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    Non legare si può

    A cura di:

    La redazione di Psicoradio

    “Le persone, quando sono aggressive, di solito muovono da una grande paura” Giovanna del Giudice..Prima di entrare a Psicoradio, non immaginavo che una persona che sta male corre il rischio di essere legata”..“ Anche io. Pensavo che non si facesse più, come pensavo che non ci fosse più l’elettroshock ” “A me fa molto paura pensarci” Redattori di Psicoradio.. .. Quando il 22 giugno del 2006 Giuseppe Casu muore nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Cagliari, legato braccia e gambe al letto per sette giorni di seguito, Giovanna Del Giudice aveva appena preso servizio come direttrice del Dipartimento di salute mentale di Cagliari. ..La psichiatra decise immediatamente che quella morte non andava nascosta, silenziata o giustificata. Bisognava parlarne, invece. Era la prima volta che una morte di questo tipo veniva ammessa pubblicamente, e da lì, dalla Sardegna, è partito un movimento di denuncia che oggi diventa sempre più vasto. .. “E tu slegalo subito” è il titolo del libro che Del Giudice ha scritto nel 2015, ricordando le parole del suo primo direttore, Franco Basaglia, che dirigeva l’ospedale psichiatrico di Trieste dove nel 1971 la psichiatra aveva iniziato a lavorare. Oggi “E tu slegalo subito” si chiama la Campagna nazionale per l’abolizione della contenzione promossa dal Forum Salute Mentale...“ Oggi sono circa 30 su 300 i servizi psichiatrici ospedalieri che non ricorrono alla contenzione” ci dice Del Giudice – ma se anche sono pochi, sono molto importanti: ci dicono che è possibile affrontare situazioni difficili senza legare le persone...“Non c’è mai nessuna legge che “permette” la contenzione: E’ una pratica da sempre legata alle persone con disturbo merntale, e da lì si è diffuso agli anziani, ai disabili… “ . Nel 1909 però una legge aveva previsto che venisse usata solo in casi estremi , con sanzioni molto dure per chi contravveniva. “Anche la Costituzione oggi ci dice che noi non possiamo limitare la libertà dell’altro se non su indicazione del magistrato ci ricorda Del Giudice - Anche la sentenza di cassazione del caso Mastrogiovanni scrive che l’atto della contenzione meccanica è illecito, anticostituzionale, antiterapeutico.”..Ma cosa si puo fare, di fronte ad una persona molto agitata, forse potenzialmente pericolosa? “Il problema è quale competenze hanno gli operatori sanitari per sciogliere le situazioni piu difficili – risponde la psichiatra Del Giudice - Dobbiamo innanzitutto ricordare che queste persone quando sono profondamente aggressive muovono paura, hanno vissuto esperienze estremamente dolorose. Sapendo che l’altro ha bisogno di aiuto, è aggressivo perché ha paura, perché non sa dove si trova”

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    Il pubblico ministero alle dipendenze della politica? C'è già! Per trovarne qualche traccia, inutile cercare nella legge Meloni-Nordio, che smembra il Csm e stravolge l’autonomia delle toghe con la scusa della separazione delle carriere dei magistrati. E’ la legge su cui voteremo nel referendum di fine marzo. Il pm che dipende da criteri generali e criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale è già scritto, nero su bianco, nella cosiddetta riforma Cartabia del processo penale. Le norme della Cartabia (legge n.134/2021) prevedono che sia il parlamento a dettare criteri generali per le indagini. Se è il parlamento a doversene occupare è probabile che a decidere sia allora la maggioranza di governo. Dunque, la maggioranza parlamentare detta i criteri generali e poi – secondo la legge Cartabia – gli uffici del pm individuano i criteri di priorità (questo sì, questo no) tra i vari reati. Infine, il pm si adegua. Una forma di dipendenza c’è, anche se forse più blanda di quella paventata dai sostenitori del NO (un pm alle dipendenze del Guardasigilli). Ora, la norma è contenuta in una legge delega approvata dal parlamento cinque anni fa e che il ministro Nordio dovrebbe attuare con decreti legislativi. Ma questo non sta avvenendo. Perchè Nordio tiene chiusa in un cassetto la legge Cartabia? Pubblica lo ha chiesto all’ex magistrato Nello Rossi, direttore della rivista giuridica “Questione giustizia” (Magistratura democratica), autore con Armando Spataro (ex pm ed ex membro del Csm) di «Le ragioni del NO» (Laterza 2025). «Questa legge – racconta Nello Rossi - è stata relegata nel dimenticatoio perchè era un utile meccanismo di coordinamento tra il parlamento e le procure della repubblica. La maggioranza di destra l'ha sistematicamente ignorata, lasciata nel cassetto. A loro non interessa questo meccanismo di coordinamento. Il che poi giustifica scelte come quelle di un meccanismo di controllo del pubblico ministero da parte dell'esecutivo».

    Pubblica - 15-01-2026

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    Trasmissione trisettimanale, il lunedì dedicata all’America Latina con Chawki Senouci, il mercoledì all’Asia con Diana Santini, il giovedì all’Africa con Sara Milanese.

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 15-01-2026

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    FABRIZIO BOZZETTI - MARGHERITA DEI RIBELLI

    FABRIZIO BOZZETTI - MARGHERITA DEI RIBELLI - presentato da Ira Rubini

    Note dell’autore - 15-01-2026

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    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

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    Strage di Lampedusa: identificata la vittima 186

    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

    Clip - 15-01-2026

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    Presto Presto - Interviste e Analisi di giovedì 15/01/2026

    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 15-01-2026

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