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Gran Bretagna, al bando le auto a benzina e diesel nel 2030

Boris Johnson Gran Bretagna

La Gran Bretagna accelera la svolta verde e annuncia che metterà al bando dalla circolazione tutte le automobili a benzina e diesel già nel 2030, anticipando l’obiettivo di 10 anni.

La decisione della Gran Bretagna era stata anticipata ed è stata confermata ufficialmente dal premier Boris Johnson, in un progetto in 10 punti per “una rivoluzione industriale verde” nel Paese. Il piano prevede, tra le altre cose, la creazione di 250mila posti di lavoro e incentivi per mezzi pubblici e mobilità dolce.

Gianluca Ruggieri, docente e ricercatore all’università dell’Insubria e conduttore di C’è Luce, commenta a Radio Popolare le implicazioni di questa inaspettata manovra della Gran Bretagna.

Quello che è stato presentato è un piano sulla transizione energetica del Regno Unito in 10 punti, che hanno dentro un po’ di tutto: dalla promozione dell’eolico offshore alla promozione anche del nucleare, l’idrogeno e in particolare, per quanto riguarda i veicoli elettrici, questa previsione di anticipare il bando, che era già stato proposto per il 2040, al 2030. È un bando sulle nuove immatricolazioni, quindi non potranno essere immatricolate auto che usano benzina e gasolio. Sembra esserci un’apertura invece per le ibride, che usano benzina e gasolio ma hanno anche un supporto elettrico. Nel 2019 meno del 2% delle nuove immatricolazioni erano 100% elettriche. Fare un’accelerazione di questo tipo ovviamente è andare un po’ sulle montagne russe, ma il Regno Unito ha bisogno anche di definire un proprio ruolo nel mondo nei prossimi anni. Puntare su questa transizione per il rilancio dell’economia, nella ripartenza dopo la pandemia, è una cosa che molti paesi sono interessati a fare. Lo sta facendo in parte l’Unione Europea, e il Regno Unito, che non ne farà più parte, lo fa in questo modo.

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    1) Tutti gli uomini del presidente Zelensky. Il braccio destro del presidente ucraino, Andriy Yermak, si dimette dopo lo scandalo corruzione. (Chawki Senouci) 2) Impunità e silenzio internazionale. Dalla Cisgiordania a Gaza, il governo israeliano uccide con le armi e con la burocrazia. (Giulio Cocchini - CESVI) 3) Intercettare i migranti ad ogni costo. La Francia, su pressione del Regno Unito, sperimenta nuovi pericolosi metodi per fermare l’immigrazione della manica. (Veronica Gennari) 4) I figli dello stato. Il sistema di protezione dei minori in Francia è in crisi e la proposta di un nuovo disegno di legge apre lo spazio per un dibattito più ampio. (Francesco Giorigni) 5) Spagna, per la prima volta un presidente tedesco rende omaggio alle vittime del bombardamento di Guernica. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Ogni secondo si perde un albero. Mentre l’unione europea rinvia la norma per salvaguardare le foreste, centinaia di specie di alberi sono a rischio estinzione. (Alice Franchi, Martina Borghi - Greenpeace Italia) 7) Mondialità. Il secondo tempo per le guerre commerciali. (Alfredo Somoza)

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