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Flotilla, la sorella di un attivista fermato in Libia risponde alle critiche alla missione
Flotilla, la sorella di un attivista fermato in Libia risponde alle critiche alla missione
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Flotilla, la sorella di un attivista fermato in Libia risponde alle critiche alla missione
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Redazione

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A tre settimane dall’arresto di 10 membri della Flotilla impegnati nella missione di terra in Libia, la sorella di una delle due persone di nazionalità italiana – Domenico Centrone, fermato insieme a Leonarda Alberizia – ha diffuso un lungo appello per la liberazione di tutto il gruppo e in difesa dell’iniziativa umanitaria. “Ho letto tanti commenti sui social in cui si dice che mio fratello è uno scappato di casa, che ha fatto qualcosa di stupido, di inutile – dice Maria Rosaria Centrone. – Io e lui abbiamo litigato prima che partisse: non volevo che lo facesse, ero preoccupata. Gli ho chiesto: ma perché? Perché non fare altre manifestazioni qui, dei sit-in, dei cortei, tante altre cose che abbiamo fatto anche insieme per alzare l’attenzione sul genocidio. Lui mi ha risposto con molta lucidità” racconta la sorella dell’attivista, che poi riporta le parole del fratello: “Sono due anni che facciamo queste cose e hai visto qualcosa cambiare? Ci passano davanti le stesse immagini, le stesse bombe, gli stessi droni, gli stessi ospedali in macerie… se non mettiamo il nostro corpo al servizio di una causa non ci ascolterà nessuno”.
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