Piazze, scontri e proteste: la destra ne approfitta e ostenta il pugno di ferro

I “massicci arresti” di cui parla il ministro della Giustizia Nordio, che vorrebbe ampliare gli istituti di pena per incarcerare i minori, così come la proposta di Matteo Salvini di togliere i bonus e contributi alle famiglie dei minorenni indagati, sono dichiarazioni che fatte nelle ore precedenti le prossime manifestazioni previste in diverse città hanno un solo scopo, aumentare la tensione e soffiare sul fuoco delle proteste, sapendo che il risultato domani potrebbe essere di avere ancora più rabbia nelle strade e paura tra le persone. Domani sarà già in vigore l’ottavo decreto sicurezza del governo, quello approvato solo pochi giorni fa, l’ennesimo provvedimento fatto di nuovi reati e pene. Da un calcolo fatto da Avs, in questi quattro anni di governo così tanto celebrati da Giorgia Meloni, ci sono state 123 modifiche del Codice pensale con nuovi reati e aggravanti, ogni volta ci sono ulteriori fattispecie di reato che nella logica punitiva della destra non sono però serviti a nulla, visto che dopo qualche mese se ne approva un altro, ancora più repressivi. Ma l’obiettivo è quello di mostrare un governo dal pugno di ferro, come dimostra l’annuncio del ministro Nordio di voler costruire più carceri, invece di investire in politiche giovanili e educative. Alzare la voce soprattutto quando c’è da coprire altro, come le proteste in altre zone del paese, nel Sud, tra gli agricoltori e autotrasportatori, insinuando, prima ancora che i magistrati possano indagare, che una parte di chi protesta sia legato alla criminalità. Dividere i fronti, evitare che le proteste generino appoggio e consenso, creare una lista di buoni e di cattivi, quando non si riesce più ad accusare l’opposizione di tutti i mali. E intanto lucrare in vista delle elezioni, come sta facendo in maniera sfacciata Matteo Salvini al fine di imporre alla coalizione di destra la candidatura della leghista Silvia Sardone.
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