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    Musica Stonata dal Brasile

    A cura di:

    La redazione di Psicoradio

    Comunita’ psichiatriche che curano con il lavoro forzato e ritorno alle strutture private. Il Brasile di Bolsonaro visto da Suricato, una cooperativa che lotta contro i manicomi...“Le nostre schiene raccontano storie che nessun dorso di libro regge”..Rupi Kaur ..Psicoradio è da tempo in contatto con l'ONG brasiliana Suricato, attiva nella lotta contro il manicomio e nel supporto dei pazienti psichiatrici...Qualche tempo fa abbiamo ricevuto una loro delegazione, formata da operatori e persone in cura, e a loro abbiamo fatto molte domande sulla salute mentale in Brasile e sulla delicata situazione politica.Con il colpo di stato, ci dicono, c’è stato un blocco dei fondi per educazione, salute e politiche sociali, dal 2016 al 2036. Anche se la popolazione, come è prevedibile, aumenterà, non ci saranno nuovi finanziamenti...Ma a Suricato preoccupa anche la questione umanitaria: il presidente Bolsonaro ha dichiarato che “i difensori dei diritti umani e coloro che lavorano nelle politiche sociali sono per lui un bersaglio. È contro le minoranze, le donne, i bambini e la popolazione LGBT” denuncia uno dei partecipanti...Un aspetto del programma di governo di Bolsonaro rischioso per la popolazione brasiliana è la svolta verso la privatizzazione della sanità, poiché “va a minare il diritto alla salute per tutti”...Le cliniche private e le comunità psichiatriche - afferma Suricato - sono gestite in gran parte dalla Chiesa Pentecostale, che le ha trasformate in luoghi di internamento. Esiste un documento – dicono- che denuncia la violazione dei diritti umani. I pazienti ricoverati sono costretti a lavori forzati, definiti strumento di cura, e non hanno invece l’aiuto di psichiatri, che non sono presenti nelle comunità. ..In controtendenza alle politiche di privatizzazione della sanità è invece la realtà di Belo Horizonte, la città dove opera la Suricato. Qui “ci sono duecento letti destinati a pazienti psichiatrici in un ospedale e duecento in un altro, destinati agli abitanti di quei piccoli villaggi e paesi che non hanno le strutture psichiatriche adatte”. Anche li però è stato però riaperto un manicomio, quello di Barbacena, che era stato visitato da Basaglia, e che nel tempo era stato svuotato..."Vorrei fare lavori utili per la società, non solo socialmente utili”..La seconda parte della puntata è dedicata al reportage di un “inviato speciale”, un nostro ascoltatore. Simone Bargiotti, si offerto di fare qualche intervista presso la cooperativa sociale “Il Martin Pescatore” di Casalecchio di Reno (Bologna). Simone ha raccolto in forma anonima la voce dei lavoratori chiedendo “cosa hanno apprezzato e cosa ci sarebbe da cambiare secondo loro” nei servizi di salute mentale e nel lavoro che svolgono per la cooperativa...Uno dei ragazzi vorrebbe “trovare dei lavori che siano utili per la società, non solo socialmente utili”, mentre un altro riflette sul concetto di malattia mentale poiché “quando si sente in giro sembra chissà che cosa, mentre invece è una malattia come le altre”.

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    "Labirinti Musicali" ideato dalla redazione musicale classica di Radio Popolare, in ogni episodio esplora storie, aneddoti e curiosità legate alla musica attraverso racconti che intrecciano parole e ascolti. Non è una lezione, ma una confidenza che guida l’ascoltatore attraverso percorsi musicali inaspettati, simili a un labirinto. Il programma offre angolazioni nuove su dischi, libri e personaggi, cercando di sorprendere e coinvolgere, proprio come un labirinto acustico da esplorare.

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    Uscita di Sicurezza di giovedì 15/01/2026

    La trasmissione in collaborazione con la Camera del Lavoro di Milano che racconta e approfondisce con il vostro aiuto le condizioni di pericolo per la salute e la sicurezza che si vivono quotidianamente nei luoghi di lavoro. Perché quando succede un incidente è sempre troppo tardi, bisognava prevedere e prevenire prima. Una questione di cultura e di responsabilità di tutte e tutti, noi compresi. con Stefano Ruberto, responsabile salute e sicurezza della Camera del Lavoro di Milano.

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    “Sparavano per ucciderci, ma era il momento di lottare”. A Radio Popolare un giovane iraniano appena uscito dal paese

    Abbiamo raccolto la testimonianza di un giovane iraniano, che ha appena lasciato il suo paese. La sua famiglia vive nella zona occidentale dell’Iran, mentre lui vive all’estero ed era tornato a casa per Natale. È riuscito a ripartire domenica scorsa. Ci ha raccontato la repressione delle manifestazioni, alle quali ha partecipato anche lui. L’intervista di Emanuele Valenti. "Ero in Iran dal 23 dicembre. Sono tornato a casa per vedere la mia famiglia durante le vacanze di Natale. Sono rimasto lì fino a domenica mattina, quindi fino a quattro giorni fa. In quei giorni ci sono state molte proteste nella mia zona, soprattutto nel primo e nel secondo giorno dopo l’appello del re Reza Pahlavi. Ci sono stati molti feriti e molte persone uccise dal governo, soprattutto durante la seconda notte. La seconda notte è stata estremamente violenta, almeno nella mia regione".

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