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Pubblica di martedì 10/02/2026
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Pubblica di martedì 10/02/2026
A CURA DI:

Raffaele Liguori

pubblica@radiopopolare.it

10 febbraio 1986, quarant'anni fa. Era un lunedì. Quel giorno si tenne la prima udienza del “maxi processo” di Palermo a Cosa nostra. Qualche mese prima, l’8 Novembre 1985, veniva depositata l’ordinanza istruttoria contro «Abbate Giovanni+706». Una istruttoria redatta dai giudici del pool antimafia del Tribunale di Palermo che inizialmente era composto da Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, Giovanni Falcone e Leonardo Guarnotta: 40 volumi, più di 400 mila pagine. Il processo davanti alla Corte d’Assise palermitana, presieduta dal giudice Alfonso Giordano (giudice a latere, Pietro Grasso), si aprirà – come dicevamo - il 10 febbraio 1986 e segnerà un prima e un dopo nella lotta alla mafia della storia italiana. La storia del processo alla mafia riguarda le vittime di Cosa nostra, il lavoro dei magistrati riuniti in pool sotto la guida Antonino Caponnetto, il ruolo dei collaboratori di giustizia, i testimoni. Il processo supererà tutti e tre gradi di giudizio, compreso l’ultimo, quello della corte di Cassazione (30 gennaio 1992). Una rivoluzione che scatenò in seguito la vendetta delle stragi di Capaci e via d’Amelio, di Falcone e Borsellino. Pubblica oggi ha ospitato Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore, storico cronista di mafia.
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