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Si stringe il cerchio attorno a Salvini dentro la Lega

Salvini Lega ANSA

Se vogliamo capire la crisi di Salvini nella Lega, si deve andare in Friuli Venezia Giulia. Tra Salvini e il presidente della Regione, Fedriga, qualcosa è cambiato e non solo perché ieri Fedriga ha smentito in maniera fragorosa le ambiguità di Salvini sui vaccini affermando che nel partito non c’è spazio per i no vax.
La Lega in Friuli è in difficoltà, e le province orientali sono la spia di un problema che investe tutto il nord. Si vota a Trieste e tre giorni fa il comizio di Salvini in piazza ha visto sì tanta gente ma senza scaldare, mentre prima di lui era arrivata Giorgia Meloni e l’entusiasmo era stato ben maggiore.

Non sono solo i vaccini quindi, anche se amministrare una regione con uno dei tassi di vaccinazioni più basso in Italia, e che confina con due nazioni, Austria e Slovenia, dove le cose vanno pure peggio, è diverso che fare propaganda usando i social da Roma. Lunedì in piazza a Trieste c’erano 5mila no vax, quello è elettorato già perso, pensa il presidente della Regione, si deve puntare a vaccinare e a tutelare gli interessi economici della Regione. Cosa che Salvini, è il giudizio, non fa. La rottura è fragorosa perché Fedriga è sempre stato un fedelissimo del capo, con una intesa perfetta sul tema chiave, per la Lega, dell’immigrazione.

E poi c’è il Veneto, dove Zaia è alle prese con lo stesso problema di un numero di vaccinati troppo basso, e comunque i veneti la linea nazionalista della Lega di Salvini l’hanno sempre vista come un insulto. E sentimenti simili si agitano in Lombardia, basti chiedere all’ex bossiano Calderoli che Salvini l’ha sempre al massimo sopportato. Per non dire di Giorgetti che è di Varese, la madrepatria leghista, dove la Lega rischia di perdere le elezioni comunali per il secondo giro consecutivo contro il PD.

Giorgetti se ne frega del Sud, vuole un partito a trazione nordista su una linea autonomista e al tempo stesso europeista e le parole di Mandred Weber, il capogruppo del Partito Popolare Europeo che ha definito Salvini un inaffidabile, sicuramente gli bruciano.

Il cerchio attorno a Salvini si stringe. Se le elezioni, come è probabile, andranno male, con Fratelli d’Italia a incalzare se non superare la Lega, per lui la crisi si farà complicata. Anche perché in questi anni non ha cresciuto colonnelli all’altezza del compito. Dalla sua ha solo una certezza: nessuno dei suoi avversari interni ha l’interesse per guidare una Lega nazionale. Senza di lui, si tornerebbe allo schema della Lega partito del nord. Come ai tempi di Bossi. Ma senza un leader con quel carisma.

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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    Neil Young e l'appello ai giovani americani: "Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni."

    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

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