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Cutro: sul banco degli imputati le direttive contro il soccorso in mare
Cutro: sul banco degli imputati le direttive contro il soccorso in mare
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Cutro: sul banco degli imputati le direttive contro il soccorso in mare
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Redazione

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Il 26 febbraio di tre anni fa in piena notte, verso le 4 del mattino, la Summer Love si schiantava sulla spiaggia di Steccato di Cutro con più di 200 migranti a bordo. Almeno 94 le vittime, fra cui 34 bambini; 50 i sopravvissuti, un numero imprecisato di dispersi in mare. Ieri notte la cerimonia del ricordo sulla spiaggia dove c'era Alba Bonetti, Presidente Amnesty Italia, che ci racconta l'emozione dei parenti delle vittime e dei cittadini di Cutro e ci ricorda: “Con i soldi pagati ai trafficanti, quanti aerei avrebbero potuto prendere se ci fossero stati corridoi umanitari, rotte sicure per chi fugge dalle guerra e avrebbe diritto ad essere accolto”. Ieri alcuni dei parenti sono arrivati anche per l’udienza del processo in cui sei militari (Guardia di Finanza e Guardia Costiera) sono accusati di naufragio e omicidio colposo plurimo. Il processo è seguito in ogni sua fase da Giuseppe Pipita, direttore de Il Crotonese e membro della Rete 26 febbraio, che ricostruisce tutta l'indagine dei carabinieri dove emergono 3 ore di ritardo nei soccorsi: “La Capitaneria ormai interviene solo quando si dichiara un intervento SAR di soccorso, peccato che il diritto internazionale dice che le barche di migrarti vanno soccorse subito, e poi si fanno le operazioni di polizia; in Italia la priorità è stata rovesciata, dal cosiddetto livello politico”. Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
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