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Pubblica di lunedì 02/02/2026
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Pubblica di lunedì 02/02/2026
A CURA DI:

Raffaele Liguori

pubblica@radiopopolare.it

Meloni usa la piazza violenta di Torino per attaccare anche i magistrati. «Basta lassismo», dice la presidente del consiglio. «Si indaghi per tentato omicidio», suggerisce Meloni irritualmente ai pm che indagano sul poliziotto aggredito. A Pubblica Silvia Albano, magistrata, presidente di Magistratura Democratica. Ospite anche la costituzionalista Roberta Calvano che è intervenuta sul referendum del 22-23 marzo e sulle dichiarazioni di sabato scorso (31 gennaio) della PG di Milano, Francesca Nanni, quando ha definito la riforma Meloni-Nordio «punitiva» dei magistrati. Cosa dice la riforma della destra? La parte centrale del progetto costituzionale riguarda l’organizzazione della magistratura: i due CSM (requirenti e giudicanti) e l’Alta Corte disciplinare. Le modalità di composizione di questi organismi sono decisivi per capire chi conta di più nella visione meloniana: i togati (magistrati) oppure i cosiddetti laici (avvocati e professori di diritto indicati in ultima istanza dal parlamento)? Rispetto alla situazione attuale, ai magistrati viene scippato con il progetto Meloni-Nordio – e attraverso il sorteggio - il potere di eleggere i propri rappresentanti nei due CSM. I togati, dunque, contano meno. E i laici? Anch’essi sorteggiano i loro rappresentanti. Sembrerebbe, dunque, una perdita di peso politico rispetto alla situazione attuale. Ma qui c’è un «trucco». I laici vengono sì sorteggiati, ma da un elenco compilato dal parlamento. Semplificando un po’: con la legge Meloni-Nordio negli organismi di autogoverno i magistrati perdono potere, mentre la politica lo conserva.
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