Il dibattito sul Daspo a Milano

Il Comune di Milano ha modificato il regolamento di polizia urbana estendendo le zone in cui potranno essere fatti allontanamenti e Daspo urbani.

Per la prima volta la maggioranza di centro sinistra che regge la giunta Sala si è divisa e in consiglio comunale il gruppo di Milano Progressista, insieme al gruppo d’opposizione Milano in Comune, ha votato contro il provvedimento. La scelta di ampliare il Daspo urbano ha provocato un dibattito in città, soprattutto a sinistra, sui temi del decoro, della sicurezza, dell’integrazione, anche in vista delle elezioni comunali del 2021.

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L’errore del Daspo a Milano

La destra vuole riprendersi Milano, città che in questi anni è diventata un faro nel panorama spesso desolante della politica italiana. Vuole riprendersela per spegnere il più importante esempio di alternativa laica e progressista all’egemonia salviniana. Punterà tutto sulle paure delle persone, come al solito. E oggi festeggia perché per la prima volta, da quando Pisapia vinse le elezioni comunali nel 2011, l’unità del centrosinistra che governa Milano è intaccata. Per la prima volta dal 2011, si vede una incrinatura nella solidità del cosiddetto “modello Milano” sul tema del Daspo urbano.

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Capitana, oh mia capitana

La disobbedienza civile. “Quando dunque io rifiuto di obbedire a una legge ingiusta, non nego affatto alla maggioranza il diritto di comandare: soltanto mi appello non più alla sovranità del popolo, ma a quella del genere umano.” Così Alexis de Tocqueville, uno dei padri della democrazia. E s’intende subito perché i populisti odino letteralmente chi pratica la disobbedienza civile, essendo che non possono darsi al loro sport preferito, salire e galoppare a cavallo del popolo. Ma se il popolo glielo togli da sotto ecco che finiscono col culo per terra. Come è successo a Salvini nel confronto con Carola Rackete comandante della Sea Watch3.

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La grande fiction

Dopo le parole di ieri tra Salvini e Di Maio, se la politica fosse ancora quella di una volta, ci sarebbe stata una soluzione e una soltanto: crisi di governo e nuove elezioni.

Se la politica fosse ancora quella di una volta.

Questo governo è il governo dei social media manager. Lo abbiamo già detto in passato, quando scene simili si erano già manifestate. [Read more…]

Alleva la speranza

A Norcia c’è Arianna che sogna di aprire un agrinido; c’è Alba a Pieve Torina ( provincia di Macerata) che avrebbe bisogno di una recinzione anti-lupi per proteggere le sue capre. C’è Fabio a Santa Giusta di Amatrice che vorrebbe affiancare all’allevamento una struttura in grado di attirare di nuovo i turisti; e ancora c’è Teresa, nel teramano, che ha bisogno di una mungitrice mobile per le sue capre, per rendere meno faticoso il lavoro che da oltre due anni ormai viene fatto a mano dai suoi figli. [Read more…]

Addio ad Andrea Camilleri

Nella giornata del 17 luglio varie voci del mondo della cultura hanno ricordato Andrea Camilleri ai microfoni di Radio Popolare.

“Se ne va un gigante, dal punto di vista della letteratura, perché è lo scrittore italiano più conosciuto nel mondo, ma anche perché era un grande italiano. Camilleri era anche un uomo straordinario, non solo un grande scrittore, e non sempre le due cose coincidono. Lo ricordiamo per questo e ci mancherà molto. In tutti gli anni in cui ha dato voce alla sua letteratura, ha portato avanti anche un’idea di letteratura, unita a un forte sentimento civile che ne ha fatto un simbolo. È stato lo scrittore che ha accompagnato, commentando e dando forza alla ribellione, gli anni bui dell’Italia, dal governo Berlusconi a oggi.” [Read more…]

Processo Condor, giustizia per i desaparecidos

Non è mai troppo tardi perché a questo mondo venga fatta giustizia.

Ci riferiamo al processo clamorosamente concluso in Italia sull’Operazione Condor: quel fatale sistema repressivo ideato negli anni ’70 dal presidente degli Stati Uniti Richard Nixon e dal suo segretario di stato Henry Kissinger che, con il coordinamento della CIA, aveva organizzato i servizi di sicurezza delle dittature del Sudamerica per catturare, torturare ed eliminare fisicamente gli oppositori politici in quei paesi. [Read more…]

Belgio, dove i comunisti vincono le elezioni

Il Partito del Lavoro del Belgio, o PTB, esiste dagli anni 60 ed è nato come partito maoista. Ancora oggi, la dottrina marxista sulla produzione della ricchezza è alla base della sua azione politica.  Alice Bernard, capogruppo del PTB al parlamento federale, lo rivendica pienamente:

“Ovviamente siamo nel 21esimo secolo e non siamo organizzati come 100 o 150 anni fa. È per questo che ci definiamo come un partito del nostro tempo. Un partito marxista moderno, un partito comunista del 21esimo secolo”. [Read more…]

Il festival nazista rimasto senza birra

Magliette con scritte come “Adolfo era il migliore”, “Germania a noi tedeschi”, “Razzista”. Tatuaggi con, tra gli altri teschi, croci celtiche, il numero 88 (traduzione dell’acronimo di “Heil Hitler”) – oppure coperti da vistosi cerotti o bende. Ai cancelli grandi drappi con le parole: “Fratellanza Ariana”.  [Read more…]

Istanbul, alle elezioni-bis vince la democrazia

Con queste elezioni bis a Istanbul tutta la Turchia si trovava a un bivio: quello di un  ulteriore deriva dittatoriale o di una tenuta democratica. Per ammissione dello stesso Erdoğan, ha vinto la democrazia. Non era affatto scontato. Il cedimento dello YSK, la  Suprema Corte Elettorale alle pressioni dell’AKP, l’esiguo margine di vantaggio detenuto dall’opposizione, la determinazione di Erdoğan a non perdere Istanbul ad ogni costo configuravano una missione impossibile. [Read more…]