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Meloni respinge l’ultimatum di Sánchez. L’Italia mantiene i controlli alle frontiere

07 agosto 2026|Michele Migone
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Meloni Migranti ANSA

Giorgia Meloni non arretra. Mantiene la posizione, anche se alla fine sfuma un poco i toni, meno bellicosi, almeno nell’ultima parte del comunicato di risposta all’annuncio di Pedro Sánchez. “Non accettiamo ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere”, recita il comunicato di Palazzo Chigi. La sospensione degli accordi di Schengen rimane almeno fino a dopo il 15 di agosto “e comunque – continua il comunicato – fino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia”.

Per non modificare la sua scelta su Schengen, Roma si fa scudo dell’allarme lanciato dall’intelligence spagnola secondo cui quel giorno ci potrebbe essere un secondo tentativo di massa di entrare a Ceuta. Ma, già martedì scorso, dalla riunione dei ministri degli interni della UE era emerso con chiarezza che la crisi di Ceuta non aveva avuto ripercussioni concrete sul territorio europeo. La stragrande maggioranza delle persone che erano entrate nell’enclave spagnola erano state rimandate indietro: 70,000 su 72.000. Le altre, visto lo statuto speciale della città, non potevano certo beneficiare della libera circolazione in Europa. Insomma, se Ceuta è stata un’emergenza per Madrid, non lo è stata certo per il resto del continente.

Nonostante questo, il governo Meloni ha deciso di confermare la sua scelta su Schengen, basata su ragioni politiche e di propaganda, non su fatti concreti. Roma è stata capofila dell’offensiva della Destra europea ed americana contro il governo di sinistra spagnolo. L’ultimatum di Pedro Sanchez serve a sottolineare la strumentalità della posizione italiana.

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