Trump e la fuga segreta da Ankara

Quando Donald Trump annunciò che avrebbe lasciato Ankara a bordo del vecchio Air Force One e non di quello nuovo, il 747 regalato dal Qatar, tutti pensarono che dietro il cambio di programma ci fossero ragioni di sicurezza. Il nuovo aereo non aveva tutti i sistema difensivi del vecchio, come poi un’inchiesta del New York Times avrebbe rivelato. Fino a oggi, tutti erano convinti che Trump fosse quindi a bordo del vecchio, sicuro Air Force One, anno 1990, nel volo che dalla Turchia arrivò alla base militare di Mildenhall in Gran Bretagna dove, come previsto, il presidente salì poi sul nuovo Air Force One per ritornare negli Stati Uniti. Ma non è andata così.
Trump raggiunse la base inglese a bordo di un terzo aereo, un più piccolo C-32A dell’aviazione militare Usa, un volo segreto sul quale era salito dopo aver ingannato tutti sulla sua presenza sull’Air Force One. Immortalato dalle telecamere, Trump salì sull’aereo presidenziale dal lato sinistro e, di nascosto, attraverso un container posizionato sul lato destro venne fatto scendere a terra, caricato su di un anonima auto e portato all’aereo militare dove a bordo l’attendeva anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth..
Queste rivelazioni hanno suscitato scalpore e diversi interrogativi. Il primo è riguardante il livello di allarme che ha indotto l’apparato di sicurezza a questa messinscena. Che Trump fosse, sia, nel mirino dell’Iran, non è certo una scoperta. Nessuno ancora sa quanto fosse concreto il pericolo di un attentato in quel frangente, oppure se sia stato dato un eccessivo peso all’allarme. L’altra questione riguarda l’incolumità delle persone che si trovarono a bordo di quello che, a tutti gli effetti, era diventato un aereo esca.
Decine di giornalisti al seguito e i membri dello staff della Casa Bianca, tutti ignari di quello che stava accadendo, convinti che il presidente fosse a bordo, tutti convinti che non ci fossero problemi. Se l’Air Force One fosse stato attaccato, quale sarebbe stato il loro destino? Vittime sacrificali. Le polemiche sono già esplose in rete.
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