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World Music. La Francia è sempre meno accogliente con gli artisti che arrivano dal sud del mondo

24 ottobre 2026|Marcello Lorrai
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Touareg Tinariwen

Zone Franche è una rete francese che riunisce più di 240 soggetti – festival, sale, produttori, manager, artisti, fiere professionali – che operano nel campo delle musiche del mondo. Dal 2009 Zone Franche anima il Comité Visas Artistes, una piattaforma informale che mette in comunicazione le grandi organizzazioni professionali dello spettacolo, il ministero degli affari esteri e il ministero della cultura: quando artisti invitati in Francia si scontrano con la negazione del visto di ingresso, o artisti già residenti in Francia si trovano in difficoltà con il permesso di soggiorno, i professionisti dello spettacolo, se le vie ordinarie sono esaurite, possono investire del problema la piattaforma. Sulla base della ormai lunga esperienza del Comité Visas Artistes, Zone Franche ha da poco pubblicato un dettagliato rapporto sull’argomento – reperibile in rete – relativo agli anni 2018-2025, intitolato “La degradazione dell’accoglienza degli artisti e professionisti stranieri in Francia”. I dati forniti dal Comité Visas Artistes mostrano inequivocabilmente che la Francia accoglie sempre meno gli artisti provenienti dall’estero, e più specificamente quelli del Sud del mondo. Nel 2018 i ricorsi trattati dal Comité giungevano ad un esito positivo in circa il 70 per cento dei casi: questa percentuale negli ultimi anni è precipitata, arrivando nel 2025 a solo il 38 per cento circa. Dunque ormai la maggior parte dei ricorsi è respinta. Inoltre nel periodo 2018-2025 il 79 per cento circa dei ricorsi riguardavano artisti di paesi africani, mediorientali e asiatici, con l’Africa da sola a rappresentare il 71 per cento circa. Secondo Zone Franche i dati rivelano una discriminazione strutturale nell’accesso al territorio francese. Fra le cause principali Zone Franche elenca l’esternalizzazione a soggetti privati delle procedure di richiesta di visto, l’inasprimento delle normative sul controllo dell’immigrazione, e la sospensione a partire dal 2023 della cooperazione culturale con il Mali, il Burkina Faso e il Niger. Emblematico il caso – evidenziato nel rapporto – del gruppo touareg Tinariwen, di fama mondiale e vincitore nel 2012 di un Grammy Award, che incontra ormai frequenti difficoltà o rifiuti per i visti dei componenti. Secondo Zone Franche, questa situazione produce diverse gravi conseguenze: l’annullamento di concerti e tournée, con danni per gli artisti così come per i produttori e le sale francesi, la fragilizzazione della programmazione di festival e concerti, l’indebolimento dell’influenza culturale francese a livello internazionale, la perdita di posizioni nel campo delle musiche del mondo, in cui la Francia ha tradizionalmente avuto un ruolo di primo piano, il pregiudizio per la diversità culturale, che è fra l’altro promossa da una convenzione Unesco, l’appannamento dell’immagine della Francia e della Francofonia. Zone Franche segnala anche la contraddizione fra questa politica e la Visa Strategy dell’UE, che punta a fare dell’Europa una destinazione attrattiva per persone dotate di professionalità, creatività, talento. Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni: fra queste, quella di puntare a livello europeo ad un regime Schengen che favorisca la mobilità artistica. Nel 2025 Zone Franche aveva firmato assieme a 56 organizzazioni professionali un documento che segnalava come la politica francese dei visti fosse “sempre più scollegata dalle realtà umane”.

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