Psicoradio
radazione2010
07 agosto 2019
La bacchetta magica di Morena

I saluti della redazione ad una storica redattrice di Psicoradio..“Il primo giorno che sono entrata in Psicoradio io ero semplicemente Gregor lo scarafaggio, pensavo di non valere nulla. Piano piano, col tempo, grazie a questo giardino delle piante spezzate, questo giardino magico, io ho acquisito la posizione eretta e ora guardo verso il cielo, ora sono un essere umano, ora sono Morena.”..In questa puntata salutiamo Morena, storica redattrice di Psicoradio, che dopo dieci anni di attività radiofonica è pronta a concludere questa esperienza ed intraprenderne un’altra…Incalzata dalle domande e dai commenti della redazione, Morena ripercorre le tappe del suo percorso di crescita personale. Ciò che emerge è che spesso ha saputo trovare occasioni di arricchimento nell’incontro/scontro con le proprie difficoltà e sofferenze – per utilizzare il linguaggio di Morena, i suoi “demoni” – nel momento in cui è riuscita ad elaborarle ed accettarle come parte di sé: “per quanto male facciano sono un punto di forza e di luce, perché attraverso di loro conosci te stesso”…“A Psicoradio, essendo proprio come una famiglia, l’altro fa da specchio e quindi attraverso l’altro tu cresci, però l’altro ti può dare anche sensazioni, emozioni negative, può ricordarti il padre, la madre, la sorella, il fratello, magari persone che ti hanno fatto del male, ma nello stesso tempo se tu riesci a lavorare su te stesso riesci a evolvere, a capire, e riesci ad accettare l’altro, ad amarlo per come è, perché qui a Psicoradio si è amati per come si è.”..Una parte di sé che Morena ha imparato ad accettare è il suo esibizionismo, inteso non soltanto in termini negativi ma come mezzo di condivisione e conoscenza di sé: all’inizio della sua esperienza lo reprimeva ma poi, compiuta la sua “metamorfosi”, è diventato un elemento che le ha permesso di mettersi in gioco e contribuire moltissimo al programma…“Alla Morena del passato dico: ti perdono. Alla Morena del presente dico: ti amo. Alla Morena del futuro dico: vivi.”

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La redazione di Psicoradio

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GLI ULTIMI PODCAST
09 ottobre 2019
 
psicoradio di mer 09/10

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02 ottobre 2019
 
Monica che è diventata Marco

Cronaca di una transizione di genere- parte 2.. Proseguiamo l’intervista a Marco, che prima si chiamava Monica….Il cambiamento di genere è un percorso complesso, perché da una parte la persona sta diventando ciò che si sentiva di essere davvero, ma dall’altra parte comporta paura, scelte difficili, perdite…..E la transizione non è un percorso lineare, come si tende a pensare, non è fatto di tappe uguali per tutti: prima ormoni, poi chirurgia, poi cambio legale del nome. Non è così. ..“Ci sono persone che fanno la chirurgia ma non fanno gli ormoni. C’è chi non fa né ormoni né chirurgia, chi tenta di cambiare solo il nome, senza aver fatto nulla. Io ci ho ragionato, dopo gli ormoni la chirurgia non sento l’esigenza di farla, di cambiare ulteriormente il mio corpo. Non ricorrerò alla chirurgia perché sto bene cosi.” Questo apre le porte alla riflessione su cosa vuol dire essere donna, essere uomo. “Se leghiamo l’identità di genere solo ai genitali, è finita. Le persone trans non saranno mai chi dicono di essere, perché anche se hanno fatto le operazioni di chirurgia comunque i genitali sono diversi. È una condanna a morte. E invece, il genere non è solo una questione fisica, di ormoni o genitali. È anche altro: un fatto emozionale, sociale, culturale, psicologico… e allora dovremmo cominciare a pensare che la mascolinità e femminilità si declinano in tanti modi diversi, abitano corpi diversi …” ..Ma essere un uomo per Marco oggi vuol dire anche perdere parti della sua vita precedente:..“La transizione è un percorso che porta lutto. Io ho perso delle cose; ho anche pianto. Immagino i miei genitori che hanno vissuto il lutto di non avere più una figlia su cui avevano riposto delle aspettative.” ..Da vicino nessuno è normale..Il 20 settembre è morto a Trieste all’età di 65 anni Claudio Misculin, attore e regista teatrale. Psicoradio lo vuole salutare ricordando la frase che aveva scelto come sottotitolo per la sua “Accademia della follia”, la compagnia con cui produceva i suoi spettacoli: da vicino nessuno è normale!..A Verona con gli artisti irregolari..Per conoscere l’eccentrico mondo dell’arte irregolare Psicoradio sarà a Verona da venerdì 4 a domenica 6 ottobre 2019 per il Festival dell’Outsider Art. Titolo dell’edizione di quest’anno è “Memoria Futura”. In programma mostre, eventi, spettacoli, convegni e laboratori. Dai nostri microfoni ascolterete un racconto delle giornate.

25 settembre 2019
 
Monica che è diventata Marco

Cronaca di una transizione di genere-parte 1. “La barba l’ho sempre avuta; mia mamma mi aveva insegnato a farla con la ceretta – che è dolorosissimo – perché la ceretta è da donna e il rasoio è da uomo”..Da circa sei anni Psicoradio accompagna con lunghe interviste il viaggio di Marco, che prima si chiamava Monica. Che ancora i documenti di identità chiamano Monica, mentre la fotografia mostra un inequivocabile Marco con tanto di barba e baffi. All’inizio della sua transizione Marco non si è rivolto ad associazioni o istituzioni: “ Ho cambiato il mio nome e ho cercato di riflettere sulla mia identità, di capire chi ero”…..Poi il livello di stress è diventato troppo alto, e allora Marco si è rivolto al consultorio pubblico che a Bologna aiuta le persone trans a compiere il percorso di transizione. “Io non credo di aver bisogno di esser curato, ma si parla di cura perché comunque noi trans abbiamo una diagnosi; prima eravamo nel gruppo delle psicopatologie sessuali – racconta sorridendo – adesso siamo stati derubricati a disforia di genere…..Credo di essere classificato come un ansioso, perché la mia identità di genere diversa mi crea stress. La famiglia, i colleghi di lavoro, gli amici, tutti partecipano in modo diverso a questo processo di transizione, che non finisce mai così come ogni persona evolve nel tempo. E un grande cambiamento come questo comporta anche necessariamente perdite: per esempio la famiglia perde la figlia che aveva, e il fatto di avere un “nuovo figlio” non è detto che elimini del tutto, il dolore della perdita, la nostalgia…..Ascoltate in questa e nella prossima puntata una riflessione spesso sorridente e per nulla scontata su cosa vuol dire essere uomini, donne, persone trans… in un momento storico in cui in tanti pensano di avere tutte le idee chiare e giuste in fatto di genere.

18 settembre 2019
 
Rappando il mio TSO

ntervista ad Alberto, in arte “Il Belga”, che esprime la sua sofferenza psichica usando le rime del rap .. “Ho cominciato a scrivere i miei brani perchè avevo ed ho un disagio psichico, il disturbo bipolare. Avevo perso il lavoro e nel 2008 ho subito un trattamento sanitario obbligatorio; con il rap ho iniziato a parlare di come mi sentivo”…Alberto “Il Belga” vive a Brescia ed è un ascoltatore di Psicoradio. Qualche tempo fa ci ha scritto: voleva raccontare come la musica è stata importante nella sua vita e nell’affrontare la sua malattia. “Nei miei rap racconto come vivo l’insonnia, il disagio fisico e psicologico che ti da la malattia – ci racconta il Belga – Prima consideravo la mia malattia come una condanna che riguardava solo me stesso; invece mi ha aiutato moltissimo viverla in comunità, con persone che avevano problemi anche più gravi dei miei, e li vivevano meglio”…Anche il TSO che Alberto ha subito è diventato un rap. Il titolo “Dal 10 al 23” ricorda le date in cui è stato rinchiuso. “Non è possibile stare senza fare niente 24 ore al giorno come se fossimo nei manicomi, o peggio in centri di concentramento – ci dice – Sono entrato il dieci di dicembre e sono uscito il 23 che nevicava, ho dovuto pregare il medico di farmi rientrare almeno per Natale. Me lo ricordo come se fosse ieri. Mi ha aiutato scrivere la musica; e poi il rap mi ha aiutato a comunicare agli altri quello che mi stava succedendo, e che è ancora uno stigma (…) E’ stato un modo per farmi conoscere alle persone che non sapevano che cosa avessi”…“La musica mi ha aiutato profondamente anche in momenti in cui pensavo non dico di farla finita, ma ero giù di tono. anche Quando mi chiudevo in casa e non uscivo per settimane, mi attaccavo al microfono, alla scheda audio a un computer a una tastiera. La musica è la mia anima, la mia ragione di vita. Io sono figlio d’arte, mio padre è un jazzista autodidatta. Non è un mistero che sia malato di Alzhaimer, però suona ancora come se avesse 16 anni. E’ impressionante. Quando mi alleno al piano per una o due ore ci sono cose che non riesco a fare, e che lui fa ancora adesso a 76 anni, e questo rappresenta la potenza della musica. Ogni volta che lo sento suonare mi commuovo.”..UN PASSATO DA HIKIKOMORI..Intervista a Yuri Iwasaki, studentessa giapponese, che ai microfoni di Psicoradio ricorda di essere uscita dalla sua camera quando ha capito ed accettato questa condizione. ..“Non so spiegare perché sono diventata hikikomori. Il mio medico diceva che avevo una grande rabbia dentro e non sapevo come esprimerla, però il motivo preciso per cui sono diventata hikikomori non lo so, lo sto ancora cercando. Non avevo fiducia in me stessa e neppure negli altri”..PROFEZIA..Alì dagli Occhi Azzurri..uno dei tanti figli di figli,..scenderà da Algeri, su navi..a vela e a remi. Saranno..con lui migliaia di uomini..coi corpicini e gli occhi..di poveri cani dei padri..sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini,..e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua…Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali…Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,..a milioni, vestiti di stracci,..asiatici, e di camice americane..P. Paolo Pasolini, Profezia (1962)

04 settembre 2019
 
In viaggio con Alice

Psicoradio entra nella tana del Bianconiglio (a teatro)..L’anno scorso ci siamo intrufolati al teatro Testoni di Bologna, durante le prove dello spettacolo “In cerca di Alice” della compagnia Arte e Salute ragazzi. I giovani attori, tutti in cura presso i centri di salute mentale di Bologna, ci fanno subito immergere nel meraviglioso mondo di Alice. Un mondo fantastico e complesso, fatto di sveglie tutte perennemente ferme all’ora del the…Il tempo al centro di tutto. Stefano ci dice: “Prima mi annoiavo, ora il tempo vola, mi sfugge. E’ qualcosa di molto prezioso, non lasciatevelo scappare”…“Se potessi tornare indietro alla mia infanzia – si confida Anna, una delle attrici, mentre sgrana i suoi occhioni – eviterei di fare molti degli errori che ho fatto”. Elisa invece si rivede completamente nella frase di Alice, che lei stessa interpreta: “Da piccola mi hanno sempre dato dei compiti da grande”…Secondo la regista Valeria Frabetti è “un viaggio fantastico nel sogno e nella follia” e spiega inoltre ai microfoni di Psicoradio che ha cercato “le similitudini tra la storia di Alice e le vite degli attori attraverso improvvisazioni ed esperienze”…Buon viaggio con Alice, seguite il Bianconiglio (e la Psicoradio).

28 agosto 2019
 
Matrimoni felici e dove trovarli

Lezioni di manutenzione del matrimonio da parte di due persone che si sono conosciute in un centro di salute mentale..“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia. Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”..Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di nozze con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi. Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando vivono insieme. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando, a distanza di quattro anni, le varie sfumature della loro vita a due…“Questa sintonia non è imposta da uno all’altro, ma viene dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è…Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone. Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano! La cosa bella è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale nel Paese del Sol Levante predomina una cultura della riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera, mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano, e questa è una cosa bellissima.”..E per finire ascoltiamo le belle poesie che Andrea Cirotti, un ascoltatore di Psicoradio, ha voluto regalare alla redazione.

21 agosto 2019
 
Mare, ricordi verde acqua

Fritto misto di emozioni in salsa Psicoradio..Gli psicoredattori hanno deciso di fare un tuffo nel passato e aprire il loro diario dei ricordi legati al mare. “Quando penso al mare penso a mia madre. Lei si e’ trasferita in provincia di Rimini, lasciandomi solo – confessa Luca – Non mi ha detto il perché si sia trasferita e per questo sono abbastanza arrabbiato con lei. Ma il mare mi riporta alla mente anche i giochi e gli aperitivi con gli amici”…”Io sono nata in Sicilia. Per me il mare sono due donne che inventano una nuova realtà rispetto a quella che stai vivendo: la Fata Morgana e la lupa – racconta Angela, una tutor della radio – Sono due fenomeni rari ma quando si verificano tutti i bambini sognano e gli adulti si spaventano”. Un altro tutor, Alarico, ripensa a quella notte d’estate del 1982 quando l’Italia si aggiudicò la coppa del mondo battendo la Germania. “Ero al mare con i miei genitori e camminavo per strada fiero e felice, prendendomi gioco dei tedeschi”…Vincenzo, Vanes, Claudio, Lorenzo, Morena e Annarosa ci aprono le porte su frammenti del loro passato al mare, accompagnando i ricordi con alcune canzoni scelte da loro…Lo psicodiario dei ricordi si chiude con Cristina Lasagni, direttrice della radio, che legge il diario di Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, che svela il rapporto del celebre psicanalista con l’acqua. Per Jung l’acqua è metafora dell’inconscio umano, con i suoi abissi abitati da mostri, sirene e perle preziose “Chi guarda nello specchio dell’acqua – scrive Jung – vede, per prima cosa, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso”.

14 agosto 2019
 
Carnevale degli animali

Musiche, poesie e ricordi insieme a gatti, cani e piccioni..Questa settimana dalle onde di Psicoradio prenderanno vita tartarughe che ballano un lento can-can, elefanti “in marcia” e altri animali ballerini che, attraverso le note musicali del compositore Camille Saint-Saens, mettono in scena un simpatico ed eccentrico carnevale…“Il carnevale degli animali – racconta Cristina, la direttrice di Psicoradio – è una delle opere più famose del compositore francese. L’autore stesso ne proibì l’esecuzione completa fino a quando fosse stato in vita. Il motivo di questa decisione non è noto, alcuni lo attribuiscono al fatto che Saint-Saens scrisse l’opera come scherzo musicale, usando brani di colleghi famosi e che quindi temesse che ciò potesse nuocere al suo buon nome”…E poi ci sono i gatti di Charles Baudelaire che con la loro flessuosa eleganza ricordano al poeta la femminilità della sua donna e il gatto di Pablo Neruda, l’unico animale che ha il coraggio di voler essere solo se stesso. ..L’uomo..vuole essere pesce e uccello..il serpente vorrebbe avere ali..il cane è un leone spaesato..l’ingegnere vuol essere poeta..la mosca studia per rondine..il poeta..cerca di imitare la mosca..ma il gatto..vuol solo essere gatto..ed ogni gatto è gatto..dai baffi alla coda..dal fiuto al topo vivo..dalla notte..fino ai suoi occhi d’oro…La sfilata degli animali si conclude con i piccioni, che per Eugenio Montale rappresentano la solitudine, sentimento che è spesso parte della vita e che gli psicoredattori Claudio e Morena hanno vissuto e superato anche grazie agli amici animali.

07 agosto 2019
 
La bacchetta magica di Morena

I saluti della redazione ad una storica redattrice di Psicoradio..“Il primo giorno che sono entrata in Psicoradio io ero semplicemente Gregor lo scarafaggio, pensavo di non valere nulla. Piano piano, col tempo, grazie a questo giardino delle piante spezzate, questo giardino magico, io ho acquisito la posizione eretta e ora guardo verso il cielo, ora sono un essere umano, ora sono Morena.”..In questa puntata salutiamo Morena, storica redattrice di Psicoradio, che dopo dieci anni di attività radiofonica è pronta a concludere questa esperienza ed intraprenderne un’altra…Incalzata dalle domande e dai commenti della redazione, Morena ripercorre le tappe del suo percorso di crescita personale. Ciò che emerge è che spesso ha saputo trovare occasioni di arricchimento nell’incontro/scontro con le proprie difficoltà e sofferenze – per utilizzare il linguaggio di Morena, i suoi “demoni” – nel momento in cui è riuscita ad elaborarle ed accettarle come parte di sé: “per quanto male facciano sono un punto di forza e di luce, perché attraverso di loro conosci te stesso”…“A Psicoradio, essendo proprio come una famiglia, l’altro fa da specchio e quindi attraverso l’altro tu cresci, però l’altro ti può dare anche sensazioni, emozioni negative, può ricordarti il padre, la madre, la sorella, il fratello, magari persone che ti hanno fatto del male, ma nello stesso tempo se tu riesci a lavorare su te stesso riesci a evolvere, a capire, e riesci ad accettare l’altro, ad amarlo per come è, perché qui a Psicoradio si è amati per come si è.”..Una parte di sé che Morena ha imparato ad accettare è il suo esibizionismo, inteso non soltanto in termini negativi ma come mezzo di condivisione e conoscenza di sé: all’inizio della sua esperienza lo reprimeva ma poi, compiuta la sua “metamorfosi”, è diventato un elemento che le ha permesso di mettersi in gioco e contribuire moltissimo al programma…“Alla Morena del passato dico: ti perdono. Alla Morena del presente dico: ti amo. Alla Morena del futuro dico: vivi.”

31 luglio 2019
 
Pitbull

Uno spettacolo teatrale per non dimenticare chi ha sofferto negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari..“Viviamo in un posto che non si sa se è un carcere o un ospedale: veniamo doppiamente penalizzati come detenuti e come malati”…Sembra passato tanto tempo dalla chiusura degli Ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG), in favore delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), invece è passato solo qualche anno. Nonostante questo passaggio, il dolore provato dagli ex internati rimane attuale e non può essere cancellato dalla semplice attuazione di una legge…Per questo motivo, vi riproponiamo la puntata che avevamo realizzato su “Pitbull”, suggestiva piece teatrale allestita a fine 2014 dagli internati dell’ OPG di Reggio Emilia presso il centro sociale XM24 di Bologna, uno spazio sociale che vive in questa estate 2019 una situazione molto delicata…In questo spettacolo gli internati raccontano le loro storie, riflettendo sul rapporto tra condizioni di vita e violenza. “Dicono che è cattivo ma poi il Pitbull non è un animale cattivo, è un animale come tutti gli altri, sono gli altri che lo fanno diventare cattivo“. L’addestramento per far diventare feroce questo tipo di cane è simbolo della vita delle persone che sono finite internate negli OPG…A margine dello spettacolo, Psicoradio ha intervistato uno degli attori-internati, Francesco, (nome di fantasia) che spiega com’è la vita negli OPG e racconta le condizioni nelle quali lui e gli altri internati sono costretti a vivere. Dalle parole di Francesco emerge una realtà dura; il suo auspicio è che il diritto alla cura venga prima di ogni altra considerazione…Monica Franzoni, responsabile del progetto teatro dell’OPG di Reggio Emilia e regista degli spettacoli realizzati al suo interno, racconta infine quanto sia importante il teatro per “dare voce alla sofferenza”, controllare rabbia, ansia e ricreare la relazione tra gli internati.

24 luglio 2019
 
Ritrovarsi con la scrittura

Consigli creativi per aspiranti scrittori..Per fare un prato bastano..Un trifoglio, un’ape..Un trifoglio, un’ape..E un sogno…Può bastare il sogno..Se le api sono poche…Emily Dickinson..L’attore Alessandro Bergonzoni, racconta come le parole che traboccano dalla sua mente, prendono corpo e riescono ad esprimere le sue emozioni. Ma creativi si nasce o si diventa? Si può insegnare la creatività? Psicoradio lo domanda a Marinette Pendola, insegnante di scrittura creativa e scrittrice…”Quali sono gli esercizi usati affinché le persone incomincino a scrivere? Fallo vedere ai nostri ascoltatori”- scherza la direttrice di Psicoradio, Cristina Lasagni nel corso dell’intervista…La scrittrice svela alla redazione la ragione per cui ha sentito, ad un tratto della sua vita il bisogno di scrivere: “Sono un’ italiana nata in Tunisia dove ho vissuto fino ai tredici anni di età. Era la mia terra. Quando i miei genitori decisero di ritornare in Sicilia ebbi una grossa crisi. Mi sentivo frammentata. Scrivere mi ha aiutata a ritrovarmi e ricompormi”…La puntata si conclude con una presentazione musicale di Gigi che, racconta come, tornando a casa la sera dopo la radio, vede in autobus i volti sereni delle persone, sapendo però che ognuno ha dentro un proprio dolore da custodire, proprio come canta Fabio Concato nella sua “Ritornando a casa”.

17 luglio 2019
 
Muri di versi: a cosa serve la poesia?

Su a vita fussi scritta..‘nda fogghiu ‘i carta..unni pi cangiari i cosi..bastassi ‘na gomma..lassassi sulu tannicchia..da mè vita…Quali?..Quannu era picciriddu..U restu ‘u scancellassi..(Dal laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera).. ..“La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare”, “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, questa siepe che da tanta parte nell’ultimo orizzonte il guardo esclude”…Sono le poesie imparate a memoria a scuola e ricordate dai partecipanti a ‘Muri di Versi”, manifestazione di poesie sbarcata in un torrido week-end di fine giugno sotto i portici di via Fondazza, a Bologna. Studenti, giovani, professionisti e pensionati hanno appese le loro creazioni sui muri della social street, citata persino oltreoceano dal New York Times come strada simbolo di socialità e condivisione…Anche Psicoradio ha partecipato a Muri di Versi con un gioco, una riflessione sul linguaggio dei quotidiani. Chi passava poteva leggere i titoli di giornale che Psicoradio aveva appeso ai muri. “Uccide il padre e tenta il suicidio: «Soffre di depressione»”, “Cala il Pil, aumentano i gay”, “E’ un rumeno l’uomo che ha torturato e ucciso un gatto”. Cosa c’è di sbagliato in questi titoli? Le risposte preparate dalla redazione erano appese qualche numero civico più avanti. ..Gli psicoredattori si sono aggirati in via Fondazza per catturare umori e sensazioni su questi titoli o su poesie lette o scritte nei sempre più rari momenti di malinconia, gioia, euforia e tristezza che ci concediamo tra un tweet e una mail…Tra le poesie più emozionanti appese ai muri, quelle scritte dai carcerati durante il Laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera e quelle di tre redattori di Psicoradio. Le potrete ascoltare nella puntata. .. ..Se la vita fosse scritta ..su un foglio di carta..dove per cambiare le cose ..basta una gomma..lascerei solo un poco..della mia vita..Quale?..Quando ero bambino…Il resto lo cancellerei.

 
 
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