A 100 anni dalla nascita di Fidel Castro, la rivoluzione cubana è più attuale che mai. Il ricordo di Luciana Castellina

Oggi Fidel Castro avrebbe compiuto 100 anni. Il centenario della sua nascita arriva in un momento particolarmente drammatico per Cuba, che vive il momento più difficile dalla rivoluzione. Il blocco energetico e finanziario imposto dal presidente USA Donald Trump a gennaio, continua ad avere conseguenze devastanti per i cubani: blackout, carenza di carburante e medicinali, blocco totale dell’industria e del turismo, cancellazione dei voli, disservizi, restrizioni ai trasporti e riduzione dell’orario di lavoro e scolastico, ma non solo. Luciana Castellina, giornalista, scrittrice e storica voce della sinistra italiana, è stata ospite questa mattina della nostra trasmissione Summertime per ricordare Fidel – che ha conosciuto personalmente – e quella rivoluzione che oggi sembra così lontana. L’intervista di Martina Stefanoni.
“È stata la rivoluzione della nostra epoca, una rivoluzione importante, che di cui si continua a parlare in un modo, diciamo la verità, indecente. Quello che sta avvenendo è veramente indecente. Oggi siamo arrivati a un punto drammatico, ma sono di già 67 anni che il dramma continua, perché Cuba è stata strozzata da un embargo assolutamente illegale, ingiustificato che ha reso tutto quello che si faceva a Cuba, che era già difficile di per sé fare il socialismo in una situazione globale che aveva tutt’altra direzione e l’embargo ha reso tutto questo ancora più difficile. E quindi mi piacerebbe che questi 100 anni di anniversario di Fidel Castro fossero lo spunto per parlare finalmente di che cosa ha fatto a Cuba Fidel Castro.
E vorrei in particolare che si parlasse di una cosa di cui non si è parlato mai, e cioè l’iniziativa internazionale che Cuba ha avuto per la pace, denunciando e opponendosi a tutte le schifezze che sono state fatte di guerre chiamate “umanitarie” e che altro sono state, l’Iraq è soltanto un esempio, perché ce ne sono state fatte.
Vorrei cioè che si parlasse dell’alleanza che Cuba e, badate, Chavez, Chavez con il suo Venezuela avevano stabilito proprio per denunciare questi scandali. Non se ne parla mai e si parla soltanto delle difficoltà, certamente degli errori che sono stati fatti a Cuba. Il primo errore sapete qual è? Proprio di non avere fatto i pannelli solari per tempo, di non averci pensato, di non aver capito. Ve lo ricordo perché personalmente ho tentato a Cuba di fare un’azione per questa perché si rendessero conto che questa questione dell’energia solare è una questione molto importante, ecco. Io spero che Radio Popolare rilegga, riporti a far leggere degli articoli scritti da Fidel Castro su tutte le guerre cosiddette umanitarie, in realtà schifose, che sono state fatte dall’imperialismo globale”.
Cosa ricordi di Fidel Castro? Perché tu l’hai incontrato e anche cosa secondo te direbbe oggi di quello che sta succedendo alla sua Cuba?
“E allora vi racconto una cosa divertente, semplicemente. Io sono stata vicepresidente del commissione del Parlamento Europeo per l’America Latina e tutte le volte che noi andavamo in America Latina, cioè due volte all’anno ci incontravamo, c’era l’obbligo di incontrarci con gli americani, con la diplomazia americana e facevamo un incontro di coordinare, vedere come stavano le politiche degli Stati Uniti e dell’Europa nei confronti dell’America Latina, erano gli anni delle grandi guerriglie in Centro America e così via. E fra queste e, in una di queste occasioni, ci fu alla nostra presenza, la riunione della commissione del Congresso americano, che era presieduta da un certo Torricelli, deputato Torricelli, italo-americano, che era quello che aveva peggiorato l’embargo ancora di più, facendo in modo che Cuba non solo ci fosse l’embargo degli Stati Uniti, ma gli Stati Uniti condannavano tutti i Paesi del mondo che avevano rapporti con Cuba, in modo che non avevano più il diritto ad avere dei rapporti economici con con gli Stati Uniti. Cioè, una cosa pesantissima. E mi ricordo che io mi vergognavo che questo fosse un italo-americano e uscendo da questa riunione rimasi per ultima e mi venne una tentazione irresistibile di rubare il cartellino su cui c’era scritto sopra “presidente della commissione onorevole Torricelli”. Lo presi e lo misi nella borsa. Siccome subito dopo dovevamo andare a una riunione alla segreteria di Stato, al Pentagono, trovai anche c’era il metal detector e dico “Dio, io come faccio adesso passo al metal detector e mi ritrovano questa barretta con sopra scritto “onorevole Torricelli”?” e non sapevo come fare, provai a andare a buttare, non c’era possibilità, c’era la polizia dappertutto, non era possibile, quindi, chiusi gli occhi e sperai non succedesse niente. Per fortuna era di latta, invece, che di acciaio e il metal detector non non non lo prese. E dopodiché siccome vidi Fidel Castro a Cuba, gliela regalai e Fidel Castro se la attaccò dietro la scrivania e mi disse “Ho ricevuto tanti regali, ma uno bello come questo mai” e se lo attaccò dietro la scrivania, ecco. Ecco, un atto un atto di sfida l’ho fatto”.
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