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Pinguini Tattici Nucleari live a Radio Popolare

pinguini tattici nucleari

Giovedì 7 novembre Radio Popolare ci invita in Auditorium Demetrio Stratos per un appuntamento, è il caso di dirlo, veramente imperdibile.

I Pinguini Tattici Nucleari presenteranno in anteprima lo show che per la prima volta li vedrà in azione sui palcoscenici dei palazzetti a fine inverno. 

I Pinguini sono un fenomeno unico nell’ambito del rock italiano degli ultimi anni: indipendenti, lontani da qualsiasi cliché, ironici e autoironici, numerosi sul palco, musicisti veri che però non hanno dimenticato l’arte di non prendersi sul serio.

Ottobre è stato un mese ricco di soddisfazioni per la band di Gioventù Brucata: il singolo Verdura è stato certificato disco d’oro e recentemente la band ha annunciato sui social che rimane solo il 10 % dei biglietti disponibili per la data milanese del 27 febbraio al Forum di Assago. 

I Pinguini Tattici Nucleari festeggiano a loro modo: con un privé aperto a tutti, o, se preferite, un secret concert senza segreti, ma anche gratis e senza selezioni all’ingresso

POSTI ESAURITI, appuntamento per la diretta in onda!

Il resto è solo divertimento assicurato!

Ingresso entro le 21.15, puntuali perché alle 21.30 inizia la diretta radiofonica

 

  • Autore articolo
    Piergiorgio Pardo
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Approfondimenti

Dino Fumaretto dal vivo in Auditorium!

Dino Fumaretto

Arriva all’auditorium di Radio Popolare uno dei live più avvincenti e intensi di tutta la stagione 2018/19. Si sono già esibiti a Milano con grande successo all’Arci Ohibò alcuni mesi fa. Per chi li ha visti e per chi non c’era siamo felicissimi di ospitarli all’Auditorium Demetrio Stratos. (altro…)

  • Autore articolo
    Piergiorgio Pardo
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Approfondimenti

I Camillas in Auditorium

Quella dei Camillas è sicuramente una delle presenze più originali e incisive di quello che ancora oggi chiamiamo indie italiano, ma che forse sarebbe meglio tornare semplicemente a denominare rock.  Come pochi insofferenti a regole e mode, e nello stesso tempo empatici e comunicativi, accoppiano una verve surreale, una simpatia fuori dal comune, conoscenze musicali approfondite, sensibilità pop, attitudini punk in filigrana, cantautorato, situazionismo e intrattenimento giocoso. Hanno una carriera fatta di una attività concertistica fitta e generosa, che ultimamente li vede sempre più spesso sul palco nella versione elettrica a 4.

In questa formazione li si vedrà e ascolterà all’Auditorium di Radio Popolare dalle 21.00 d1 giovedì 28, in quella che sicuramente si preannuncia come una serata all’insegna di divertimento e sagacia.  Il loro show ricco di verve, energia, intrattenimento intelligente, ma anche di energia elettrica e ritmica sta macinando date su date in giro per l’Italia, riscuotendo ovunque successo e grande partecipazione.  Si ascolta, si ride, si balla, si pensa, ci si emoziona e su tutto aleggia quell’approccio intenso, artigianale ed empatico con la musica, che è da sempre il tratto distintivo dei Camillas.

Vi aspettiamo in auditorium, e se proprio non ce la fate, potrete almeno ascoltarli in Radio.

Buon divertimento coi Camillas!

  • Autore articolo
    Piergiorgio Pardo
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Approfondimenti

Fabio Cinti in concerto

 

Giovedì 15 novembre, Auditorium Demetrio Stratos, Via Ollearo 5, Milano.

L’ingresso è gratuito e non serve prenotare. Il concerto inizia alle 21.00, arrivate per tempo!

 

Un repertorio in cui ironia, vitalità, gusto e classicismo si fondono in un insieme senza tempo. Questa la rilettura de “La Voce del Padrone”, con cui il cantautore Fabio Cinti si è aggiudicato il Premio Tenco 2018 come migliore interprete puro. Un riconoscimento che condividiamo pienamente proprio per la forza e l’urgenza con la quale Cinti ha scelto il carattere della gentilezza e ne ha fatto la sostanza artistica di questa avventura. L’album si fa ora concerto e in questa forma fa tappa, dopo una serie di date universalmente apprezzate, all’Auditorium Demetrio Stratos.

Mettere le mani su un album del genere risultava molto rischioso – ci dice Fabio Cinti-  Ho deciso fin da subito di comportarmi con l’album così come mi sono sempre comportato con il suo autore, con profondo rispetto e gentilezza, la stessa che lui usa nei confronti degli altri, una specie di devozione. Tradotto in musica, gentilezza vuol dire delicatezza, cura, e di conseguenza rigore”. 

L’artista avventuriero non ha in questo caso spirito di emulazione, non è un umanista alla ricerca di nuove leggi né è lo studente d’arte che cerchi di appropriarsi della perfezione per poterne riproporre la dinamica. Potremmo invece chiamare “neoclassico” l’approccio dell’operazione: dato il modello, si vogliono scoprire e rivivere i suoi segreti attraverso il linguaggio della poesia. Tutte le canzoni di un disco ormai diventato mito vengono riproposte nello stesso ordine in cui furono pensate, con il “semplice” ausilio di un ensemble da camera (pianoforte e archi). Non è un rifacimento, né un omaggio, né un saggio di bravura, poiché nessuna di queste intenzioni sarebbe tutto. Più propriamente l’adattamento è un modo per conoscere, o soprattutto riconoscere Franco Battiato più profondamente e da una prospettiva peculiare: un gesto gentile, un atto creativo. La complessità del patrimonio interpretato e il possesso degli strumenti indispensabili da parte dell’interprete sono i presupposti necessari.

L’idea è quella di assistere ad un concerto pop e contemporaneamente ad un concerto classico: Fabio Cinti si pone come l’equivalente, in forma cantautorale e pop, del direttore d’orchestra che si appresti a dare la propria interpretazione di una partitura.

La rilettura de “La Voce del Padrone” fatta in occasione del disco premiato è, come tutte le esecuzioni classiche, un freeze-frame parziale della completezza dell’esperienza d’ascolto dal vivo e in presenza.

Mi sono trovato di fronte un colosso che, al di là della fortuna e della diffusione, rappresenta in sostanza un genere. Mi sono rapportato all’opera come si fa con la musica classica, rispettando le parti e lo spirito. E il suono caratterizzante di quell’album non è solo nei timbri dei sintetizzatori, nel suono del rullante o in quello della voce, ma è soprattutto nella scrittura. Quindi rapportarsi con quel suono vuol dire rapportarsi con quella scrittura.”

Naturalmente una scelta di questo genere pone dei rischi, che sono anche stimoli.  “La voce del padrone” è un album rock, con il trio basso-chitarra-batteria che urge da sotto e una strumentazione complessa in sovrimpressione, dominata da una voce particolarissima. Tutto questo rivive come partitura, voce compresa, e il lavoro sulla ritmica è una delle sfide più importanti del concerto, tutto un incastro delicati pattern ritmici che intrecciano, accostano, contrappongono fra loro.

“Uno dei paletti è stato quello di non aggiungere note diverse da quelle esistenti nell’originale, ma questo poneva problemi soprattutto sui disegni ritmici che, se assenti, avrebbero tolto emotività all’ascolto. Così ho assegnato spesso al violoncello delle parti che recuperano i pattern ritmici, mentre il violino rileva i sintetizzatori e tutto il resto. In sostanza, ho scritto tutte le parti cercando di tracciare con questi strumenti soprattutto l’impatto emotivo dell’originale, riportando a galla alcune melodie nascoste che sono difficili da decifrare a un primo ascolto (o a un ascolto non tecnico) ma che sono fondamentali per ricreare quelle stesse sensazioni. Non bisognava riprodurre soltanto delle parti però, ma metterci dentro l’esoterismo, la Sicilia, la sperimentazione elettronica, l’Oriente, la classicità mitteleuropea… insomma, Franco Battiato.”

Dalla prima nota all’ultima battuta questo riadattamento gentile si preannuncia come un esperienza d’ascolto emotiva e sorprendente. E così qualcuno degli spettatori in auditorium, di ritorno a casa, scorrendo con lo sguardo i dischi di una vita e ritrovando l’originale, comprato dieci giorni, o decenni fa, si ritroverà a dirsi: “Forse da oggi saprò amarti meglio”.

 

Fabio Cinti

 

 

  • Autore articolo
    Piergiorgio Pardo
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