Radio Popolare Home
sostienici

Piazze, scontri e proteste: la destra ne approfitta e ostenta il pugno di ferro

23 ottobre 2026|Anna Bredice
CONDIVIDI
Meloni ANSA

I “massicci arresti” di cui parla il ministro della Giustizia Nordio, che vorrebbe ampliare gli istituti di pena per incarcerare i minori, così come la proposta di Matteo Salvini di togliere i bonus e contributi alle famiglie dei minorenni indagati, sono dichiarazioni che fatte nelle ore precedenti le prossime manifestazioni previste in diverse città hanno un solo scopo, aumentare la tensione e soffiare sul fuoco delle proteste, sapendo che il risultato domani potrebbe essere di avere ancora più rabbia nelle strade e paura tra le persone. Domani sarà già in vigore l’ottavo decreto sicurezza del governo, quello approvato solo pochi giorni fa, l’ennesimo provvedimento fatto di nuovi reati e pene. Da un calcolo fatto da Avs, in questi quattro anni di governo così tanto celebrati da Giorgia Meloni, ci sono state 123 modifiche del Codice pensale con nuovi reati e aggravanti, ogni volta ci sono ulteriori fattispecie di reato che nella logica punitiva della destra non sono però serviti a nulla, visto che dopo qualche mese se ne approva un altro, ancora più repressivi. Ma l’obiettivo è quello di mostrare un governo dal pugno di ferro, come dimostra l’annuncio del ministro Nordio di voler costruire più carceri, invece di investire in politiche giovanili e educative. Alzare la voce soprattutto quando c’è da coprire altro, come le proteste in altre zone del paese, nel Sud, tra gli agricoltori e autotrasportatori, insinuando, prima ancora che i magistrati possano indagare, che una parte di chi protesta sia legato alla criminalità. Dividere i fronti, evitare che le proteste generino appoggio e consenso, creare una lista di buoni e di cattivi, quando non si riesce più ad accusare l’opposizione di tutti i mali. E intanto lucrare in vista delle elezioni, come sta facendo in maniera sfacciata Matteo Salvini al fine di imporre alla coalizione di destra la candidatura della leghista Silvia Sardone.

Segui Radio Popolare su