

Cantare la morte per trovare speranza, futuro e vita: Lamante e il nuovo album "Non dico addio"
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Cantare la morte per trovare speranza, futuro e vita: Lamante e il nuovo album "Non dico addio"
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Redazione
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"Possono i vivi salvare i morti ma soprattutto possono i morti salvare i vivi?” è questa domanda di Han Kang, premio Nobel alla letteratura del 2024 e autrice del libro “Non dico addio”, a costituire il cuore pulsante del nuovo album di Lamante, oggi ospite di Volume.
“Ho cercato di rispondere a quella domanda dentro di me e sono entrata nel grande calderone che rappresenta la morte: ci ho visto tantissima vita, futuro e speranza.”
Il secondo album di Lamante si intitola proprio “Non dico addio” ed è stato registrato nella Chiesa consacrata di San Francesco, a Schio, luogo della provincia vicentina dove l’artista ha mosso i primi passi. “Ho subito un lutto dopo il quale non riuscivo più a trovare le parole: nel nuovo disco ho dovuto ricominciare da capo con un approccio completamente diverso, sono arrivate prima le immagini e poi i testi.” Un album tanto intimo e privato quanto potente e universale, costruito su un immaginario simbolico e sacrale derivato dai sogni della stessa Lamante: “ho sognato una collina piena di croci: ho scoperto che esisteva davvero in Lituania e che non era un cimitero ma una collina di ex voto, pensata per celebrare la vita”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive di Lamante.
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