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Il sangue del G8 di Genova non è ancora stato lavato
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Redazione
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Venticinque anni dopo le manifestazioni contro il G8 di Genova, è tornato al cinema "Diaz - Non lavate quel sangue", il film che Daniele Vicari girò nel 2011 per ricordare l'irruzione violenta e sanguinaria che c'era stata a Genova nella Scuola Diaz nel luglio del 2001. A 15 anni dal film e a 25 dai fatti di Genova e l’uccisione di Carlo Giuliani, torniamo con il regista in quei luoghi che ancora oggi conservano il dolore della sconfitta e della repressione, da parte della Polizia, di un movimento fatto prevalentemente di giovani, che ancora oggi non hanno dimenticato quelle giornate di manifestazioni pacifiche finite nel sangue. “Oggi il film è più chiaro – dice Vicari – perché la storia di Genova non ha avuto solo un risvolto politico contingente, ma anche la sospensione dei diritti civili, della democrazia. Oggi, lo sappiamo in maniera ancora più evidente, visto che nella più grande democrazia del mondo la Polizia spara impunemente sulle persone”. Il movimento giovanile di questi ultimi anni è sceso in piazza per Gaza, per il clima e per mantenere uno stato di democrazia; che cosa insegna un film come “Diaz” alle nuove generazioni? “Che bisogna diffidare dai dirigenti dei movimenti – risponde il regista – perché i movimenti devono essere liberi”. L'intervista di Barbara Sorrentini a Daniele Vicari.
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