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Marcinelle, Meloni contro la Cgil. A suon di fake news

08 agosto 2026|Alessandro Principe
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Marcinelle, protesta contro La Russa

Una polemica fondata su un grossolano errore: è quella di Fratelli d’Italia contro la Cgil, accusata di aver voltato le spalle al presidente del senato La Russa durante la cerimonia di commemorazione della strage di Marcinelle. A lanciare l’accusa è stato il capo-delegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo Carlo Fidanza che ha diffuso alcune foto. Si intravede un gruppetto di persone, alcune con un fazzoletto rosso al collo, girato di spalle rispetto al palco dove la Russa sta leggendo il messaggio di Mattarella. Fidanza li scambia per membri della delegazione del sindacato di Maurizio Landini. Non ci pensa due volte: immediata l’accusa alla Cgil, con parole pesanti, e relativo rilancio sui social, figuriamoci. “La Cgil deve vergognarsi!” E via, una raffica di dichiarazioni dal partito della premier. A poco più di mezz’ora dalla fake news di Fidanza, ecco Giorgia Meloni in persona: detta alle agenzie un comunicato indignato. “Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali”.

Il segretario Cgil Landini da Marcinelle nega decisamente. “Fidanza ha preso un colpo di sole”, dice il segretario

Ma Fidanza insiste: “Inutile che Landini smentisca, ci sono le foto!”. Gli sarebbe bastato aspettare due minuti, per evitare la figuraccia. Ma gli va male. Poco dopo ecco la spiegazione: nelle famigerate foto pubblicate da Fidanza le persone girate di spalle non sono della Cgil ma di un sindacato belga, la FGTB.  Lo ha spiegato Vincent Pestieau, suo segretario regionale: una protesta – ha detto – contro la presenza di La Russa e di Fratelli d’Italia che considerano partito di estrema destra.

A questo punto Fidanza si dà alla macchia. Meloni pure. Resta qualche peones del partito a dire che sì, vabè, comunque, però… Landini dica qualcosa, Schlein (Schlein?) prenda le distanze. Stridore di unghie sugli specchi in sottofondo. E un’occasione persa: usare il settantesimo anniversario della strage di Marcinelle per riflettere sulle morti sul lavoro (a proposito, Fratelli d’Italia, sono ben tre, anche oggi). E possibilmente fare qualcosa, oltre alla ridicola patente a punti che a nulla è servita.

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