Approfondimenti

Che cosa è successo oggi? – Mercoledì 28 ottobre 2020

Piano Pandemico - Terapie Intensive Campania

Il racconto della giornata di mercoledì 28 ottobre 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia in Italia allo scenario in cui si trova oggi l’Italia, quello di tipo 3 confermato dal premier Conte alla Camera, sempre più convinto della necessità di scongiurare a tutti i costi un nuovo lockdown. La Francia ha deciso di mettere al bando l’associazione umanitaria BarakaCity, accusata di avere delle relazioni con i movimenti islamici radicali. Infine, i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

(di Andrea Monti)

Mai così tanti casi accertati, mai così tanti tamponi. I dati di oggi sul coronavirus in Italia fanno segnare gli ennesimi picchi, con altre centinaia di morti e nuovi aumenti dei pazienti ricoverati. I contagi individuati oggi sono circa 25mila a fronte di quasi 200mila test. La percentuale di positivi rispetto ai tamponi è del 12,6%, identica a quella di ieri. Le morti comunicate sono 205; ieri erano state 221. I pazienti nei reparti ordinari sono quasi 15mila, circa mille in più rispetto a 24 ore fa. Quelli in terapia intensiva sono 1.536, con un aumento di 125. Oggi il totale delle persone positive in Italia secondo i dati ufficiali – 276mila – ha superato quello dei cittadini dimessi o dichiarati guariti da inizio pandemia. Le regioni con più infezioni accertate nell’ultima giornata sono la Lombardia con 7.558, il Piemonte con 2.827 e la Campania con 2.427, un dato più basso del 2.708 di Milano e provincia. Molto alto anche quello di Varese, 1.902. In questo caso l’agenzia locale di tutela della salute dice che il numero dipende anche da analisi fatte nei giorni scorsi, ma i cui risultati sono arrivati solo oggi.

L’Italia si trova nello scenario di tipo 3

(di Anna Bredice)

Quello attuale è lo scenario di tipo 3: rapido aumento della curva dei contagi, ospedali e pronti soccorso già in sofferenza, code per i tamponi. È il quadro che Conte ha fatto alla Camera oggi durante il question time, spiegando in sostanza la situazione attuale e soprattutto ciò che può accadere se si passasse alla fase 4, in pratica il collasso del sistema sanitario e l’impossibilità di controllare e tracciare i contagi. Un rischio che potrebbe verificarsi nel giro di poche settimane se non si fosse intervenuti con i diversi decreti del presidente del Consiglio. Conte ha spiegato in questo modo la ragione degli interventi restrittivi, utilizzando il documento preparato dal comitato tecnico scientifico che prefigura 4 fasi, siamo alla terza, ma ci si chiede anche perché non si è intervenuti in tempo in estate per evitare ciò che gli esperti del comitato prefiguravano già per l’autunno. Con la fase tre Conte ha descritto esattamente il momento attuale, e le misure necessarie, quelle già decise ma anche una stretta ulteriore sulla scuola, non a caso in Puglia Emiliano ha deciso la didattica a distanza per tutti i gradi scolastici. Invece per le regioni che hanno ordinanze permissive, come sta accadendo a Bolzano e in alcune zone della Sicilia il ministro Boccia minaccia di impugnare i provvedimenti al Tar. Dopo il question time alla camera che sarà seguito domani da un’informativa in Parlamento sull’ultimo Dpcm, Conte nel pomeriggio ha visto i tre leader di Cgil, Cisl e Uil. E Landini ha chiesto al governo di allungare il tempo della cassa integrazione, per un totale di 18 settimane, fino a marzo del 2021, il che vuol dire che per la Cgil le ricadute sul lavoro sono molte più lunghe di quello che il governo ipotizza.

Conte e l’attesa dei fondi europei

(di Michele Migone)

Giuseppe Conte ripete che si deve scongiurare a tutti i costi un nuovo lockdown, ma la questione è ormai all’ordine del giorno. Lo sanno bene le Borse che sull’onda delle chiusure preannunciate in Francia e Germania perdono in tutta Europa. Il timore è che il lockdown metta a terra un’economia già in grave difficoltà e allontani sempre di più la possibile Ripresa. Conte ha ora molto chiaro questo scenario. È il contrario di quanto lui, ma anche altri leader europei avessero previsto. Un autunno con una Seconda Ondata meno forte e una Primavera dedicata alla ricostruzione. Il virus – e gli errori di gestione fatti – costringono a cambiare calendario. Per l’Italia è un grosso problema. Il Paese rischia di arrivare a maggio sfiancato sia dal punto di vista sociale sia da quello economico. E, su questo secondo fronte, senza le risorse necessarie per la ripresa: i miliardi del Recovery Fund. Le trattative vanno a rilento, i Paesi Frugali boicottano. Alla fine si troverà un’intesa definitiva, ma l’impressione è che i 25 miliardi previsti dal governo per il prossimo anno (la prima tranche) arriveranno in Italia non prima della tarda estate, se non addirittura nell’autunno del 2021. Nel frattempo il governo avrà dovuto stanziare altri miliardi per tamponare il disastro economico e per gestire l’emergenza sanitaria. Uno scenario da incubo per l’esecutivo. E per Conte, per il suo destino politico, in particolare. Perché è evidente che in questo caso lo spettro di Mario Draghi tornerebbe ad aleggiare su Palazzo Chigi. Se non lo farà già prima di allora.

COVID e governo. Come è cambiata la comunicazione durante questa seconda ondata?

Carlo Galli, politico e politologo dell’Università di Bologna, è intervenuto questa mattina a Radio Popolare per affrontare il tema della comunicazione del governo durante questa seconda ondata della pandemia di COVID-19. Cosa è cambiato rispetto al modo in cui è stata affrontata la prima ondata? [LEGGI L’INTERVISTA A PRISMA]

Francia, al bando l’associazione umanitaria BarakaCity

(di Luisa Nannipieri)

Mentre prosegue l’inchiesta sull’omicidio del professore Samuel Paty, il governo francese ha acceso i riflettori su quelli che considera come nemici interni della Repubblica. Le “officine islamiste francesi che hanno fornito all’attentatore un’arma ideologica”, come le ha definite il ministro dell’interno Gerald Darmanin in un’intervista al quotidiano Libération. La questione è prioritaria, tanto che questa mattina, in piena crisi per la seconda ondata di coronavirus, il Consiglio dei Ministri ha decretato lo scioglimento dell’associazione umanitaria BarakaCity, accusata di avere delle relazioni con i movimenti islamici radicali e di compiacersi nel giustificare degli atti di terrorismo. L’ONG ha annunciato che farà ricorso e accusa il governo di aver preso una decisione politica e opportunista.
Poco dopo l’attentato di Conflans, il Ministro dell’Interno aveva stilato una lista di una cinquantina di associazioni, tra cui Barakacity ma anche il collettivo propalestinese Cheik Yassine, dal nome dell’ex capo di Hamas, e il Collettivo contro l’Islamofobia in Francia, accusate di diffondere nel paese la propaganda salafista e quindi da sciogliere. Si tratta di associazioni sotto sorveglianza da anni ma che non sono mai state direttamente incriminate per proselitismo o terrorismo, anche se alcuni dei loro membri o fondatori sono stati denunciati, sono schedati o ancora si sono fatti conoscere per delle azioni eclatanti, al limite della legalità. Darmanin ha anche ordinato la chiusura di una moschea della periferia parigina che aveva condiviso sulla sua pagina Facebook il video con cui il padre di un’alunna se la prendeva con il professor Paty per la lezione sulle caricature di Maometto. E durante un’intervista su BFMTV si è dichiarato scioccato della presenza nei supermercati di banchi di prodotti comunitari, halal e kacher.
Un’uscita che si è rapidamente trasformata in meme sui social. E che il sindaco ecologista di Grenoble, Eric Piolle, ha definito il simbolo di una posizione pericolosa, quella di una logica politica di frattura sociale, che il governo e il presidente Macron spererebbero di sfruttare per le elezioni del 2022. Da un lato il presidente si pone come il difensore dei valori dello Stato con dei bei discorsi, dall’altro il suo ministro isterizza la società, nutrendo gli interessi dell’islam politico, dell’estrema destra e di tutti coloro che si iscrivono in logiche comunitarie, che separano in gruppi, come hanno già fatto Nicolas Sarkozy o Manuel Valls. Insomma, secondo Piolle, una politica che non è all’altezza della situazione.
Del resto, in mancanza di colpevoli materiali da arrestare dopo l’attentato, la decisione di sciogliere delle associazioni popolari come Barakacity, che conta sul sostegno di calciatori e rapper famosi, o di chiudere luoghi di culto frequentati da oltre 1300 fedeli, anziché incolpare e arrestare due o tre responsabili, può essere facilmente percepita come una ricerca di capri espiatori. Il fatto di agire in questo modo in un momento già critico per via della situazione sanitaria, alla vigilia di un nuovo lockdown, non avrà certamente l’effetto di distendere le tensioni sociali.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 13/01 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 13-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 13/01 10:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 13-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 13/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 13-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di martedì 13/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 13-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Musica leggerissima di martedì 13/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 13-01-2026

  • PlayStop

    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di martedì 13/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 13-01-2026

  • PlayStop

    Cult di martedì 13/01/2026

    Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: la Prova Aperta straordinaria della Filarmonica della Scala dedicata a Fondazione "Giulia Cecchettin", di cui parla Daria Fallido; Mirko Leo di dell'associazione loscribacchiatore presenta il fumetto in partnership con Astorina Editore intitolato "Colpo a Paestum"; Oliviero Ponte di Pino ripercorre i 25 anni di attività e ricerca per lo spettacolo dal vivo di Ateatro; la rubrica ExtraCult a cura di Chawki Senouci...

    Cult - 13-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di martedì 13/01/2026

    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    A cura di Roberto Festa con Fabrizio Tonello

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

    A come America - 13-01-2026

  • PlayStop

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES - presentato da Barbara Sorrentini

    Note dell’autore - 13-01-2026

  • PlayStop

    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di martedì 13/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 13-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di martedì 13/01/2026

    I fatti del giorno analizzati dai nostri esperti, da studiose e studiosi. I protagonisti dell'attualità intervistati dai nostri conduttori.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 13-01-2026

  • PlayStop

    Lombardia: ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra alleate per gli affari. 62 persone condannate

    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

    Clip - 13-01-2026

Adesso in diretta