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Yemen, l’epidemia di colera peggiore al mondo

In Yemen è in corso la peggiore epidemia di colera del mondo. L’allarme è stato lanciato dall‘Unicef che parla di numeri allarmanti.

E i numeri fanno effettivamente paura. Almeno 200mila casi sospetti che aumentano ad una pazzesca media di cinquemila al giorno. In soli due mesi, il colera si è diffuso in quasi tutti i governatori del paese. I morti sono già 1300, di cui un quarto sono bambini. secondo le stime i morti dovrebbero aumentare nei prossimi giorni in modo esponenziale, come avviene, di solito nella fase di crescita di una epidemia.

A rendere questa epidemia micidiale c’è il fatto che lo Yemen è devastato da una guerra che non sembra avere soluzioni diplomatiche. Di fatto si tratta di un conflitto per procura tra i due giganti della regione: Iran e Arabia Saudita. La rottura di quest’ultimo paese con il Qatar rende la guerra ancor più difficile da fermare.

Di fatto è proprio il conflitto a fare da effetto moltiplicatore della diffusione del batterio. L’allarme lanciato dall’Unicef è stato sottoscritto anche dal Direttore generale dell’Oms Margaret Chan: “Se non verrà fermata la guerra e se non arriveranno aiuti immediati la situazione potrebbe sfuggire ad ogni controllo”.

Al momento però queste due condizioni rischiano di non essere soddisfatte: la guerra, come detto, non ha soluzioni diplomatiche e con il conflitto in corso i convogli con vaccini, medicine, aiuti alimentari e acqua potabile non possono viaggiare.

Un’intera generazione di bambini potrebbe essere condannata.

  • Autore articolo
    Raffaele Masto
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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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