

I Neoprimitivi tra musica esoterica e rituale collettivo per guarire dal ‘rumore’ del presente
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I Neoprimitivi tra musica esoterica e rituale collettivo per guarire dal ‘rumore’ del presente
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Redazione
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Reduci dal concerto di ieri sera a Torino e in attesa di suonare il 24 marzo a Milano, a Volume sono passati a trovarci i Neoprimitivi, band-collettivo romano tra i più apprezzati emersi nell’ultimo anno. Alla base del loro secondo album, ‘Il sangue è pronto”, c’è un esperienza di sonorizzazione per il film “Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento”, un cult horror/erotico degli anni Settanta diretto da Renato Polselli. Il disco è un'unica lunga suite di 38 minuti, che mette insieme psichedelia oscura, prog, jazz, funk e molti altri mondi extra-musicali. “Da artisti non possiamo fare niente di realmente utile alla società”, racconta la band, “se non combattere il capitalismo nel nostro piccolo creando un rituale, in cui le persone si possano perdere, riflettere, distaccarsi da tutto”. Dopo aver suonato il lato A del disco nel nostro auditorium, i Neoprimitivi ci hanno raccontato della nascita del progetto, della loro passione per il collezionismo di vinili e per il cinema, e della musica come rito collettivo: “una dimensione che alla società di oggi serve molto". L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei Neoprimitivi.
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