Memos
liguori
31 maggio 2016
L’Europa e i profughi, tra paura e nuovo razzismo. Intervista con Marco Aime.

L’antropologo Marco Aime, dell’Università di Genova, è stato ospite oggi a Memos. L’urgenza di decidere sull’accoglienza dei profughi e i freni della paura e del nuovo razzismo. Culto delle radici e delle tradizioni fomentano un nuovo richiamo alla purezza etnica. “Contro il razzismo” (Einaudi, 2016) è il titolo di un libro curato dal professor Aime e scritto con il contributo anche di altri autori.

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GLI ULTIMI PODCAST
03 aprile 2019
 
Memos di mer 03/04

La politica trasformata dall’ansia da social network. Una vera e propria mutazione dell’era digitale rispetto al mondo analogico. Un’epoca in cui la democrazia è sempre più insidiata dalle tecnologie digitali: la profilazione dell’elettore da parte di algoritmi sofisticati ha raggiunto dimensioni da grande fratello. Memos ne ha parlato con Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica all’Università Statale di Milano. “La tecnologia per il potere” (Raffaello Cortina, 2019) è il titolo del suo ultimo libro. Chiude la puntata la giornalista e saggista Paola Natalicchio con un messaggio sull’unione civile tra le due militari della Marina Rosi e Lorella e il “carnevale nero” delle giornate di Verona del World Family Congress.

02 aprile 2019
 
Memos di mar 02/04

Intercettati, sorvegliati, spiati, profilati. Sembra il destino obbligato della vita digitale di ciascuno di noi. Eppure questo corso normale degli eventi può essere fermato, la vita digitale può essere resa libera. Cosa racconta l’ultimo caso giudiziario di intercettazioni illegali e sospetti dossieraggi contro le vittime di queste intrusioni digitali? A Memos l’avvocato Emanuele Florindi, esperto di diritto informatico. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”. Il messaggio parte da un ricordo delle vittime della strage di Pizzolungo (TP) il 2 aprile 1985, l’attentato mafioso contro il giudice Carlo Palermo in cui morirono una giovane madre, Barbara Rizzo, e i suoi due figli Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli di sei anni.

29 marzo 2019
 
Democrazie in Europa (1)

Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un viaggio di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczyński e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali…L’alleanza di Visegrad (fondata nel febbraio 1991) fu allora decisiva per l’integrazione europea, per l’unione tra est e ovest, quanto oggi sembra esserlo per la dis-integrazione e per la dis-unione del continente. Le prossime elezioni europee, con la sfida nazionalista e xenofoba lanciata dai paesi di Visigrad, diranno quanto è profonda la minaccia alla democrazia europea. Memos da oggi inizia un ciclo di puntate dedicato: 1) ad un anniversario importante (la dissoluzione della Cortina di ferro nella primavera-estate del 1989) e 2) alle elezioni europee del 26 maggio. Tutti i venerdì da oggi e fino al 17 maggio Memos ospiterà – nelle prime quattro puntate – il racconto di storici, studiosi, giornalisti su quanto successo trent’anni fa lungo la Cortina di ferro, tra Ungheria Polonia e l’allora Germania Est. Nelle rimanenti quattro puntate, da venerdì 26 aprile, ci occuperemo della campagna elettorale europea, con un’attenzione particolare ai temi dei diritti e della democrazia.

28 marzo 2019
 
Memos di gio 28/03

Quindici proposte di azione contro le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Il Forum Disuguaglianze e Diversità di Roma le ha elaborate in un lavoro di indagine e ascolto durato due anni (https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/proposte-per-la-giustizia-sociale/). Le disuguaglianze vanno colpite non solo quando si verificano dividendo le persone, ma anche quando discriminano tra i territori, sostiene il Forum. Le proposte, che sono una sfida per ogni governo – e ancora di più per ogni forza politica di sinistra – vogliono curare alla radice le lacerazioni prodotte dalle disuguaglianze, andando a mettere le mani nei meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: “il cambiamento tecnologico, la relazione fra lavoratori e lavoratrici e chi controlla le imprese, il passaggio generazionale della ricchezza stessa”. Memos ha ospitato l’economista Elena Granaglia, tra le fondatrici del Forum, e la sociologa Chiara Saraceno. Chiude la puntata di oggi il messaggio del vicedirettore della rivista Il Mulino, Bruno Simili.

27 marzo 2019
 
Memos di mer 27/03

Debito+recessione=austerità? E’ la terribile equazione della crisi. Il debito pubblico, in rapporto al Pil, sta crescendo ancora: siamo arrivati al 132,1%, secondo l’ultimo consuntivo dell’Istat riferito al 2018. L’economia italiana è in recessione, ha confermato l’istituto di statistica ai primi di marzo. A fronte di questa situazione si preparano a tornare le politiche di austerità? Memos ha messo a confronto due economisti: Carlo Favero, dell’Università Bocconi (autore con A.Alesina e F.Giavazzi di “Austerità”, Rizzoli 2019) e Emiliano Brancaccio, docente all’Università del Sannio (“L’austerità è di destra”, Saggiatore 2012). L’austerità è la cura di una malattia (l’alto debito pubblico) generata dall’irresponsabilità dei governi nella gestione della finanza pubblica, sostiene Favero. Per Brancaccio, invece, le “irresponsabilità politiche” non spiegano tutto. Esistono altre due variabili che possono suggerire una narrazione diversa sul debito pubblico. Si tratta, sostiene Brancaccio, dell’andamento dei tassi di interesse e dei tassi di crescita dell’economia. Se i tassi di interesse restano sistematicamente superiori ai tassi di crescita dell’economia, allora le politiche di rigore non servono a contenere il debito pubblico. In altre parole, l’austerità si rivelerà – secondo il professor Brancaccio – “inefficace o controproducente”. Nel corso della puntata Favero e Brancaccio si sono confrontati anche sulle tesi contenute nel saggio dell’economista dell’università del Sannio “Il discorso del potere” (Saggiatore, 2019). A Memos chiude la puntata di oggi Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’Università di Bari: elezioni europee, i candidati del centrosinistra sapranno coprire il territorio?

26 marzo 2019
 
Memos di mar 26/03

Salvini e i lati oscuri della Lega: dai conti truccati allo sbarco del partito al Sud, dalla passione per l’estrema destra alla ricerca di un posto alla corte russa di Putin. A Memos Stefano Vergine, giornalista freelance, autore insieme a Giovanni Tizian de’ “Il libro nero della Lega” (Laterza, 2019). Chiude la puntata il messaggio di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio lavoro della Cgil di Milano.

22 marzo 2019
 
Lezioni di antimafia: Sabrina Natali e Nando dalla Chiesa

Decimo e ultimo incontro del ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «Giornalismo e mafia. La forza della libertà di stampa». La lezione è stata tenuta da Sabrina Natali, attivista nel movimento delle agende rosse; impiegata grafica a Sassuolo. Sabrina Natali è autrice di un’importante opera di documentazione sul processo Aemilia, il processo che ha svelato la presenza della ‘ndrangheta in Emilia. Sabrina Natali ha trascritto il contenuto del dibattimento processuale e lo ha pubblicato sul sito processoaemilia.com. Insieme a lei sul palco dell’auditorium anche il professor Nando dalla Chiesa, presidente della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”. La lezione si è svolta il 15 marzo 2019.

21 marzo 2019
 
Memos di gio 21/03

“Chi è fascista”. E’ il titolo dell’ultimo libro (esce tra una settimana per Laterza) del professor Emilio Gentile, storico di fama internazionale, studioso del fascismo italiano. «…è fascista – scrive il professor Gentile – chi si considera erede del fascismo storico, pensa e agisce secondo le idee e i metodi del fascismo storico, milita in organizzazioni che si richiamano al fascismo storico…Inoltre è fascista chiunque ostenta idee, linguaggi, simboli, gesti che erano tipici del fascismo italiano». Emilio Gentile non ritiene che oggi il fascismo stia tornando. La sua è più una posizione scientifica che politica, tende a far emergere di più l’importanza dei riferimenti storici che non delle posizioni politiche. Ospite di Memos anche Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano. Sabato 23 marzo, alle 9:30, ci sarà la manifestazione antifascista al Cimitero Monumentale di Milano per protesta contro le iniziative dei gruppi neofascisti nella giornata del centenario della fondazione dei Fasci di combattimento, l’origine del fascismo italiano.

20 marzo 2019
 
Memos di mer 20/03

Tra due mesi, a fine maggio, le elezioni europee. Le prime elezioni politiche continentali, dopo 40 anni. Infatti, dopo il primo voto nel 1979, e per i decenni successivi, l’elezione degli europarlamentari è stata soprattutto una questione nazionale, interna ai singoli stati. Oggi, invece, il voto di fine maggio contiene sfide europee: come si modificheranno gli equilibri politici? Che fine farà il bipolarismo compromissorio popolare-socialisti? Le destre nazionaliste e xenofobe diventeranno il nuovo decisivo polo della politica europea? La lunga vigilia elettorale è caratterizzata da alcuni fatti che rischiano di indebolire l’Europa: la vicenda Brexit, le pressioni dell’amministrazione Trump, la Cina e la sua ricerca di relazioni con i singoli stati dell’Unione (vedi il caso Italia-Cina). Memos ne ha parlato con Luigi Bonanate, professore emerito all’università di Torino dove ha insegnato Relazioni internazionali. Chiude la puntata di oggi Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, con il suo messaggio dedicato alla vicenda della Mare Jonio a Lampadusa e al decreto cosiddetto “sblocca-cantieri”.

19 marzo 2019
 
Memos di mar 19/03

Quante saranno le liste di sinistra alle prossime elezioni europee? C’è chi, come Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano, ne ha contate otto. Ma mancano ancora diverse settimane prima della scadenza dei termini per la loro presentazione e quel numero potrebbe ridursi. «E’ chiaro che la nostra base, la comunità che sta fuori dal Pd, si aspetta una proposta meno frammentata», racconta a Memos Paola Natalicchio, giornalista e saggista, facendo riferimento ai contatti ancora in corso per tenere insieme da un lato Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista con Italia in comune-Verdi-Possibile. A Memos ospite anche Giuseppe Provenzano, vice direttore di Svimez, già membro della direzione del Pd: «Il partito democratico con Zingaretti – dice Provenzano – si è ricollocato senza ambiguità nel campo del centrosinistra». Provenzano è autore di “La Sinistra e la scintilla” (Donzelli, 2019). Chiude la puntata Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”, con il suo messaggio dedicato al nuovo filone di indagine aperto dalla procura di Reggio Calabria sull’omicidio del giudice Scopelliti nell’agosto del 1991.

15 marzo 2019
 
Lezioni di antimafia: Baldessarro e Campesi

Nono incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «Calabria, le inchieste difficili e le querele temerarie come nuova forma di intimidazione mafiosa». La lezione è stata tenuta da Peppe Baldessarro (52 anni, giornalista di Repubblica, ex direttore di Narcomafie, coautore del Dizionario Enciclopedico delle Mafie; fino alla fine del 2014 è stato redattore del “Quotidiano della Calabria”, dove si è occupato di cronaca politica, nera e giudiziaria. ) e Claudio Campesi (26 anni, con la passione per le inchieste sulle organizzazioni mafiose. Abita a Brescia, ma ha vissuto gli ultimi tre anni nella Piana di Gioia Tauro dove ha curato reportage sul caporalato ‘ndranghetista a Rosarno, sulla prostituzione gestita dalle organizzazioni criminali nigeriane). La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 5 marzo 2019.

14 marzo 2019
 
Memos di gio 14/03

25 anni fa nasceva la Seconda Repubblica italiana. Le elezioni del 27 marzo 1994, la vittoria di Berlusconi, con Fini e Bossi, e la sconfitta di Occhetto. La Prima Repubblica viene archiviata con l’inchiesta Mani Pulite e un biennio di stragi dal bilancio drammatico. A Capaci, via d’Amelio, via dei Georgofili, via Palestro vengono assassinati dalla mafia Falcone e sua moglie, il giudice Borsellino, gli agenti delle scorte, comuni cittadini a Firenze e a Milano. Che cosa hanno rappresentato le elezioni del 27 marzo ‘94? Cosa ci portiamo ancora dietro in eredità di quella svolta, o rivoluzione? A Memos ospite la giornalista e saggista Ida Dominijanni (autrice di «Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi», Ediesse 2014) e la politologa Nadia Urbinati («La seconda vera Repubblica», Raffaello Cortina, 2016). Chiude la puntata il messaggio nella bottiglia, oggi a cura di Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino.

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