Psicoradio
radazione2010
23 maggio 2017
Chi è fuori è fuori: Riflessioni su un documentario

La miseria, la disperazione, l’inattività, il vuoto morale e materiale della vita di ogni giorno in un istituto psichiatrico del passato. E’ questo il contenuto del documentario ”Chi è fuori è fuori“ realizzato nel 2003, nell’ex istituto psichiatrico di Budrio da Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio. Candido, Silvano e Marta hanno vissuto una gran parte della propria vita dentro gli istituti e grazie alla legge Basaglia sono tornati alla vita, hanno imparato un mestiere e hanno iniziato a vivere in autonomia in appartamenti. Con Cristina Lasagni sono tornati tra le mura dell’ultimo istituto, ormai abbandonato e in rovina, che li ha ospitati. Lì dentro hanno ricordato e raccontato la loro vita prima della riforma, rivedendosi in immagini di repertorio. Proprio partendo dalla visione di questo film la nostra redazione ha raccontato le proprie sensazioni di fronte alle immagini di una istituzione di provincia dove non accadeva niente di estremamente tragico, non c’erano torture, ma si viveva la terribile e logorante quotidianità di tutte le istituzioni totali, che svuotano e tolgono vita. Come sottolinea Luca, colpisce: “la nullafacenza di queste persone ricoverate in maniera eterna in manicomio, vederle tutte ammassate come animali pronti per il macello”.

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GLI ULTIMI PODCAST
13 febbraio 2019
 
psicoradio di mer 13/02

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06 febbraio 2019
 
“Niente su di me senza di me”

Il “Dialogo Aperto” approda in Italia..“Creare un dialogo coinvolgendo tutti coloro che soffrono, dal giovane che è sospettato di abusare di crack, al padre e alla madre, che muoiono per la preoccupazione che provano per il figlio”… ..Pazienti, familiari e operatori tutti insieme in un dialogo terapeutico con un solo obiettivo: il benessere degli utenti psichiatrici. Questa la rivoluzione dell’Open Dialogue, il metodo messo a punto nei primi anni 80 da Jakko Seikkula, psichiatra finlandese. Si tratta di una terapia psicologica all’insegna della trasparenza e del motto: “Niente su di me senza di me”; agli operatori non è permesso di parlare di un paziente, se non alla sua presenza; ogni decisione infatti viene condivisa durante le sedute collettive in presenza del paziente e dei suoi cari… ..Jakko Seikkula spiega che..“Il metodo è nato dall’unione di due idee: enfatizzare il ruolo del dialogo durante l’incontro terapeutico, e permettere alle famiglie e alle altre persone importanti coinvolte con il paziente di organizzare rapidamente il sistema di cura durante le crisi”.. ..Da poco il nuovo approccio terapeutico è giunto anche in Italia. Una sperimentazione, partita oltre un anno fa, che ha coinvolto sette Asl dal Nord al Sud della penisola: Torino capofila, Savona, Trieste, Roma 1 e 6, Modena e Catania… ..“Non si tratta di imparare qualcosa, ma di disimparare moltissimo”..Raffaella Pocobello è la ricercatrice del Cnr di Roma che si è occupata di seguire da vicino la prima ricerca che studia l’applicazione e i risultati del metodo del Dialogo Aperto in Italia. Psicoradio l’ha intervistata…Ma quali sono state le difficoltà principali nell’importare questo metodo, profondamente rivoluzionario, nel nostro Paese? Innanzitutto la poca disponibilità di personale, soprattutto se paragonato a quello finlandese; poi, la rigidità nell’organizzazione dei turni degli operatori. La ricerca sottolinea anche il problema degli spostamenti per assicurare interventi rapidi, che in grandi città come Roma sono molto diffcili…Il cuore dello studio – afferma la ricercatrice – si può riassumere nel fatto che gli operatori possano parlare del paziente solamente in sua presenza. Rispetto all’approccio attuale, in cui si parlava tra medici ed operatori dei “casi”, escludendo il paziente, la prospettiva è completamente ribaltata. Una novità che coinvolge e cambia profondamente anche gli operatori: “per esempio, non è più possibile utilizzare il gergo tecnico – prosegue la ricercatrice – bisogna invece mettersi in gioco in prima persona. Non si tratta di imparare qualcosa, ma di disimparare moltissimo. E di tornare umani”….. *Si ringrazia la redazione di radio Liberamente di Modena per l’intervista a Jakko Seikkula

30 gennaio 2019
 
Virgilio: ma che razza di uomini è questa?

“In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge…Ma che razza di uomini è questa?..Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra? ..Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto”…(Virgilio, Eneide, Libro I, 538-543)..Non c’è bisogno di dire quanto sia attuale il tema dell’immigrazione. Nella puntata che vi riproponiamo parliamo di chi raggiunge le nostre coste affrontando sofferenze e pericoli e, una volta arrivato, si trova a fare i conti con umiliazioni, anonimato, perdita dell’identità che aveva in patria. Quali sofferenze psichiche può produrre questo enorme cambiamento culturale? ..Psicoradio intervista Roberto Maisto e Maria Nolet, psichiatri dell’Ausl di Bologna che da tempo si occupano delle cure psichiche dei migranti, lavorando in equipe con antropologi, psichiatri, psichiatri e mediatori linguistico/culturali…“Curare persone che vengono da altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia” spiega lo psichiatra Roberto Maisto…Ma qual’è la differenza tra psichiatria transculturale ed etnopsichiatria? “Per psichiatria transculturale, dice la dottoressa Nolet, s’intende una psichiatria che deve approcciarsi alla cultura della persona che viene in cura; la cultura dell’altro può essere molto distante dalla nostra, quindi si deve fare attenzione per comprendere le motivazioni e il pensiero dell’altra persona. Invece l’etnopsichiatria e l’etnopsicologia prevedono che si utilizzino dispositivi specifici per curare le persone che provengono da un’altra cultura.” ..Per Roberto Maisto “Occorre innanzitutto fare insieme al migrante una sorta di analisi della situazione di qual è il disagio, cercare di capire qual è il problema: se è un ostacolo linguistico, sociale, culturale, psicopatologico”. Secondo Nolet, con le ultime ondate migratorie: “La sofferenza è spesso frutto dei traumi subiti durante il percorso; si tratta di qualcosa di molto diverso rispetto al semplice sradicamento che deriva da una immigrazione “tradizionale” più strutturata”.

23 gennaio 2019
 
Slegalo e ascoltalo

“Sono 26 su 220 i servizi psichiatrici ospedalieri italiani a contenzione zero. Questo significa che solo il 10% non lega”….Psicoradio torna a parlare di contenzione e lo fa con la psichiatra Giovanna del Giudice, autrice del libro “… E tu slegalo subito. Sulla contenzione in psichiatria” e tra i e i primi firmatari della lettera aperta sulla morte di Agostino Pipia, avvenuta, probabilmente per contenzione, lo scorso dicembre nel Servizio di Diagnosi e Cura (Spdc) di Cagliari, durante un trattamento sanitario obbligatorio…La lettera, indirizzata all’Assessore alla Salute della Regione Sardegna Luigi Arru e alla Ministra alla Salute Giulia Grillo, chiede di attuare immediati provvedimenti per l’abolizione della contenzione meccanica nei Servizi psichiatrici ospedalieri sardi e di ogni pratica “inumana e degradante” nei confronti delle persone con disturbo mentale. Sul sito www.slegalosubito.com è possibile aderire alla campagna nazionale “E tu slegalo subito” promossa dal Forum Salute Mentale…..La contenzione sarà il focus della diretta che andrà in onda mercoledì 30 gennaio alle 13 sulle frequenze di Radio Città del Capo, in cui continueremo a parlarne con la psichiatra Giovanna del Giudice. ..La puntata prosegue poi con le testimonianze di alcuni uditori di voce che la redazione ha raccolto qualche tempo fa alla conferenza “Lavorare creativamente con le voci ” svoltasi a Corropoli… “Non è sempre semplice convivere con il problema, potrebbe essere di aiuto tanta solidarietà e sensibilità”, spiega ai microfoni di Psicoradio Martino. In molti casi le prime voci che una persona sente sono molto negative e questo di solito spaventa ed impaurisce facendola sentire impotente, come ci racconta Daniele: “All’inizio pensavo fosse uno scherzo e ho avuto molta paura… poi la psicologa mi ha parlato del sentire le voci e da lì ho imparato pian piano a dialogarci”. Grazie al lavoro di gruppi di supporto in cui è possibile apprendere tecniche e modalità di dialogo con le voci (come ad esempio il metodo creato da Ron Coleman), gli uditori possono imparare a gestirle e renderle più familiari…Per approfondire Psicoradio ha intervistato il dott. Marcello Macario, presidente della “Rete Italiana Noi e le Voci” e psichiatra al Dipartimento di Salute Mentale di Savona.

16 gennaio 2019
 
Ron Coleman: scolpire le voci

“ Penso che sentire le voci sia qualcosa di normale […] in realtà potremo dire che questa è una normale declinazione dell’esperienza umana”…“Un tempo si pensava che chi era mancino aveva un disturbo psichico; oggi non è più così. In futuro succederà anche con le voci.” È Ron Coleman ad affermarlo: uditore di voci da moltissimi anni e dunque “esperto per esperienza”, porta la sua convivenza con le voci a conferenze in giro per il mondo. Ed è anche formatore in seminari nei quali insegna ad uditori e operatori un metodo per affrontare le voci…Nella nostra intervista, realizzata alla conferenza dal titolo ”Lavorare creativamente con le voci ”(a Corropoli, ottobre 2018), Ron Coleman ci espone il brillante metodo che ha ideato per riuscire a convivere con le voci senza che diventino invalidanti per chi le avverte. In pratica si tratta di riconoscere le voci udite dal soggetto, dando a ciascuna un nome e un volto per poterle comprendere, accettare e gestire…“Io non credo che le voci siano provocate da cause biologiche, ma dalle nostre esperienze – spiega Coleman – Quindi la maggior parte delle voci possono essere associate a cose che ci sono accadute; significa che le voci spesso sono associate a traumi negativi. E se noi non siamo consapevoli dei traumi non possiamo conoscere davvero le voci.” Il metodo per affrontare le voci messo a punto da Coleman è chiamato Sculpting, in italiano tradotto come “Scultura Umana”. Come spiega il suo inventore “scolpire le voci permette all’uditore di fare un passo al di fuori rispetto ad esse, e una volta guardate dall’esterno, capire quale sia il modo migliore per affrontarle”…Nella dimostrazione che Coleman, fa del suo metodo, si circonda di alcune persone, ciascuna delle quali incarna una delle sue voci; prima le voci parlano tutte insieme e il risultato è un caos angosciante; poi le fa parlare una ad una, e così diventa possibile un dialogo ed anche un contenimento. ..Grazie allo Sculpiting “possiamo imparare a gestire le voci in modo definitivo, per sempre!” afferma Coleman con sicurezza, aggiungendo però che questo suo metodo per alcune persone può non funzionare…..Emanuela Dova, uditrice , ci parla infine del conforto che ha ricevuto da gruppi fatti con altri uditori di voci: “grazie ai gruppi di mutuo aiuto ho imparato a controllarle, ad andarci d’accordo e a convivere con loro”.

09 gennaio 2019
 
Diagnosi precoce

In questa puntata parliamo di esordi psicotici e di quanto sia importante intervenire subito quando si manifestano i sintomi. Lo facciamo con la dottoressa Caterina Bruschi, referente dipartimentale del percorso regionale “Esordi Psicotici” dell’AUSL di Bologna, ed inoltre con diverse testimonianze dirette e pareri dei redattori di Psicoradio.

12 dicembre 2018
 
CSM24: una porta aperta

Forse non tutti sanno che cos’è un CSM. E in cosa si differenzia da un CSM 24? Psicoredattori e psicotutor si sono dilettati a risolvere questo rompicapo: “Per me il CSM è il Consiglio Superiore della Magistratura”, “Consorzio Salumi Municipali”, “Come Sopra ma Meglio”, “Comitato Sulle Mulattiere” e così via. Scherzi a parte, queste sono le risposte bizzarre e fantasiose che hanno ipotizzato i redattori di Psicoradio, ma che cos’è davvero il CSM? È l’acronimo di Centro di Salute Mentale, primo luogo di riferimento sul territorio per chi soffre di un disagio psichico. Nei CSM lavorano medici psichiatri, infermieri, psicologi, educatori, assistenti sociali e di recente in alcuni servizi si sta facendo strada la figura degli “Esp”, i cosiddetti “esperti per esperienza” ovvero persone che soffrono o hanno sofferto di un disagio psichico e che grazie alla loro esperienza diretta supportano gli altri utenti…I Centri di Salute Mentale sono regolati da leggi regionali, quindi giorni ed orari di apertura variano sensibilmente da regione a regione e da città a città…In alcuni territori si stanno sperimentando i cosiddetti CSM 24 ovvero servizi aperti ventiquattro ore su ventiquattro. “La prima caratteristica del CSM 24 è la porta aperta”, dice Cristina Brandolin, infermiera in uno di questi centri a Trieste. E, circa le differenze tra i CSM 24 e le strutture residenziali, spiega: “Sono completamente diversi, perché mentre nelle residenze sono i pazienti a doversi adeguare a regole e tempi della struttura, nei CSM 24 le attività sono modulate sulle esigenze dei pazienti che non vengono sradicati dalla loro quotidianità”…I redattori di Psicoradio si sono poi interrogati sul senso e utilità del CSM 24 nel corso di una tavola rotonda in cui emergono le riflessioni di chi i centri di salute mentale li frequenta da anni…Infine segnaliamo un appuntamento: il 13 e il 14 dicembre, alle Officine Garibaldi di Pisa, ci sarà un incontro dal titolo “Tracce sonore, dieci anni di storia di Collegamenti”. Radio Collegamenti, che insieme a Psicoradio e a molte altre radio della salute mentale fa parte del network Larghe vedute, festeggerà i 10 anni di attività. L’evento è gratuito, ma è necessario registrarsi all’indirizzo mail: lorella.raneri@uslnordovest.toscana.it

05 dicembre 2018
 
Chi ha paura dell’inchiostro nero?

Partire dal colore nero per rappresentare il variopinto mondo del jazz, superare la paura dell’oscurità attraverso un laboratorio che unisce musica e disegno. L’edizione 2018 del Bologna Jazz Festival, quest’anno ha coinvolto otto ragazzi con disagio psichico della cooperativa sociale Bologna Integrazione onlus che fa parte dell’Anfass (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale)…Nell’ambito del progetto Jazz segni di libertà, un gruppo di disegnatori, coordinati da Andrea Bruno, noto artista illustratore, ha realizzato diversi disegni, usati per ravvivare gli interni e gli esterni di linee di autobus ogni giorno diverse, trasformate quindi in vere e proprie gallerie d’arte viaggianti, e alcune bacheche del centro della città di Bologna. “Sin dagli anni ’30 alcuni musicisti, per il loro anticonformismo e la loro capacità di andare oltre le righe, sono stati individuati come persone folli”, ha raccontato ai nostri microfoni Vanni Masala, responsabile del progetto, sottolineando come il jazz e la musica siano legati al “mondo della follia”. “Basti pensare a Charlie Parker, che entrava e usciva dal manicomio, e poi anche Scott Joplin, Bud Powell, sino a Luca Flores”…“Inizialmente avevo paura perché dovevo stare concentrato, pienamente concentrato, sul pezzo!”, “Dipingere richiede allenamento e tecnica (…) Con la china puoi dipingere anche da solo (…) Può essere divertente, ma è anche faticoso”, ci hanno raccontato Fabio, Mattia, Salvatore, Stefano e Daniele, cinque degli otto artisti che abbiamo intervistato. “E’stata tanta la soddisfazione di vedere i nostri lavori circolare sugli autobus e ora proseguiremo le nostre attività artistiche”…In chiusura Psicoradio vi riserva una chicca: artisti e redattori improvvisano in un gioco di libere associazioni di parole: pennellate di colore in una puntata che è anche una tela radiofonica.

28 novembre 2018
 
Dove sono finiti i sogni di Basaglia?

Una mappa fotografica dell’Italia a 40 anni dalla chiusura dei manicomi..“La foto che mi ha colpito di più è quella di Cecilia, un taglio sui suoi occhi che guardano verso l’alto. E’ un’ immagine che mi dà una grande speranza”. Alessio Coser, fotografo, e Jacopo Tomasi, giornalista, hanno raccontato ai microfoni di Psicoradio il loro percorso lungo la penisola visitando i luoghi della salute mentale. Un viaggio da nord a sud, da Trento a Palermo, diventato una mostra fotografica: “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?” è un’ esposizione itinerante che dopo le tappe di Trento e Torino approderà a Bologna, da “Senape Vivaio Urbano”dal 30 novembre al 7 dicembre…Cecilia è una delle protagoniste della mostra. Da giovane ha vissuto il dramma del manicomio, oggi ha settant’anni e vive in un appartamento a Cagliari. Merito della legge 180 che quarant’anni fa ha portato alla chiusura dei manicomi, anche se il panorama della cura oggi è ancora frammentario, “con realtà che viaggiano a velocità diverse – raccontano gli autori – Da un lato realtà modello come Trento, con utenti e familiari esperti che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia mentale e collaborano con i medici, dall’altro situazioni più critiche, come quella di Palermo, dove mancano attività di integrazione sociale”…Psicoappuntamenti:..“Ultimi sguardi su un presente passato”..Il fenomeno del Tarantismo nel Sud Italia, i rituali del lutto con le “prefiche” che piangevano a pagamento e quelli coreutici per scacciare la taranta raccontati attraverso alcuni documentari ispirati al lavoro antropologico di Ernesto De Martino. Continuano gli incontri di Officina Mentis a Bologna, appuntamento lunedì 3 dicembre al Circolo Costarena, via Azzo Gardino 48, con “Ultimi sguardi su un presente passato. I documentari degli anni 50 e 60 ispirati agli studi di De Martino”. Ne parlerà Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio e docente di Cinema documentario all’università della Svizzera italiana…”Alda Merini una voce nelle macerie”..Ispirato al volume della poetessa milanese “L’altra verità, diario di una diversa”, lo spettacolo “Alda Merini, una voce nelle macerie” del regista Roberto Benatti andrà in scena giovedì 29 novembre alle 21 al teatro Meloncello di Bologna, organizzato dall’Istituto Minguzzi in collaborazione con il Centro delle donne di Bologna…“A teatro. In compagnia”..A cosa serve fare teatro per chi ha problemi di salute mentale? E’ utile? Può cambiare le sorti del paziente? A questa domande risponde il libro “ A teatro. In compagnia” che verrà presentato sabato 1 dicembre alle 18, 00 all’Arena del Sole di Bologna. Interverranno Claudio Longhi direttore della fondazione Emilia Romagna Teatro, Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna.

21 novembre 2018
 
Una giornata nella REMS di Parma

Cineforum, corso di cucina, ginnastica, giardinaggio e shiatsu. Queste sono solo alcune delle attività che si svolgono ogni giorno nella REMS di Casale di Mezzani in provincia di Parma, che dal 2015 è una delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza dell’Emilia-Romagna, insieme a quella di Bologna. Le REMS sono le strutture che hanno sostituito gli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Insieme al nome è cambiato anche il trattamento degli autori di reato con disagio psichico che scontano in questi luoghi la loro pena. La strada è quella del reinserimento sociale dei pazienti…..“I residenti non possono più stare un tempo indefinito in un luogo di custodia, come accadeva negli OPG” racconta Giuseppina Paulillo, responsabile della struttura di Parma. I tempi di permanenza nelle REMS, possono variare dai 2 ai 10 anni, in funzione della pena applicata dal giudice. La media di permanenza a Parma è di circa un anno…..Psicoradio vi racconta una giornata tipo all’interno di questa struttura, che è il riadattamento di una vecchia scuola di paese, dotata di una sala comune per la colazione e le attività. Le misure di sicurezza sono ridotte alla presenza esterna di una guardia giurata e ad alcuni dispositivi che permettono di mettersi in contatto veloce e diretto con le forze dell’ordine in tempo reale, in caso di necessità. Nonostante questo, dal 2015 ci sono stati solamente tre allontanamenti: in tutti e tre i casi, nessuno ha commesso reati e, come sottolinea la dott.ssa Paulillo “nessuno aveva intenzione di reiterare il reato”…..Per finire gli Psicoappuntamenti di questa settimana a Bologna….Psichiatria Sessantotto….Partiamo dall’incontro organizzato dall’Istituto Minguzzi a palazzo D’Accursio alle 16 e 30: «La volontà di cambiare: crisi del modello psichiatrico, sperimentazione, territorio e Istituzioni» durante il quale interverranno il giornalista Maurizio Torrealta, Bruna Zani dell’Istituzione Minguzzi, Flavia Franzoni, esperta di organizzazioni sociali e lo psichiatra Giovanni De Plato. Durante l’appuntamento le letture da documenti originali saranno a cura dei Teatri Arte e Salute – Testoni Ragazzi…..L’Anpi per i 40 anni della legge Basaglia….Sempre giovedì ma alle 17 e 30 al Costa-Arena in via Azzo Gardino 48, torna la rassegna “A quarant’anni dalla legge Basaglia” organizzata in collaborazione con l’Anpi. Questa volta l’incontro sarà dedicato alla presentazione del libro «Sant’Isaia 90: cent’anni di follia a Bologna» di Elisa Montanari che dialogherà con il giornalista Luca Sancini….. ….Storie di manicomio….Il manicomio nelle pagine del libro scritto da Cinzia Migani con il contributo di Ferruccio Giacanelli dal titolo «Memorie di trasformazione. Storie di trasformazione» che verrà presentato venerdì 23 novembre alle 17 presso la biblioteca Minguzzi di via Sant’Isaia, 90.

14 novembre 2018
 
Un brano per raccontarci

L’ultimo mercoledì di ogni mese Psicoradio va in onda in diretta su Radio Città del Capo di Bologna, scegliendo ogni volta un tema differente. Per inaugurare questa nuova stagione di puntate speciali dal vivo, una buona fetta dei redattori ha scelto di presentarsi agli ascoltatori attraverso un brano musicale che li rappresenta…Questa settimana proponiamo a tutte le altre radio in cui Psicoradio va in onda sul territorio nazionale la registrazione di ciò che è andato in onda. Qualcuno ha scelto un brano italiano, altri hanno portato un brano di autori stranieri ed altri ancora, come Piero, hanno invece voluto presentare delle produzioni proprie:..“Un anno fa, proprio il giorno prima di entrare a Psicoradio, ho pubblicato su internet il mio primo demo di musica ambient, riuscendo dopo un lungo percorso ad oltrepassare l’ansia e la paura di espormi come artista che ho avuto per tanto tempo.”..Isaac invece ha proposto agli ascoltatori un pezzo di Jean Michel Jarre, “Oxygène part 4”, che lo ha avvicinato al mondo della musica elettronica: “E’ un pezzo molto particolare, perché lui è stato uno dei pionieri della musica elettronica e ancora oggi mi stupisce e riesce a darmi emozioni che nessun altro pezzo riesce a darmi”…Lorenzo ha scelto invece qualcosa di completamente diverso rispetto agli altri, privilegiando la sua passione calcistica che l’ha portato ad amare il Bologna Calcio: la sua scelta è caduta su “Bologna Campione” di Dino Sarti. Per sentire che cosa hanno scelto gli altri redattori, non dovete far altro che ascoltare questa puntata…Per la rubrica psicoappuntamenti: fino al 18 novembre è possibile visitare a Como la mostra fotografica curata da Gin Angri, Donne cancellate, che raccoglie diari, lettere e relazioni mediche delle donne che sono state ricoverate tra il 1882 e il 1948 nel manicomio San Martino di Como. Queste donne erano tutte accomunate dal fatto di essere considerate “devianti”. Il progetto è a cura dell’associazione Oltre il Giardino.

07 novembre 2018
 
Non dimenticate il preservativo!

Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite ? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’?..Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato. E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna…“Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”…L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ” è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa D’Antuono…E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie..Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psicoradio chiude la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti… E’ l’amore che è essenziale….E’ l’amore che è essenziale…Il sesso è solo un accidente…Può essere uguale..o differente…L’uomo non è un animale..è una carne intelligente,..anche se a volte malata… Fernando Pessoa….Giura che mi terrai nuda e legata..per una notte intera, a luci spente;..che se mento sarò martorizzata..a mezzogiorno, irrevocabilmente…..Patrizia Valduga….E poi fate l’amore….E poi fate l’amore…Niente sesso, solo amore…E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,..sul collo, sulla pancia, sulla schiena,..i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,..e occhi dentro occhi.(…)….Alda Merini

 
 
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