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Si sono rotti i podcast, svariati team di esperti sono all’opera per il ripristino

I nostri podcast si sono rotti di nuovo. In estrema sintesi: la colpa è del capitalismo, quindi la strada per la soluzione non è una passeggiata.

Le migliori menti dell’informatica mondiale stanno facendo a gara per potersi fregiare del titolo di “aggiustatore dei podcast di Radio Popolare”.

Tutte le trasmissioni “on demand” sono irraggiungibili, ci scusiamo per l’inconveniente e confidiamo nello spirito competitivo dei cervelloni che si stanno dannando l’anima per arrivare per primi alla soluzione del problema.

Noi intanto vigiliamo che non scoppino risse.

I podcast torneranno online il prima possibile.

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    Alessandro Diegoli
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Approfondimenti

Che cosa è successo oggi? – Sabato 4 aprile 2020

ospedale covid 19

Il racconto della giornata di sabato 4 aprile 2020, attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dal commento di Vittorio Agnoletto sull’epidemia da coronavirus COVID-19 in Italia all’accordo tra Germania e Francia sulla modalità per affrontare il lato economico della crisi in Europa. In Lombardia si cerca di capire in quali strutture per anziani siano stati mandati in quarantena malati dimessi e potenzialmente contagiosi. Quanto è fuorviante usare la metafora della guerra per descrivere l’epidemia? Infine i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

L’analisi di Vittorio Agnoletto sui dati dell’epidemia diffusi oggi

E’ stabile la diffusione del coronavirus in Italia. I numeri di oggi sono simili a quelli
degli ultimi giorni. Oggi sono stati registrati 4805 nuovi casi che portano il totale
dall’inizio della pandemia a circa 124mila casi. Sono oltre 88mila invece le
persone attualmente positive.
Le morti nelle ultime 24 ore sono state 681, un dato sempre alto ma più contenuto
rispetto ai giorni precedenti. Il totale finora è di 15.362 vittime. Oltre mille le
persone dimesse o dichiarate guarite nelle ultime ore.

Il presidente del Consiglio Superiore della sanità Locatelli ha rivendicato le misure
prese finora, secondo cui hanno evitato almeno 30mila morti in più.
Ma c’è un altro dato che il capo della protezione civile Borrelli ha invece voluto
sottolineare. Per la prima volta il numero di pazienti in terapia intensiva è
diminuito: 74 in meno.

 

Francia e Germania verso un accordo alternativo ai “coronabond”

(di Maria Maggiore)

Non possiamo ancora dire che l’accordo ci sia, nonostante l’agenzia di stampa tedesca Dpa abbia dato
l’annuncio di un’intesa tra Francia e Germania su un piano straordinario di aiuti ai paesi più colpiti dalla
crisi corona. Si baserebbe su tre gambe, un piano di liquidità straordinario fino al 2 % del Pil di uno Stato,
da parte del Meccanismo di stabilità europeo, il MES, per le spese sanitarie ed economiche legate alla
crisi. Non ci sarebbero condizioni legate al prestito, se non l’impegno, a emergenza finita, di rientrare
nei criteri di Maastrich di deficit e debito, con un controllo europeo, ma non l’invio della famigerata
Troika e le riforme imposte dall’esterno. E poi ci sarebbero i prestiti della banca europea degli
investimenti, la BEI e il fondo europeo contro la disoccupazione. Dall’Olanda intanto, altro paese
fortemente contrario all’idea di emettere dei bond comuni, il ministro delle finanze Koekstra propone la
creazione di un fondo di emergenza corona che non sia basato su prestiti, ma su donazioni comuni ai paesi
in crisi. Si va dunque verso degli aiuti all’Italia in vista dell’Eurogruppo di martedì che dovrebbe
sbrogliare la matassa delle posizioni diverse tra nord e sud dell’Europa. Intanto da Roma il ministro
Gualtieri ha detto che l’opzione Mes per l’Italia non è praticabile. La risposta dell’Unione sarà adeguata
solo se ci saranno i coronabond”.

Lombardia: i malati mandati in quarantena nelle RSA piene di anziani

(di Michele Migone)

C’è una delibera dell’otto marzo con cui la Regione Lombardia dispone che i pazienti con il covid 19 dimessi dagli ospedali, e quindi positivi, con la necessità di assistenza, vengano inviati in diverse strutture sanitarie regionali tra cui anche le Rsa, cioè le case di riposo per anziani. La delibera dice anche che devono essere ricoverati in sezioni isolate dal resto della struttura che li ospita.

L’approccio confuso, inadeguato delle autorità lombarde all’epidemia ha prodotto anche questo: mandare persone positive nei luoghi dove ci sono i più fragili, i più esposti al rischio Le terribili cifre parlano chiaro. Nelle case di riposo è una strage. Il virus ha falciato le vita di centinaia di anziani. L’opposizione in Regione ha cercato di capire in quante RSA siano stati mandati effettivamente dei dimessi positivi.

Il consigliere regionale Fabio Pizzul ci dice che due settimane fa ha chiesto all’assessore i numeri, ma che Gallera non li abbia mai forniti. Quindo, allo stato attusle, non si sa ancora quanti e in quali RSA siano stati distribuiti. Per ora si conosce solo il caso del Palazzolo d Milano, ma li, dice Pizzul, c’era una struttura totalmente separata dal corpo centrale. Negli altri casi, quelli ancora sconosciuti, non si sa quali fossero le condizioni. Se cioè il personale sanitario e di assistenza fosse lo stesso per anziani e positivi, quindi con alta probabilità di diffondere il virus; se i reparti isolati fossero comunque contigui con il resto della struttura, altro veicolo di trasmissione.

Quando l’assessore Gallera fornirà queste informazioni? La sensazione è che si tenterà di nascondere la polvere sotto il tappeto. È probabile che dopo le proteste dell’opposizione e dei sindacati la Regione abbia limitato il più possibile questi trasferimenti, ma la delibera comunque non è stata ancora ritirata. Il fatto stesso che sia stata approvata e messa in pratica in qualche caso da il senso di quanto inadeguata sia la gestione dell’ epidemia da parte della Giunta Fontana.

 

“È sbagliato e fuorviante parlare di guerra”, dice il chirurgo Paolo Setti Carraro

Ne è convinto Paolo Setti Carraro, medico chirurgo che ha lavorato per tanti anni in un ospedale milanese e nel 2009 ha deciso di lasciare quel suo lavoro sicuro a Milano per trasferirsi in giro per il Mondo: dalla Sierra Leone allo Yemen, da Haiti all’Iraq. E poi Sud Sudan e Afghanistan.

Il suo racconto a Memos con Raffaele Liguori inizia dall’ultima delle sue esperienze, nella Striscia di Gaza, dove si trovava fino a pochi giorni fa.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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    Alessandro Diegoli
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Dal primo aprile al via le richieste di sostegno all’INPS

Conferenza stampa Conte Gualtieri

Dal primo di aprile sarà possibile fare richiesta tramite portale Inps di alcune delle misure di sostegno previste dal decreto Cura Italia. Si tratta delle prestazioni rivolte direttamente a cittadini e famiglie: a differenza che per altri provvedimenti, come la cassa integrazione, saranno i singoli potenziali beneficiari a dover attivare la richiesta. Non ci sarà un click day, specifica l’istituto, nel senso che le domande saranno acquisite tutte in ordine di presentazione: ma le risorse non sono infinite, quindi non è detto che tutte le richieste potranno essere immediatamente soddisfatte.

Le prestazioni di cui si potrà fare richiesta, a meno di imprevisti, a partire dal 1 aprile sul sito dell’Inps sono il bonus da 600 euro per il sostegno al reddito degli autonomi, il bonus per il pagamento di servizi di baby sitter, il congedo parentale straordinario.

Il bonus da 600 euro è rivolto a lavoratori autonomi, liberi professionisti con partita Iva, collaboratori coordinati e continuativi in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri, stagionali del turismo e lavoratori dello spettacolo. Per accedere al beneficio è necessario non essere titolari di pensione o di reddito di cittadinanza. Per i lavoratori agricoli c’è anche un altro requisito, avere lavorato almeno 50 giornate nel 2019. Per quelli dello spettacolo il minimo di giornate lavorate è 30, ma c’è una soglia di reddito. Per i lavoratori del turismo è necessario dimostrare di avere cessato un rapporto di lavoro tra il 1 gennaio e il 17 marzo.

Il congedo parentale straordinario è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti: privati, iscritti alla gestione separata e pubblici. Solo le prime due categorie devono fare richiesta all’Inps, mentre i dipendenti pubblici devono comunicare l’astensione direttamente al datore di lavoro. Il congedo è accordato a un genitore per nucleo familiare: è pagato al 50% per chi ha figli minori di dodici anni o con grave handicap, mentre è senza indennità per chi ha figli tra i 12 e i 16 anni. Il beneficio riguarda anche i figli adottivi. Chi sta già fruendo di un congedo parentale non deve fare nulla: sarà l’Inps a convertire la prestazione ordinaria in quella straordinaria. Gli altri devono fare richiesta sul sito: si accettano domande retroattive, a decorrere dal 5 marzo scorso. Non può chiedere il beneficio un nucleo familiare che abbia un genitore non lavoratore, disoccupato o percettore di reddito di cittadinanza. La misura è inoltre alternativa al bonus baby sitter.

Il bonus baby sitter è rivolto a dipendenti privati, iscritti alla gestione separata, autonomi e dipendenti pubblici. Costa di un massimo di 600 euro per il mese di marzo, indipendentemente dal numero di figli, tranne che per alcune categorie di lavoratori che avranno fino a 1000 euro: sono medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, operatori di radiologia, operatori sociosanitari, personale dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Gli importi saranno erogati attraverso il libretto famiglia: chi non l’avesse già fatto deve registrarsi come utilizzatore del libretto sul sito inps e dire alla baby sitter di registrarsi a sua volta come prestatore d’opera sulla piattaforma.

Tutte le prestazioni devono essere richieste tramite il sito dell’Inps, utilizzando il proprio codice pin dispositivo. Per chi non l’avesse è stata predisposta una procedura semplificata per l’attribuzione del codice.

 

 

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    Alessandro Diegoli
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Coronavirus: lo scontro tra Conte e la Regione Lombardia. Intervista a Giulio Gallera

giulio gallera paura

Questa mattina a Prisma l’assessore al welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera è stato ospite di Lorenza Ghidini e Roberto Maggioni. L’intervista arriva nel pieno della polemica tra presidenza del Consiglio e Regioni, in particolare Regione Lombardia, riguardo le modalità di direzione del piano di contenimento del contagio da Covid-19.

Conte ha paventato la possibilità di scavalcare i poteri regionali in materia di sanità e avocarli a sé. Fontana non l’ha presa bene…

Mi sembra una follia quella che abbiamo sentito, perché la Regione Lombardia anche in questa occasione ha dimostrato di essere uno straordinario sistema sanitario: nel giro di pochissime ore abbiamo individuato quello che poteva essere un supposto paziente zero, abbiamo fatto duemila tamponi in cinque giorni, abbiamo preso in carico duecento pazienti tenendone monitorati i contatti diretti, quindi stiamo agendo come sempre con una grande efficienza. Le falle sembrano essere nazionali, quindi forse vale il contrario.

Quindi è il governo nazionale che sta sbagliando?

È il presidente del Consiglio che sta sbagliando, dicendo queste cose. Dobbiamo prendere atto che quello (il governo e la Protezione Civile ndr) che doveva essere preparato ad affrontare un’emergenza non lo sta facendo. Ieri siamo dovuti correre a recuperare tamponi e mascherine per una situazione straordinaria. La Regione era preparata per una gestione ordinaria dell’attività sanitaria. Ieri abbiamo recuperato tutto, per cui da oggi arrivano più di centomila tamponi e duecentomila mascherine, ma abbiamo dovuto correre perché il sistema della Protezione Civile non ci ha fornito nulla.

Ma l’autonomia sanitaria regionale che fine fa? Non vi eravate attivati con protocolli speciali? 

I protocolli ci sono, noi abbiamo delle risorse sanitarie che ci sono date dal governo per la gestione ordinaria: le emergenze nazionali non sono certo a carico del sistema sanitario, ma devono essere assunte da chi di dovere, cioè il governo e la Protezione Civile. Io non sono né autorizzato, né chiamato ad acquisti straordinari per la gestione ordinaria della mia sanità.

Molti ascoltatori ci segnalano che molte visite, prenotate anche con procedura d’urgenza, sono state cancellate, come mai?

L’ordine che abbiamo dato alle nostre strutture ospedaliere è che non si cancella nessuna attività ambulatoriale, né urgente, né programmata. Le uniche attività che abbiamo autorizzato a sospendere sono quelle all’ospedale di Codogno a cui abbiamo chiesto di garantire solo le attività urgenti. Quindi se sono avvenute delle cancellazioni, sono state iniziative non corrette delle singole aziende ospedaliere: daremo mandato di richiamare e rifissare in tempi rapidissimi queste visite. Le attività sanitarie devono continuare in tutta la Regione nella maniera più corretta possibile, come abbiamo detto ieri nella riunione con tutti i direttori generali.

Quando riaprirà l’ospedale di Codogno?

L’ospedale di Codogno non è chiuso, ha evidentemente una carenza di personale e svolge un minimo di attività. Appena saremo nelle condizioni di sostituire quel personale la situazione tornerà alla normalità, dopodiché, tutti i bisogni sanitari di quell’area sono prese in carico da altri presidi ospedalieri.

Alcuni medici di famiglia e anche almeno un ospedale lamentano la mancanza di sistemi di protezione individuale…

Sul tema delle mascherine: noi avevamo quelle ordinarie per il personale e come sapete le bardature servono solamente in alcune aree. Stiamo provvedendo all’acquisizione e al rifornimento in queste ore, soltanto oggi ne arriveranno centoventicinquemila e nei prossimi giorni ne arriveranno tre milioni. Come dicevo prima, qualcuno avrebbe dovuto garantirci forniture straordinarie, perché noi non siamo tenuti a dare decine di mascherine ai medici di medicina generale in una situazione ordinaria. Quando c’è una straordinarietà dovrebbe essere la Protezione Civile a intervenire, invece lo abbiamo fatto noi, naturalmente autorizzati dal governo: addirittura ieri siamo andati a prendere le mascherine coi carabinieri. Saranno distribuite in primo luogo ai medici della zona rossa, che ringrazio molto per il lavoro che stanno facendo.

Il presidente Conte ha detto che l’ospedale di Codogno non ha avuto una gestione in linea con i protocolli sanitari nazionali…

Ha detto una cosa falsa, totalmente priva di ogni verità e fondamento, oserei dire “ignorante” perché ignora i protocolli che invece noi abbiamo seguito in maniera assolutamente pedissequa. I protocolli prevedevano che il tampone fosse fatto a chi manifestava febbre e insufficienza respiratoria e dichiarava di provenire dalla Cina: così noi abbiamo fatto nell’ultimo mese, cioè da quando l’Istituto Superiore di Sanità ha varato questi protocolli. E anche a Codogno è andata così: appena il “paziente 1” ha dichiarato di essere entrato in contatto con una persona che arrivava dalla Cina, gli è stato fatto il tampone, attivando tutte le procedure.

Quindi secondo lei Conte sta mentendo?

Assolutamente sì.

Gli specialisti spiegano che non basterà una settimana a valutare l’efficacia delle misure di contenimento, l’ordinanza di blocco di molte attività sarà prorogata? E poi: ci possono essere modifiche in corso dell’ordinanza?

Gli scienziati evidenziano in quattordici giorni il tempo dell’incubazione, quindi la rarefazione dei contatti tra persone dovrebbe durare almeno due settimane. Abbiamo fatto un’ordinanza per sette giorni e valuteremo verso la fine della settimana se prorogarla proprio in ragione di questa riflessione.

Per quanto riguarda le modifiche: l’ordinanza non specifica, abbiamo fatto una nota interpretativa, per cui le attività al chiuso, come quelle in palestre, piscine, saune e centri benessere sono sospese, mentre le attività all’aperto sono consentite. Sono consentiti  gli allenamenti o per esempio il gioco del tennis all’aperto, ma con l’accortezza di non usare gli spogliatoi.

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    Alessandro Diegoli
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Temporaneamente sospese le proiezioni di Mondovisioni, i documentari di Internazionale con Festival Diritti Umani e InterSOS

mondovisioni

 

Mondovisioni la prima rassegna cinematografica dei documentari di Internazionale, frutto della collaborazione fra Festival dei Diritti Umani e Intersos. Le proiezioni si svolgono nell’auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, in Via Ollearo 5.

Mondovisioni

Mondovisioni, i film di Internazionale è una rassegna che viene presentata grazie al Festival dei Diritti Umani, a Intersos, con la media partnership di Radio Popolare. Danilo De Biasio, direttore del Festival dei Diritti Umani – Milano ci racconta dell'iniziativa. https://www.facebook.com/events/511345049379438/

Gepostet von Festival dei Diritti Umani – Milano am Dienstag, 4. Februar 2020

I prosimi appuntamenti con Mondovisioni

ANNULLATO 03 mar: Bellingcat – Truth in a post-truth World (2018 – durata 89′ – Lingua: Inglese, olandese e tedesco – Sottotitoli: Italiani): Il collettivo Bellingcat, all’avanguardia del giornalismo contemporaneo, è un gruppo di ricercatori online impegnato a svelare la verità dietro notizie e vicende da tutto il mondo, dal disastro del volo MH17, alla guerra in Siria, al misterioso avvelenamento di una spia russa nel Regno Unito. Il fondatore Eliot e la sua squadra verificano le versioni di giornali, reti e governi, utilizzando tecniche digitali e crowdsourcing per un approccio innovativo rispetto al giornalismo investigativo tradizionale. Ma nell’epoca delle fake news e dei “fatti alternativi”, con governi sempre meno affidabili e giornali tradizionali in declino, cosa rappresenta il loro successo di fronte al cambiamento delle nostre società e alle trasformazioni di politica, tecnologia e social media?
Ospite: Matteo Villa (analista e ricercatore dell’ISPI)
Prenotazioni

– 11 mar: Days of Hope (2013 – durata 74′ – Lingua: Bambara, danese, francese, inglese, svedese e altri dialetti africani – Sottotitoli: Italiani): Ogni anno migliaia di africani cercano di raggiungere l’Europa, lasciandosi tutto alle spalle. Harouna ha salutato la sua ragazza e un figlio, ma è bloccato nella città di Nouadhibou in Mauritania. Thelma era stata abbandonata bambina in Ghana, ora 12 anni dopo raggiunge la madre in Danimarca, per scoprire una vita diversa da quella che immaginava. Austin ha superato il Mediterraneo e passando per il Centro d’accoglienza di Siracusa è arrivato Copenaghen, dove vive di espedienti. Sono solo alcune delle storie che si celano dietro le statistiche sull’immigrazione e i titoli sulle tragedie nei mari d’Europa.
Ospite: Francesca Matarazzi (Operatore Umanitario INTERSOS)
Prenotazioni

– 17 mar: Voyage en Barbarie (2014 – durata 72′ – Lingua: Inglese e arabo – Sottotitoli: Italiani): Il Sinai è diventato teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009 50mila eritrei sono passati da qui, e 10mila non ne sono mai tornati. Giovani, di buona famiglia, cristiani, in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati da beduini che non hanno che un obiettivo: ottenere un riscatto dalle famiglie, come conferma l’intervista senza precedenti a uno di loro. Tre sopravvissuti ci consegnano la loro testimonianza: Germay, rifugiato al Cairo, e Robel e Haleform, che hanno ottenuto asilo in Svezia. Le loro voci sono le prime a svelare una vicenda avvolta dal silenzio, l’ennesimo dramma sulle rotte della migrazione. Ospite: Alganesh Fessaha (è chiamata l’Angelo dei Migranti, ha salvato migliaia di eritrei nel deserto del Sinai).
Prenotazioni

L’accesso ai documentari di Mondovisioni è gratuita, è gradita la prenotazione.

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    Alessandro Diegoli
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Radio Popolare è sul digitale terrestre

Si amplia la possibilità di ascoltare Radio Pop su dispositivi diversi dall’apparecchio radiofonico. Da novembre 2019 è possibile ascoltarci dal televisore, sui canali radio del digitale terrestre. Per il momento il servizio è disponibile in Lombardia, Piemonte e Liguria. Per il futuro, chissà, magari ci allarghiamo.

Lombardia canale 654

Piemonte canale 605

Liguria canale 295 [Attenzione! Per problemi tecnici del nostro fornitore la trasmissione in Liguria è attualmente sospesa]

Se cercandoci sul vostro televisore non doveste trovarci, basterà eseguire una risintonizzazione automatica.

Per chiarimenti  digital@radiopopolare.it

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    Alessandro Diegoli
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È arrivata la birra di Natale 2019!

Il nome è lo stesso ma il contenuto è nuovo!

La Abbo Natale, la birra natalizia confezionata per Radio Pop dal Birrificio Lariano l’anno scorso era una dubbel, quest’anno una tripel! Lo stile è sempre di ispirazione belga (alta fermentazione, alc. vol. 8%), molto adatto alle libagioni opulente che saranno consumate durante le Feste. Se siete a dieta o fate della frugalità una ragione di vita, va bene lo stesso, la Abbo Natale 2019 è anche una perfetta birra da meditazione.

La trovate in abbinamento con un elegante bicchiere e una delle altre tre birre, a rotazione, in una scatola dal marchio inequivocabile, in caratteri d’oro! Prezioso come l’oro è il vostro sostegno, che potete esprimere comprando la Abbo Natale 2019 al Banco di Garabombo (fermata Pagano della metropolitana rossa, Milano) o in sede (via Ollearo 5, Milano).

Il pacchetto natalizio costa 20€, come una tessera!

 

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    Alessandro Diegoli
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A teatro in Auditorium: “Aldilà dei Muri” sabato 9 novembre, a Radio Pop

Sabato 9 novembre, dalle 21.00 alle 22.30, nel nostro Auditorium, si terrà una serata teatrale e musicale dal titolo “Aldilà dei muri”, in occasione del 30ennale della caduta del Muro di Berlino.

La serata, curata e realizzata da Farneto Teatro (Maurizio Schmidt ed Elisabetta Vergani) e da Roberto Traverso del Teatro Out Off, è aperta agli ascoltatori è sarà trasmessa in diretta. In conduzione Ira Rubini, con la partecipazione di Maurizio Schmitd.

Sul palco dell’Auditorium Demetrio Stratos saranno letti alcuni testi espressamente scritti per l’occasione da drammaturghi contemporanei italiani o estratti dai tre spettacoli che Farneto Teatro porterà in scena all’Out Off prossimamente.

Inoltre, la violoncellista Gemma Pedrini eseguirà alcuni brani dal vivo ispirati al concerto che Mstislav Rostropovich improvvisò ai piedi del Muro nel 1989.

Vi aspettiamo!

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    Alessandro Diegoli
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Dove trovare le nostre birre!

Le nostre birre le potete bere qui (siccome le birre artigianali sono per definizione “a giro”, non è detto che le birre di Radio Pop siano contemporaneamente in tutti questi locali/ristoranti/teatri):

Triple, via Losanna 29,  Milano

Rob de Matt, Via Enrico Annibale Butti 18,  Milano

Mir, Via Felice Cavallotti 226, Sesto San Giovanni MI

Tipografia alimentare,Via Dolomiti 1, Milano

Pop, via Tadino 5, Milano

Cascina Casottello, via Fabio Massimo 19, Milano

Birrificio La Ribalta, Via Cevedale 3, Milano

Mandala 2.0, Via Madonna del Carmine13 ,Buscate MI

Oltheatre al De Sica, Via Don Luigi Sturzo 25, Peschiera Borromeo MI

10° Nord, Via Giacomo Watt 5,  Milano

Beershow, via Borsieri 30, Milano

Hopduvel, via Broggini 4, Milano

Arci La Lo.Co., Via Trieste 23, Osnago LC

Crespi 14, via Pietro Crespi 14, Milano

Al Coccio, Alzaia Naviglio Pavese 2, Milano

John Barleycorn, piazzetta Aristotele 14, Milano

BistrŌlindacorso Buenos Aires 33, Milano

 

Per averla nel vostro locale scrivete a birra@radiopopolare.it

Il progetto birra

Se siete ascoltatori di Radio Popolare di vecchia data probabilmente avrete sentito parlare di quella volta, nei primissimi anni ’80, in cui vendemmo un container di piumoni per autofinanziarci. Dopo tanti anni Radio Pop non ha perso la sua vena dadaista e stavolta ci prova con la birra!

Insieme al pluripremiato e artigianalissimo Birrificio Lariano abbiamo prodotto tre birre rivolte ai palati di tutti gli appassionati della più antica bevanda del mondo (dopo l’acqua):

107,6: bohemian pilsner da 4,6°

etichetta_107e6

Ollearo5: bock da 7°

etichetta_ollearo5

Metro³: IPA da 6°

etichetta_metrocubo

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    Alessandro Diegoli
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