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Artista della settimana – Sampha ritorna con un grande secondo album: Lahai

sampha - lahai

Sampha – Lahai: l’artista britannico Sampha (sito ufficiale), classe 1988, aveva conquistato il pubblico e la critica con il suo disco d’esordio del 2017. Si intitolava “Process” e quell’anno ottenne anche il Mercury Prize, forse il premio più ambito sulla scena inglese. Ci sono voluti sei anni per il secondo capitolo della sua discografia, ma non sono stati anni di inattività artistica.

Kendrick Lamar, Frank Ocean, Travis Scott, Drake, Kanye West, Solange…sono solo alcuni dei grandi nomi dell’hip hop e del neo-soul che in questi anni lo hanno chiamato e cercato per collaborare con lui, a dimostrazione di un talento speciale, originale, in particolare per il timbro unico della sua voce, che riesce a comunicare emozioni e pathos in modo naturale, senza forzature o esibizioni tecniche.

Il nuovo disco di Sampha, “Lahai”, è anche per queste esperienze un lavoro molto diverso dal precedente. E’ l’album di un musicista maturo e consapevole dei propri mezzi, che perciò non ha paura di mettere in mostra le diverse sfaccettature della sua musica. Dal jazz al retro-soul, dall’elettronica alla garage, l’artista britannico riesce a trasmettere sempre un equilibrio non facile tra la ricerca sul suono e la composizione di brani complessi, raffinati, lontani dalla banalità del mainstream.

sampha - lahaiChe si ascoltino i pezzi più pop e immediati, come “Only” e “Spirit 2.0”, o quelli più audaci come “Jonathan L. Seagull” o “Can’t go back”, Sampha riesce a non assomigliare a null’altro se non a se stesso, con la capacità di citare il classico rendendolo immediatamente personale e contemporaneo.

Ottimi motivi per sceglierlo come nostro artista della settimana: oltre ad accompagnarci con le sue canzoni per sette giorni, gli dedicheremo uno speciale domenica 5 novembre, dalle 18.30 alle 19, per raccontare il suo percorso musicale.

Qui sotto, trovate invece LAHAI: Time Travels Memories. Scritto da Sampha stesso e co-diretto con il regista Caleb Femi, il cortometraggio è un accompagnamento visivo al nuovo album, che prova a raccontare l’essenza di un viaggio di auto-esplorazione spirituale.

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  • Autore articolo
    Niccolò Vecchia
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    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

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