci con regolarità. L’obiettivo comunque è quello di cercare di stare meglio e non vederla più.”..Il seguito, un po’ più cattivo, alle prossime puntate…

01 novembre 2017
 
La macchia oscura di Colonia Dignidad

La scrittrice e giornalista Lola Larra ci parla di Sprinters, il suo libro che racconta le atrocità accadute all’interno di questa colonia agricola fondata in Cile negli anni Settanta. Il direttore di Colonia Dignidad era Paul Schafer, un predicatore battista tedesco, ex medico nella nazista Wehrmacht, che trasferì la sua comunità dalla Germania al Cile. Qui, in una bellissima zona del centro del Paese, comprò e recintò un grande appezzamento di terreno. Da quel momento nessuno più potè uscire o entrare dalla Colonia…In questo luogo completamente autonomo, segregato dal resto del mondo, Schaferper molti anni gestì la comunità con potere assoluto, separando gli uomini dalle donne e usando violenza ai ragazzini, gli “sprinters” del libro. Secondo Amnesty International Colonia Dignidad servì anche come luogo di detenzione e tortura per prigionieri della polizia segreta cilena, la terribile DINA. Le attività andarono avanti durante gli anni della dittatura di Pinochet, ma continuarono anche dopo la sua caduta. “Perché questo criminale sia sopravvissuto per tanti anni, è quello che noi cileni ci siamo chiesti tante volte” racconta Lola Larra a Psicoradio. Infatti, anche dopo le denunce di chi era fuggito dalla Colonia, i governi cileni successivi a Pinochet non sono intervenuti immediatamente. Solo nel 2005 Paul Schafer è stato finalmente arrestato in Argentina, dove era fuggito, è stato giudicato per pedofilia e traffico d’armi ed è morto in carcere in Cile. Altri collaboratori di Schafer sono tuttora in libertà.

25 ottobre 2017
 
Pensieri come tarli Psicoradio intervista la dottoressa Teresa Cosentino

“In Italia ci sono circa ottocentomila persone che soffrono del Disturbo Ossessivo Compulsivo, con un’età compresa tra i 15 e 25 anni. A differenza di altre patologie di questa se ne parla ancora molto poco, ma è un disturbo che può limitare tanto la vita della persona nel suo quotidiano”. Con questi dati la dott.ssa Teresa Cosentino, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo comportamentale e cognitivo, apre l’intervista a Psicoradio. La redazione l’ha sentita in occasione di un convegno sul disturbo ossessivo compulsivo che ha organizzato a Roma durante la giornata mondiale della salute mentale. Cos’è questo disturbo? Come si manifesta?….Queste sono alcune delle domande che i redattori e le redattrici di Psicoradio hanno rivolto alla dottoressa. “Può presentarsi in vari modi e avere anche definizioni cliniche differenti, potremmo però semplificare e riassumere il sintomo principale come un pensiero indesiderato che s’impossessa della mente della persona”, spiega Cosentino e continua “ad esempio esiste il disturbo ossessivo compulsivo da controllo e la persona che ne soffre spesso teme di aver dimenticato qualcosa o di aver compiuto un errore molto grave, e a causa di questo verifica più volte di aver chiuso bene il gas , la porta o apre la mail per controllare cosa ha scritto. Questa è ciò che potremmo definire compulsione”. La psicologa sottolinea che tra le persone che chiedono aiuto più della metà ha buona possibilità di guarigione e che, come nella maggior parte delle malattie psicofisiche, è molto importante la diagnosi precoce. Per quanto riguarda, invece, le diverse terapie esistenti, la dottoressa Cosentino sostiene che le linee guida internazionali sulla cura del disturbo ossessivo compulsivo affermano che la terapia cognitivo comportamentale ha lo stesso effetto, in alcuni casi, di quella farmacologica, perché lavora sui sensi di colpa che generano l’ossessione.

18 ottobre 2017
 
Chi ha paura di Psycho? La costruzione dell’immaginario attraverso le serie tv e il cinema

Quanto il cinema e la televisione influenzano la percezione che abbiamo del mondo della salute mentale? Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio e docente di Cinema Documentario all’Università della Svizzera Italiana, ci introduce in un’ampia riflessione su questo argomento. Citando diversi studi, spiega quanto siamo abituati ad abbandonarci ai racconti cinematografici e televisivi e quanto questi, nel tempo, influenzino negativamente la costruzione del nostro immaginario su chi è affetto da malattie mentali. Tutti hanno una tv e non è richiesta alcuna competenza per poterne usufruire…Lo studioso Gerbner, nella sua “Cultivation Theory”, parla di sindrome del mondo malvagio: più si guarda la tv più si percepisce il mondo reale come pericoloso. Anche la tv per bambini é soggetta ad influenze di questo tipo, utilizzando molti termini spregiativi verso chi ha un disturbo psichico. Oggi questa tendenza generalizzata sta lentamente cambiando, si raccontano anche storie di personaggi affetti da disturbi mentali che invece hanno un impatto positivo sul racconto. Questo sta avvenendo anche grazie alle proteste di associazioni di pazienti e familiari, che fanno sentire le proprie voci.

11 ottobre 2017
 
Famiglia e dolore psichico Come è difficile accettare un figlio che è cresciuto pazzo

Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni Per la Salute Mentale), parla ai microfoni di Psicoradio al cuore di tutte le famiglie di pazienti psichiatrici. Sorella di due persone affette da gravi patologie psichiche, Gisella Trincas ha lanciato un appello alle famiglie dei pazienti psichiatrici: “Non rifiutateli. Uno dei più grandi dolori di chi soffre di una patologia mentale e’ il sentirsi abbandonato dalla propria famiglia”e ha raccontato la sua esperienza: “Quando mia sorella si ammalò, mia madre pensò che sua figlia fosse diventata cattiva. Non accettava che i comportamenti a volte aggressivi della figlia fossero conseguenza della malattia psichica. Era un modo per non interrogarsi su cosa potesse essere accaduto. Per fuggire dalle proprie responsabilità”. E invece il ruolo e il sostegno della famiglia intera, non solo da parte dei genitori, ma anche di fratelli e sorelle, sono fondamentali.

04 ottobre 2017
 
Lidia Ravera e l’inferiorità della donna – Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto?

“La donna quando venisse private delle sue ovaie diviene un essere non meno infelice dell’uomo castrato, con tutte le conseguenze disastrose che si ripercuotono sul suo corpo e più ancora sulla sua mente.”..Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto? E soprattutto, c’è un genere superiore ed uno inferiore? A partire da un libro “scientifico” del 1947 – “L’anima della donna e le leggi naturali” di Carlo Ceni, Psicoradio si interroga sugli “eterni dilemmi” che continuano a influenzare la società. E infatti, questo libro, come tanti dell’epoca positivista di inizio novecento, sono la base di tanti luoghi comuni che continuano ad influenzare la convivenza del genere maschile e femminile. Secondo questo testo, l’istinto che guida l’uomo è sessuale mentre quello femminile è materno…..L’intelligenza è definita debole e paragonata a quella dei primitivi e degli animali; la resistenza al lavoro intellettuale è ritenuta scarsa, e queste deficienze sarebbero giustificate dalla funzione principale della donna, quella riproduttiva. La menopausa, infatti, provocherebbe un vero e proprio“collasso psichico” e morboso…“Il lavoro intellettuale della donna può apparire brillante e rapido come quello dell’uomo. Ha tuttavia un limite: che non va oltre la potenzialità della sua mente debole […] Ogni applicazione mentale che richieda l’attenzione continua nell’apprendere cose nuove, ogni orientamento dell’attività diverso da quello acquisito dall’abitudine, ogni suo sforzo psichico, più o meno presto si ripercuote sulla costituzione psicorganica della donna dando luogo a un collasso, che si manifesta in un senso di stanchezza, di irritabilità […]ed essa fa ritorno alla quiete delle fatiche domestiche.”..La redazione ha commentato questo saggio dell’epoca. Tra le tante reazioni quella di Luca, che pensa che la donna non sia inferiore ma uguale all’uomo e che il pensiero di questo libro sia “razzista”e quella di Margherita che fa presente che oggi le donne, oltre alla funzione riproduttiva, si occupano di casa e giungono ai vertici di ogni ambito professionale. Tutto ciò nonostante ancora una parte della società la pensi come il libro, e cioè che le donne non siano in grado di resistere allo stress, alla fatica mentale e agli “sbalzi” dovuti al ciclo mestruale o alla menopausa. Di questo e del ruolo che la donna ha oggi, ne abbiamo parlato con Lidia Ravera, autrice del noto romanzo ”Porci con le ali”, un diario di due ragazzi adolescenti sulle loro prime esperienze di sesso e di politica…“Le donne che si sono piazzate in politica, spesso sono uome, perché sono elette dalle segreterie dei vari partiti. Questo succede perché noi donne non scegliamo mai altre donne, non facciamo i conti con le nostre ambizioni e non abbiamo mai definito il nostro ruolo nella vita della polis”, spiega la scrittrice parlando del rapporto con il potere. Come si sopravvive, allora, a tutto questo?..“Io ho due vantaggi: di riuscire a stare nel mondo della politica con lo sguardo sorpreso e melanconico della scrittrice; l’altro di essere ormai una donna grande e matura. Ho imparato con gli anni e sulla mia pelle a gestire questo mondo complicato”.

27 settembre 2017
 
Il carnevale degli animali – Gli animali prendono vita in musica

Questa settimana dalle onde di Psicoradio gli ascoltatori vedranno prendere vita tartarughe che ballano un lento can-can, elefanti “in marcia” e altri animali ballerini che, attraverso le note musicali del compositore Camille Saint-Saens, mettono in scena un simpatico ed eccentrico carnevale. “Il carnevale degli animali – racconta Cristina, la direttrice di Psicoradio – è una delle opere più famose del compositore francese…..L’autore stesso ne proibì l’esecuzione completa fino a quando fosse stato in vita. Il motivo di questa decisione non è noto, alcuni lo attribuiscono al fatto che Saint-Saens scrisse l’opera come scherzo musicale, usando brani di colleghi famosi e che quindi temesse che ciò potesse nuocere al suo buon nome”. Gli animali, già protagonisti di diverse puntate di Psicoradio, continuano a popolare la trasmissione attraverso le poesie di Baudelaire e Neruda dedicate ai gatti, in cui i rispettivi autori identificano nel felino domestico uno la femminilità, l’altro la libertà di essere se stessi. La puntata continua con i piccioni, ai quali è dedicata la poesia di Montale “La solitudine”: su questo stato d’animo, spesso compagno di artisti e “diversi”, riflettono gli psicoredattori Claudio e Morena che discutono inoltre di come e quanto gli amici animali abbiano colmato i vuoti della loro solitudine.

12 settembre 2017
 
Psicoradio Estate: La prima verità – Intervista a Simona Vinci

“Un lettino di ferro con le sbarre bianche e un corpo nudo: quello di una bambina tra i sette e dieci anni”..E’ l’apertura di “La Prima verità”, libro di Simona Vinci, vincitore del premio Campiello 2016. L’immagine è una foto del 1970, scattata per una inchiesta su un ospedale psichiatrico in cui si praticava l’elettrochoc a chiunque fosse considerato “ineducabile” o “pericoloso per sé e per gli altri”. L’autrice racconta a Psicoradio:” Me la porto dietro dovunque. Sono stata anche io una bambina ineducabile. Sono stata una bambina pericolosa per sé e per gli altri. Mi è andata bene. Se fossi nata solo cinque anni prima del 1970, in un altro contesto sociale, avrei potuto essere io quella bambina nuda, legata con cinghie di contenzione a un lettino spinto contro i margini dell’abisso”…”La Prima verità” racconta la storia di Angela, una giovane ricercatrice italiana, e della sua decisione di andare sull’isola-manicomio di Leros, dove fino alla metà degli anni 90 venivano recluse le persone con sofferenza psichica. E, dove a suo tempo la dittatura dei colonnelli aveva deportato poeti e dissidenti politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Con Angela Simona si fonde, per dar voce a quelle anime dimenticate dalla storia, grazie a polverose cartelle cliniche a cui Angela/Simona riesce ad accedere…Nell’intervista, Simona Vinci svela alla redazione di sentire fino da piccola voci e presenze, proprio come sua madre, ed e’ proprio la sofferenza psichica della madre ad averle fatto da specchio portandola a comprendere il suo bisogno di aiuto.” Mi sono rivolta a uno psicoterapeuta e non al Centro di salute mentale – rivela – perché io vivo in un paese e il pensiero che il mio disagio psichico potesse essere noto a tutti mi suscitava vergogna”

30 agosto 2017
 
Arte ed altre emozioni

Psicoradio Estate: La follia dell’arte Biografie, brani di diari, citazioni … per indagare la capacità – e la necessità – degli artisti di affondare negli abissi dell’inconscio, proprio e collettivo. Jackson Pollock: “ Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare… La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.(…) L’inconscio è un elemento molto importante dell’arte moderna; e penso che le pulsioni dell’inconscio abbiano grande significato per chi oggi guarda un quadro.

23 agosto 2017
 
Belle storie – Quattro storie a lieto fine di ex psicoredattori

Marco e Cristina si sono conosciuti durante un viaggio in Francia. In quella vacanza, organizzata dal centro di salute mentale, Marco non ci voleva neanche andare. E invece gli ha cambiato l’esistenza, a dimostrazione di come la vita possa prendere pieghe inaspettate e regalare una felicità cui si era rinunciato. Poi c’è Rama, albanese del Kossovo, che dopo un periodo a Psicoradio sta facendo un tirocinio per imparare a fare il falegname, e se tutto andrà bene, potrebbe essere assunto. “Ho avuto periodi in cui sono stato molto male, e credevo che sarebbe andato tutto peggio -racconta – Psicoradio mi ha insegnato a stare insieme agli altri, a confrontarmi.” Il terzo protagonista è Andrea, edicolante sui generis che “fa concorrenza a se stesso”: oltre a vendere libri li regala. L’iniziativa si intitola: “Odor di carta… e di marciapiede”. “Volevo sfruttare la mia laurea in marketing – racconta Andrea – così ho deciso di regalare libri mettendoli dentro una cesta da fornaio, sul marciapiede davanti la mia edicola”. Un esempio di book-crossing. Infine ci sono Fabio e Cristina. Lui segue per passione giovani ciclisti da un punto di vista fisioterapico e scrive sul Faro, un giornalino che parla di salute mentale fatto da pazienti psichiatrici. Lei invece lavora tre giorni la settimana in una mensa scolastica e due in un laboratorio di restauro. I loro familiari fino ad un anno prima, non erano d’accordo sul matrimonio, lo consideravano prematuro, ma Fabio era sicuro della sua decisione, voleva sposare Cristina. Così sono convolati a nozze, ma per il momento hanno deciso di non diventare genitori.

16 agosto 2017
 
Ricordi verde acqua – Schegge d’eternitá fluttuano nei microfoni di Psicoradio

Gli psicoredattori hanno deciso di fare un tuffo nel passato e aprire il loro diario dei ricordi legati al mare. “Quando penso al mare penso a mia madre. Lei si è trasferita in provincia di Rimini, lasciandomi solo – confessa Luca – Non mi ha detto il perché si sia trasferita e per questo sono abbastanza arrabbiato con lei. Ma il mare mi riporta alla mente anche i giochi e gli aperitivi con gli amici”. “Io sono nata in Sicilia. Per me il mare sono due donne che inventano una nuova realtà rispetto a quella che stai vivendo: la Fata Morgana e la lupa – racconta Angela, una tutor della radio – Sono due fenomeni rari ma quando si verificano tutti i bambini sognano e gli adulti si spaventano”. Un altro tutor, Alarico, torna bambino e ripensa a quella notte d’estate del 1982 quando l’Italia si aggiudicò la coppa del mondo battendo la Germania. “Ero al mare con i miei genitori e camminavo per strada fiero e felice, prendendomi gioco dei tedeschi”. Vincenzo, Vanes, Claudio, Lorenzo, Morena e la tutor AnnaRosa ci aprono le porte su frammenti del loro passato al mare, accompagnando i ricordi con alcune canzoni scelte da loro. Lo psicodiario dei ricordi si chiude con Cristina Lasagni, direttrice della radio, che legge il diario di Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, che svela il rapporto del celebre psicanalista con l’acqua. Per Jung l’acqua e’ metafora dell’inconscio umano, con i suo abissi abitati da mostri, sirene e perle preziose. “Chi guarda nello specchio dell’acqua – scrive Jung – vede, per prima cosa, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso”.

 
 
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