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Il disagio psichico dentro casa nel documentario "Il figlio più bello"
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Redazione
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La storia di Matteo Rulli, figlio dello sceneggiatore Stefano Rulli e della scrittrice e politica Clara Sereni, era già stata raccontata più di vent’anni fa nel film “Un silenzio particolare”. Nato negli anni ‘80, all’indomani dell’approvazione della Legge Basaglia, Matteo è affetto da un disturbo dello spettro autistico. Nel film precedente, uscito nel 2004, Matteo era ancora minorenne e nelle scene dirette dal padre si assisteva a molti momenti intimi dentro casa in cui i genitori si confrontavano con il figlio, tra momenti positivi e sereni alternati a periodi più ombrosi e di fatica. “Il figlio più bello” arriva al cinema con una doppia regia: Stefano Rulli e Giovanni Piperno, raccontano cos’è successo in questi vent’anni. Dalla Fondazione Città del Sole a Perugia, che accoglie persone con disagio psichico supportate da studenti fuori sede in cambio di un alloggio, alla morte con suicidio assistito di Clara Sereni, alla quotidianità di Matteo, ora ultra quarantenne e il suo percorso verso l’indipendenza attraverso il lavoro e la separazione dal padre. Nel documentario sono state raccolte immagini di alcuni film che trattano il tema della Salute Mentale, sceneggiati da Stefano Rulli e Sandro Petraglia: “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio (2004); La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana (2003) e “Matti da slegare” di Marco Bellocchio e Silvano Agosti (1975). Oltre a una riflessione sulla Salute Mentale e su come viene affrontata in Italia, “Il figlio più bello” è anche un’analisi universale sulla relazione tra un padre e un figlio. L'intervista a Giovanni Piperno di Barbara Sorrentini.
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