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Aspettando la festa con i Delta V

Ormai ve l’abbiamo svelato: il 7-8-9 giugno torna la Festa di Radio Popolare!
Tre giorni di musica, conferenze, anteprime, proiezioni: ma quale sarà il programma nel dettaglio?
Venerdì 17 maggio alle ore 20:30 all’Auditorium Demetrio Stratos in Via Ollearo 5, Matteo Villaci e Florencia Di Stefano-Abichain presenteranno il programma della festa.
A seguire alle ore 21:30 concerto dei Delta V.
Dopo dodici anni dal loro ultimo lavoro Pioggia.Rosso.Acciaio., i Delta V tornano con il nuovo disco Heimat, un progetto che si fonde tra elettronica e pop per un ritorno appunto all’Heimat, termine intraducibile tedesco che vuol dire molto più di casa, a metà tra patria e luogo degli affetti.
I Delta V presenteranno a Radio Popolare il nuovo album con un live all’Auditorium Demetrio Stratos – Via Ollearo 5, Milano –  venerdì 17 alle ore 21:30, ingresso libero fino a esaurimento posti.
Se proprio non potrete esserci ascoltatelo in diretta!
Vi aspettiamo!
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    Florencia Di Stefano-Abichain
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Approfondimenti

Argento-Corona: non è un “chi se ne frega”

Asia Argento

Per una coppia mediatica che si lascia a colpi di foto Instagram, ecco che ne arriva una nuova, che definire inaspettata è un gentile eufemismo: quella formata da Asia Argento e Fabrizio Corona. Sì, proprio quella Asia Argento, portavoce (suo malgrado?) del movimento #MeToo, e proprio Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi condannato per estorsione.

Argento, all’interno di un servizio sul settimanale Chi corredato da fotografie scattate per non lasciare adito a dubbi, racconta: “Ho vissuto gli ultimi mesi come un’eremita immersa nel dolore e se oggi ho trovato l’affetto in una persona che si chiama Fabrizio Corona, lasciatemi sognare in pace. […] Spiritualmente ho visto dentro di lui qualcosa di rotto, che poi c’è anche dentro di me e, forse, vedere così la sua anima, mi ha portato ad abbracciarlo e ha fatto nascere una grande empatia”. E aggiunge: “Ci dipingono come dannati, già immagino i titoli, ma in realtà siamo due anime buone, la nostra è solo rabbia”.

Ne ho parlato oggi in diretta durante Bionda Radio, sperando in una conversazione con gli ascoltatori, e davvero mi aspettavo delle reazioni di sconcertamento, rabbia, di cocente delusione, ovvero ciò che ho provato io, e invece salvo alcune eccezioni la reazione generale, via sms o mail, è stata un “e chi se ne frega“, catalogando la notizia come gossip di basso livello. E questo, se possibile, mi ha delusa ancora di più.
Intendiamoci, è chiaro che le relazioni affettive che due persone, note o non note che siano, intrecciano non sono di nostro interesse e non devono esserlo: ma qui il problema è molto più profondo, ed è quello di un pericoloso accostamento di immagine.

Asia Argento può essere sicuramente confusa, e come sappiamo è un personaggio che da sempre si è distinto per la sua vita sopra le righe e piuttosto travagliata, con scelte professionali e personali per molti discutibili e talvolta di difficile comprensione, e va bene così. Ma nel momento in cui Asia Argento diventa, per sua stessa volontà ed insistenza, portavoce di un movimento internazionale che regala una voce a migliaia di donne in tutto il mondo, vittime di violenza e di abusi e che hanno dovuto nascondersi per anni, allora il ruolo che lei stessa ha fortemente voluto cucirsi addosso non ti permette di avere una relazione amorosa con l’incarnazione del maschio alfa violento, prevaricatore, sessista, uno che pochi giorni prima era andato in televisione per “riprendersi la ex” con toni aggressivi e quasi dittatoriali.

Perché è una delusione. Perché è davvero avvilente per chi l’ha sostenuta e per chi nonostante tutte le vicissitudini post #MeToo l’ha sempre difesa. Ma soprattutto perché accostarsi a un personaggio del genere regala l’occasione più che ghiotta ai detrattori dei femminismi di attaccarci, a suon di “E adesso? Come la mettiamo?“. Diranno che questo è il più grande autogol del movimento #MeToo, appiattendolo, come se fosse il movimento di una sola persona e delle sue scelte sentimentali, sminuendolo e svilendolo, o accuseranno il movimento femminista di “aver puntato sul cavallo sbagliato”, come se peraltro fossero le femministe ad avere scelto a tavolino Asia come immagine del movimento, anziché essere il frutto dell’esigenza dei media e dell’opinione pubblica di avere un simbolo per ogni tema di attualità perché è più semplice caratterizzarlo.

Il movimento #MeToo, così come tutti i femminismi, non merita questo qualunquismo. E il “chi se ne frega“, in questo caso, è una banalizzazione che non possiamo permetterci.

Asia Argento
Foto dal profilo Instagram di Asia Argento https://www.instagram.com/asiaargento/
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    Florencia Di Stefano-Abichain
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Approfondimenti

Le foto di Salvini sui social sono colpa nostra

Elisa Isoardi e Matteo Salvini

Selfie sorridente nella notte veneziana corredata da un “vi voglio bene amici 🙂”, selfie sorridente con addosso la tuta della Protezione Civile verso un Veneto piegato dal maltempo, addirittura un sereno selfie after-sex pubblicato dalla ormai ex compagna Elisa Isoardi volto quasi paradossalmente a sancire la fine della loro relazione: non devo certo dilungarmi a illustrare la più che efficace strategia di comunicazione online di Matteo Salvini, così come non ha senso scrivere ancora una volta che quella di Salvini è una continua propaganda, a suon di hashtag, like e condivisioni. Quello che invece vorrei dire è che se Salvini ha così tanto successo su web è anche e soprattutto colpa nostra.

Se dovessi descrivere il taglio comunicativo di Salvini con un solo aggettivo, attingendo alla lingua inglese lo definirei “relatable” – un termine che peraltro è utilizzato dal mondo anglosassone con grande frequenza proprio per descrivere personaggi come questo -, ovvero immedesimabile, qualcosa o qualcuno in cui è facile identificarsi. Ma si tratta di un’immedesimazione subdola, risultato di un appiattimento culturale enorme e soprattutto di un utilizzo dei social superficiale identico a quello di Salvini: vi sfido a scorrere la vostra bacheca di Facebook e non trovare tra i primi dieci post almeno otto pubblicazioni da parte di amici e contatti con una foto di qualità dozzinale, il più delle volte mosse, scattate con il cellulare, che ritrae soggetti dal sorriso forzato in primissimo piano, realizzate e pubblicate per la pura e semplice smania di condivisione, per il “io c’ero“, per il “buongiornissimo a tutti i miei contatti di Facebook“, per il “vi voglio bene amici“, appunto. Condivisione ad ogni costo, espressione di sé ad ogni costo, anche se questa espressione dell’io la si deve tradurre con l’uso di faccine sorridenti e un italiano approssimativo.

Proprio per questo motivo Matteo Salvini è relatable: perché Matteo Salvini (sui social network) è nostro fratello, nostro figlio, il tizio che stiamo frequentando e che adora scattarsi foto a torso nudo nel bagno di casa, il nostro amico delle medie, quello che era sfigatissimo e a calcetto non lo sceglieva nessuno ma che ora ce l’ha fatta, e non perde l’occasione di dimostrarlo a te e a tutta la sua community con un bel selfie mosso con l’elicottero dei Vigili del Fuoco sullo sfondo.

Se Salvini funziona così bene sui social network è anche e soprattutto colpa nostra, perché siamo un popolo di Mattei Salvini e di Elise Isoardi, perché postiamo anche noi foto sui social per comunicare la rottura di una relazione, perché appiattiamo anche noi tutti i nostri pensieri con delle emoji e delle frasi di accompagnamento degne nemmeno dei biscotti cinesi della fortuna, perché siamo diventati così pure noi.

Elisa Isoardi e Matteo Salvini
Foto dal profilo Instagram di Elisa Isoardi https://www.instagram.com/elisaisoardi/
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    Florencia Di Stefano-Abichain
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