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Pubblica di martedì 03/02/2026
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Pubblica di martedì 03/02/2026
A CURA DI:

Raffaele Liguori

pubblica@radiopopolare.it

Tre settimane fa il governo ha approvato un disegno di legge delega con il quale vuole riscrivere alcune importanti regole del Sistema sanitario nazionale (Ssn). A quasi cinquant’anni dal varo dello storica legge sul Ssn del 1978, oggi la destra al governo e in parlamento si appresta a dare un colpo alla sanità in Italia. Di cosa si tratta? Pubblica ha ospitato Rosy Bindi, l’ex ministra della salute, già presidente della Commissione antimafia e del Pd, parlamentare. «Stiamo parlando sicuramente di un intervento apparentemente settoriale, ma volto ad incidere in maniera profonda e sicuramente distorsiva dell'impianto del nostro Ssn. Credo che nessun governo, anche il governo più liberista, più di destra del mondo, avrebbe il coraggio di dire agli italiani: non vi daremo più un servizio universalistico, finanziato attraverso la fiscalità generale. Secondo loro – conclude Bindi – questo sistema non è più sostenibile e allora lo stanno smontando pezzo a pezzo». Ma per l’ex ministra della salute c’è un ulteriore e importante obiettivo da persguire: «l'obiettivo principale di questo disegno di legge delega – dice Rosy Bindi - è di portare sotto la responsabilità del ministro i grandi ospedali di eccellenza in tutto il paese. Significa che il Niguarda o il Policlinico o gli IRCCS, l'Istituto dei Tumori o alcune strutture di sanità religiosa andranno sotto la responsabilità del ministro. Mentre questo governo continua a praticare l'autonomia differenziata, si vedano le leggi presentate dalla regione Veneto, al tempo stesso – fa notare l’ex ministra - si accentrano i gioielli di famiglia sotto la responsabilità del ministero della salute. Ministero che scorporerà i finanziamenti dal fondo sanitario che serviranno a finanziare e a governare i gioielli di famiglia».
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